Conti pubblici

Manovra, l'ammissione di Padoan che fa tremare il Governo: «Risorse molto limitate»

Il ministro dell'Economia ha rilasciato un'intervista al Sole 24 Ore e ha anticipato quali saranno i problemi della nuova Legge di bilancio, smontando il mito delle privatizzazioni

L'ammissione del ministro Padoan fa tremare il governo Gentiloni.
L'ammissione del ministro Padoan fa tremare il governo Gentiloni. (ANSA)

ROMA - L'ammissione del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, è da prima pagina. Le risorse a disposizione per la legge di bilancio «restano molto limitate» nonostante il sostanziale via libera alla proposta italiana di una correzione dei conti da circa 5 miliardi. Dunque occorre puntarle tutte su «giovani e lavoro». Lo afferma il numero uno del Mef durante un'intervista rilasciata a Il Sole24Ore. «Prima di tutto - dice il ministro - è importante sottolineare che i vincoli di bilancio restano più stretti di quanto si pensi». Il numero uno del ministero dell'Economia ha spiegato che il Governo ha iniziato a lavorare a una legge di bilancio in continuità con le precedenti, ma accanto al consolidamento si dovrà concentrare su poche, pochissime priorità: «i giovani, prima di tutto, con misure permanenti per l'occupazione, poi la lotta alla povertà e la spinta agli investimenti».

L'ammissione di Padoan che fa tremare il Governo
In particolare sull'occupazione dei giovani, l'idea è di rendere «permanenti» gli incentivi, «sotto forma di riduzione del carico fiscale e contributivo» anche «per spingere le imprese a investire a lungo termine e a far entrare i giovani con la prospettiva di un lavoro stabile, che permetta di pensare a un mutuo o a metter su famiglia». Ma, ha puntualizzato Padoan, servono «coperture solide» e una «definizione precisa della platea». Su quali criteri? «Li stiamo studiando - risponde il ministro - ma i principali sono due: l'età, naturalmente, e il fatto che le assunzioni "incentivate" siano legate a contratti permanenti, in modo da rafforzare l'impatto del Jobs Act».

Il mito delle grandi privatizzazioni
Il vincolo più delicato per l'Italia resta il debito e fra le misure per abbatterlo, era stato avviato un programma di privatizzazioni che si è presto interrotto. Padoan ha sottolineato che le privatizzazioni «hanno sempre rappresentato una parte della strategia del governo, con l'obiettivo di abbattere il debito ma anche di migliorare l'efficienza manageriale nella gestione delle società interessate ad ampliare le fonti di finanziamento». Il processo si è però interrotto nell'ultima legge di bilancio e non è detto che ci siano le condizioni per riprenderlo. Il ministro invita tuttavia a «liberarsi del mito secondo cui ci sarebbero centinaia di miliardi di asset pubblici valorizzabili in breve tempo: si può lavorare a più soluzioni, anche innovative, ma gli importi sono sempre inferiori a quanto si dice», risponde Padoan.

Servono coperture solide e strutturali per la manovra
Il ministro conferma anche che tra le ipotesi «innovative» c'è il riordino delle partecipazioni sotto Cassa depositi e prestiti: «È tra le possibilità che abbiamo studiato». Alla domanda su quali prospettive intravede in vista dell'uscita dal Quantitative easing, il ministro afferma che «i rischi di un aumento dei tassi ci sono», ma «impatteranno su un'economia italiana molto più solida del passato». E questo elemento, insieme a una gestione tecnica molto oculata del debito, «prospetta in base alle nostre simulazioni un effetto pienamente sostenibile della fine del Qe. Ciò non toglie che alla manovra serva un sistema di coperture solide e strutturali, perché le misure una tantum aiutano, ma non sono risolutive».