Matteo Renzi interviene su lavoro, Jobs Act e pensioni: le novità in arrivo
Il premier è intervenuto su Repubblica Tv e ha affrontato diverse questioni scottanti: dal Jobs Act - definito "una cosa di sinistra" - alle pensioni di reversibilità - che "non si toccano" -, dall''incontro con i sindacati alla promessa di ridurre il cuneo fiscale
ROMA – Il premier Matteo Renzi non dimentica, tra una mission e l'altra (questa mattina è intervenuto a margine della firma del protocollo di vigilanza sulle procedure per la bonifica delle di Bagnoli) di rivolgersi ai suoi elettori. In diretta su Repubblica Tv ha affrontato il nodo della riforma delle pensioni, ma non solo.
Il Jobs Act? Una cosa di sinistra
Il presidente del Consiglio non ha dubbi. Il Jobs act «è la più grande operazione di lotta al precariato mai fatta da un governo, è la cosa più di sinistra fatta in Italia negli ultimi 30 anni». Così ha esordito il premier, Matteo Renzi, a Repubblica Tv. Poi ha affrontato altre questioni scottanti, come i rapporti con i sindacati e il nodo pensioni, offrendo generose rassicurazioni in merito al suo elettorato.
Le pensioni di reversibilità non si toccano
«Nessuno deve temere per la propria pensione, non ci sono ipotesi di lavoro sulla reversibilità», ha sottolineato Renzi. L'attenzione dell'Esecutivo è piuttosto rivolta altrove secondo le parole del premier: «Dobbiamo capire se, nell'ambito delle regole europee e della legge Fornero, a quella categoria di persone rimaste un po' schiacciate tra incudine e martello possiamo dare l'anticipo pensionistico, l'ape». Le tempistiche sono abbastanza serrate e coincidono con la preparazione della prossima legge di stabilità: 3-4 mesi.
L'incontro con i sindacati
Qualche parola anche sull'incontro di oggi del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Per Renzi è stato un «incontro interlocutorio, ma importante».Anche Poletti aveva riferito di un «clima positivo» e della reciproca volontà di collaborare per trovare soluzioni condivise. Tuttavia, da Palazzo Chigi è arrivato subito un monito piuttosto chiaro: «E' il governo che decide» in ultima istanza, non i sindacati.«Non pensiamo che la concertazione sia una coperta di Linus della quale è impossibile fare a meno. Se c'è, siamo contenti: se possiamo coinvolgere e dialogare con le categorie, non siamo qui», ha precisato Matteo Renzi.
La promessa di ridurre il cuneo fiscale
Sul finire dell'intervento su repubblica Tv, ecco un annuncio che sembra quasi una promessa elettorale: «Stiamo pensando a rendere stabile la riduzione del cuneo fiscale. Stiamo cercando di ridurre il costo del lavoro per tutti». A chi gli chiedeva se il governo intenda prorogare gli incentivi per le assunzioni, Renzi ha risposto: «No, vogliamo rendere stabile la riduzione del cuneo». Per il presidente del Consiglio «c'è la necessità di intervenire per il ceto medio e le famiglie, la riduzione del cuneo contributivo per dare un po' più di soldi ai lavoratori, la riduzione degli scaglioni Irpef. Stiamo lavorando - ha concluso - su tutto molto concretamente e molto silenziosamente. Ci siamo dati il tempo della legge di Stabilità». Chi vivrà vedrà.
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