11 aprile 2021
Aggiornato 12:00
più investimenti per vicnere la crisi

Draghi: «I tassi bassi sono il sintomo, non la malattia dell'economia globale»

Più investimenti e meno risparmio: è questa la strada indicata dal presidente della BCE per vincere la crisi economica. Secondo Draghi, i tassi bassi sono il sintomo, non la malattia dell'economia globale. E' necessario rimuovere i dubbi sul futuro dell'UE e intervenire con le riforme strutturali per favorire la crescita europea

ROMA - Il presidente della BCE, Mario Draghi, è intervenuto all'Assemblea annuale dell'Asian Development Bank a Francoforte e durante il lungo discorso intitolato Addressing the causes of low interest rates ha indagato le cause delle attuali difficoltà economiche internazionali.

Più investimenti e meno risparmio
Occorrono più investimenti. È questa la via indicata oggi dal presidente della BCE, Mario Draghi, per ridare slancio all’economia globale e a quella europea in particolare. Il problema dei tassi bassi è generalizzato, ha spiegato Draghi: nel 18% dell'economia mondiale i tassi delle banche centrali sono negativi, e se consideriamo anche le zone in cui i tassi sono tra zero e l'1% la quota sale al 40%. Il concetto fondamentale del suo discorso, però, è che i tassi bassi sono il sintomo, non la malattia. La conseguenza, non la causa dei problemi dell'economia internazionale.

I tassi bassi sono il sintomo non la malattia
«I tassi molto bassi non sono innocui», ha spiegato il capo della Bce. Creano pressioni sui modelli di business delle imprese, dalle banche alle assicurazioni, riducendo il reddito da interessi stessi. Riducono il reddito dei pensionati, legato in maniera diretta ai loro livelli di consumo. E limitano l'accumulo di risorse da parte di coloro che risparmiano per la pensione. Si potrebbe allora essere tentati di concludere che i tassi bassi creano questi problemi, che sono essi stessi il problema. «Ma non è così: sono il sintomo di un problema sottostante - ha evidenziato Draghi - che è l'incapacità della domanda di investimenti ad assorbire i risparmi disponibili nell'economia».

E' necessario rimuovere i dubbi sul futuro dell'UE
Questo problema richiede sia risposte di breve termine, a cui sono chiamate le banche centrali, sia risposte di lungo termine che invece chiamano in causa le riforme. E secondo Draghi nell'area euro questo significa innanzitutto impegnarsi per riformare le regole di governance affinché si «rimuovano i persistenti dubbi sul futuro» dell'Unione monetaria stessa. Proprio il persistere di dubbi sul futuro dell'Unione europea «contribuisce senza dubbio ad alimentare l'incertezza di persone e imprese", ha sottolineato il presidente della Bce. Queste incertezze «frenano consumi e investimenti» e «rimuoverle aiuterà il rilancio».

C'è bisogno di riforme strutturali
Per far questo però c'è bisogno urgente di riforme strutturali a livello di Unione europea. E «per tutti coloro che vogliono veder tornare i tassi ad un livello più normale, questa è una parte essenziale della soluzione», ha proseguito Draghi. Le istituzioni comunitarie cercano, tramite la leva dei bassi tassi di interesse, di rilanciare l'attività e l'inflazione, profondata a livelli lontani da quelli auspicabili. Ma da sole queste misure monetarie non possono incidere sui problemi di fondo e di lungo periodo, che richiedono appunto riforme strutturali. Come riporta il Sole 24 ore, il presidente della BCE ha ribadito che chiedere un ruolo minore per le banche centrali o un periodo più breve di espansione monetaria «implica necessariamente un ruolo maggiore per la politica fiscale».