19 maggio 2024
Aggiornato 04:30
Lega Nord

Salvini: «Voglio vedere in faccia i giudici che lasciarono libero il terrorista di Londra»

Duro attacco alla magistratura da parte del leader della Lega nord in diretta Facebook dalla spiaggia di Civitanova Marche, che prima ha criticato la Cassazione per aver chiesto la scarcerazione del boss mafioso Totò Riina per motivi di salute e poi il tribunale di Bologna per non aver incarcerato il killer della capitale britannica, nonostante fosse stato fermato l'anno scorso a Bologna

L'audizione del Presidente su Stato-mafia

Il M5S chiede a Napolitano di far luce sulla trattativa

Il M5s invita il Presidente Giorgio Napolitano a far luce sulla vicenda: "Il popolo italiano chiede al Presidente Napolitano, nell'adempimento dei propri doveri e quale massimo garante della Costituzione, di fare definitivamente luce su tutte le ombre della trattativa Stato-mafia, di cui sarebbe bene informato. I cittadini vogliono sapere."

Dopo solidarietà a Riina

Sabina Guzzanti: «Stragi compiute con la complicità dello Stato»

La comica e regista risponde alle polemiche che le sono state mosse in seguito al tweet di ieri in cui esprimeva solidarietà per l'assenza dei boss Riina e Bagarella all'audizione di Giorgio Napolitano: «Sono stati violati i loro diritti«. Intanto precisa che i familiari delle vittime non sono feriti dalle sue parole: «Sanno che le stragi sono state compiute con la complicità dello Stato«.

I boss esclusi da udienza

L'accoppiata Riina-Napolitano non si farà

La Corte d'Assise di Palermo ha reso noto con un'ordinanza che all'audizione al Quirinale in cui il capo di Stato, Giorgio Napolitano, deporrà come teste sulla trattativa Stato-mafia non ci saranno gli imputati. Totò Riina, Leoluca Bagarella e Nicola Mancino saranno rappresentati dai loro legali.

Trattativa Stato-mafia

Galliano: «Nel '91 Riina vide politici e ministri»

Mentre Falcone e Borsellino saltavano in aria a Palermo per aver portato alla sbarra, e fatto condannare, Cosa nostra, nei giorni in cui l'Italia intera conosceva il sangue delle autobombe del '93, esponenti delle istituzioni, ufficiali dell'arma e gli stessi mafiosi, si sedevano attorno a un tavolo per cercare di porre fine a quella strategia stragista decisa da Totò Riina.