16 giugno 2019
Aggiornato 22:30
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L'accordo segreto tra la Fed e le banche centrali per combattere la deflazione

Ecco cosa sta succedendo sui mercati finanziari e perché alcune fonti parlano di un accordo segreto stretto a Shangai, in occasione del G20, tra la FED e le banche centrali europee. D'altronde, chi altri potrebbe influenzare i prezzi delle commodities?

C'è un accordo segreto tra la Fed e le banche centrali per combattere la deflazione?
C'è un accordo segreto tra la Fed e le banche centrali per combattere la deflazione? ( Shutterstock )

ROMA – Sui mercati finanziari sta succedendo qualcosa di strano. Da un lato il prezzo del petrolio ha subito un rapido e repentino cambio di passo dopo mesi di turbolenze, dall'altro il rapporto euro-dollaro continua a salire sfidando i fondamentali economici. Secondo la maggior parte degli economisti è la speculazione a farla da padrone e a manipolare prezzi e mercati, ma secondo altri, invece, esisterebbe un vero e proprio accordo segreto siglato a Shangai dai banchieri centrali per alzare artificialmente l'inflazione. Ecco di cosa si tratta.

Cosa sta succedendo sui mercati finanziari
Il prezzo del petrolio è tornato a salire come non succedeva da tempo. Dopo due anni, all'improvviso, la tendenza si è capovolta e ora possiamo assistere a un rapido e repentino cambio di passo che vale un incremento dell'1,3% sul prezzo del greggio. Nel frattempo, anche il cambio euro-dollaro presenta un andamento quasi inspiegabile: nonostante le manovre espansive della BCE, il QE di Mario Draghi e il rischio deflazione in Europa, continua a salire sfidando i fondamentali economici.

L'accordo segreto di Shangai
Evidentemente sui mercati sta succedendo qualcosa di strano (ancora una volta). Secondo la maggior parte degli economisti la faccenda può essere ricondotta alla speculazione finanziaria, che attualmente sarebbe la causa principale degli isterismi dei mercati. Ma non tutti si accontentano di questa spiegazione e c'è anche chi osa puntare il dito contro l'alta finanza internazionale e la ritiene capace di «complotti» veri e propri, orditi alle spalle degli ignari e più ingenui operatori economici di basso profilo. E' il caso di Wall Street Italia, che racconta la storia di un accordo segreto firmato a Shangai solo qualche settimana fa, in occasione del G20.

L'obiettivo della FED e delle banche centrali
Secondo questa fonte, che cita anche il Guardian e Bloomberg, le banche centrali avrebbero stretto un'alleanza per alzare artificialmente il tasso dell'inflazione continentale e poter uscire dalle sabbie mobili dei tassi negativi che rischiano di far affondare l'economia di tutta l'Eurozona. Questo accordo segreto sarebbe stato firmato anche dalla FED, sinceramente ben disposta verso le sue sorelle europee bisognose d'aiuto, e avrebbe come scopo quello di evitare una ulteriore destabilizzazione dei mercati e una ulteriore spirale deflazionistica dalle imprevedibili conseguenze.

Chi può influenzare i prezzi delle commodities
In virtù di questo accordo segreto, la FED avrebbe rimandato l'aumento dei tassi e ora, insieme alle banche centrali europee, concorrerebbe a manipolare il prezzo del greggio e delle altre commodoties. Il ragionamento alla base del piano, in effetti, sembra abbastanza semplice: se salgono i prezzi delle commodoties, sale l'inflazione, salgono i tassi e le banche si salvano dalla trappola della liquidità. Solo le grandi banche centrali potrebbero riuscire a produrre tali volumi di scambi sui mercati e in tempi così brevi da influenzare in maniera significativa i prezzi delle commodities.

Quanta verità nelle teorie del complotto?
Naturalmente prendiamo le distanze dalle «teorie complottiste», specialmente quando non sono sostenute da prove certe, ma quello che sta succedendo sui mercati fa decisamente riflettere. Inoltre, se per spiegare il rialzo del prezzo del petrolio si può ricorrere facilmente alle leggi della domanda e dell'offerta del mercato (l'offerta di petrolio si sta riducendo mentre la domanda aumenterà nei prossimi mesi e questo può determinare l'aumento del prezzo del bene), è più complicato trovare una giustificazione al trend del cambio euro-dollaro. Che le teorie «complottiste» non abbiano davvero un qualche fondo di verità?