17 agosto 2022
Aggiornato 23:30
Legge di bilancio

Lavori al ralenti sulla manovra (pesa il nodo risorse)

Slitta il confronto che avrebbe dovuto tenersi nel fine settimana con i ministeri e non è stato ancora depositato l'emendamento del governo sulla destinazione degli 8 miliardi di euro ai tagli delle tasse

Il Premier Draghi con il Ministro Franco
Il Premier Draghi con il Ministro Franco Foto: Palazzo Chigi

Lavori al ralenti in Senato sulla manovra. L'amplissima maggioranza che sostiene il governo Draghi si sta misurando su diversi tavoli con l'esecutivo (a 'margine' delle sedute più 'istituzionali' della commissione Bilancio oggi peraltro sconvocata) con l'obiettivo di costruire ipotesi di modifica comuni quantomeno sui macro-temi: dal Superbonus del 110% alla scuola, passando per il Sisma e le alluvioni, le bollette e il reddito di cittadinanza. Ma su questa attività in progress pesa il 'nodo' delle risorse.

Sui macrotemi infatti i gruppi stanno chiedendo con insistenza al governo di 'occuparsene', almeno in parte, fuori dalla dote destinata alle modifiche parlamentari, al momento quantificata in circa 600 milioni di euro per il 2022. Solo per mantenere in servizio il personale Ata con contratto Covid ci vorrebbero per esempio circa 200 milioni di euro; per non parlare di chi fa notare, durante le riunioni a Palazzo Madama, che ad avvio d'anno ci sono «ancora 150-200mila supplenti» e occorrerebbe metterci mano.

Va avanti quindi un lavoro di 'istruttoria' necessario ma non sufficiente finché non si chiarirà se l'esecutivo, come sollecitano i gruppi, libererà ulteriori risorse. Quello che si sa, allo stato, è che il Consiglio dei ministri ha trovato 1,8 miliardi aggiuntivi per la riduzione delle bollette oltre ai 2 miliardi già previsti e 1,5 miliardi saranno destinati alla decontribuzione per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 35mila euro. Qualche margine potrebbe arrivare da altre anticipazioni di spesa al 2021 sancite nello stesso Cdm.

Sul Superbonus e il sisma l'istruttoria sarebbe a buon punto, dopo la riunione che si è svolta ieri al Mef. Sul Superbonus, spiegano fonti, «ci siamo. Stiamo aspettando la riformulazione, a cominciare dalla cancellazione del tetto Isee per tutto il 2022 per le villette». Forse potrebbe esserci un'apertura sulla proroga di 6 mesi dell'esonero di Tosap e Cosap (tassa e canone sul suolo pubblico) che costa circa 160 milioni. Tra i temi anche richieste sulla Sanità e l'Ape social.

Nel frattempo slitta il confronto che avrebbe dovuto tenersi nel fine settimana con i ministeri e non è stato ancora depositato l'emendamento del governo sulla destinazione degli 8 miliardi di euro ai tagli delle tasse, tanto meno quello che contiene la novità sulle bollette.

La seduta della commissione Bilancio è stata calendarizzata per martedì prossimo ma è escluso che si cominci a votare come si era ipotizzato. Sembra sempre più probabile un rinvio dell'approdo nell'Aula di Palazzo Madama rispetto alle intenzioni iniziali, cioè il 19 dicembre, e quindi l'esame della Camera non potrà che slittare, salvo accelerazioni dell'ultima ora, tra Natale e Capodanno. Martedì a Palazzo Madama c'è la capigruppo e forse qualche nube potrà diradarsi.

(con fonte Askanews)