14 luglio 2020
Aggiornato 21:31
La Rai difende Vespa

Riina jr a Porta a Porta, Maggioni: Da Vespa ha parlato un mafioso

Indignazione e rabbia per la scelta di Bruno Vespa di ospitare il figlio del capo dei capi, Totò Riina, in studio per la presentazione di un libro sulla sua famiglia

ROMA - Scoppia la bufera in Rai dopo che ospite a «Porta a Porta» è Salvatore Riina, figlio di Totò, figlio del capo dei capi. L'indignazione e lo sdegno del mondo della politica e del sociale non si fanno aspettare. Il giorno dopo i vertici dell'azienda del servizio pubblico vengono ascoltati alla Commissione Antimafia e si difendono. Rosy Bindi, presidente della Commissione, aveva considerato la puntata in programma di Bruno Vespa come «negazionismo della mafia». Oggi Monica Maggioni, presidente Rai, rivendica la posizione dell'azienda ma si discosta dal contenuto dell'intervista e dalla conduzione di Vespa: «Nell'atteggiamento della Rai non c'è nessun tipo di negazionismo come dimostra la programmazione quotidiana da decenni. Poi però accade quello che è accaduto ieri».

Spiega la Maggioni
«Dobbiamo tenere conto del contesto e delle responsabilità del servizio pubblico. La ferita mafiosa» per il nostro Paese «non è il passato, è l'oggi, è il presente. E inoltre: nella nostra programmazione quotidiana la vittima e l'aguzzino non devono avere la stessa dignità di racconto», spiega ancora la Maggioni, che aggiunge: «Ci siamo posti il problema di un intervento a priori che avrebbe avuto le caratteristiche, per come era stato costruito, della censura. È difficile accettare e applicare la censura a qualcuno che ha una lunga storia professionale. Ma poteva anche avere un senso».

La difesa di Campo Dall'Orto
Anche il direttore generale Rai, Campo Dall'Orto, risponde in Commissione Antimafia di quanto accaduto ieri nel salotto di Bruno Vespa: «È stata sicuramente una decisione delicata», dice, e continua: «Dopo un confronto con il direttore editoriale dell'informazione Rai Carlo Verdelli, lui ha ritenuto che fosse giornalisticamente difendibile e potesse contribuire ad aumentare il dibattito rispetto al racconto intorno alla mafia. Il mio compito non è essere censore né l'ultimo decisore di tutto, ma l'ultimo decisore solo quando serve». Campo Dall'Orto spiega inoltre che Riina jr non ha preso compensi e che «la liberatoria è stata firmata alla fine ma le domande sono state fatte in libertà». Infine ha annunciato: «Questa è una fase di transizione, prima abbiamo deciso di occuparci della informazione giornalistica in senso stretto, cioè delle testate, e poi dal primo settembre bisognerà riuscire ad avere una supervisione anche lavori sui contenuti giornalistici ovunque essi siano. Da quel momento si dovrà decidere insieme».

Salvatore Borsellino: Vergognoso
«E' vergognoso che il servizio pubblico della Rai dia spazio a queste persone, così come è vergognoso che ci siano editori che fanno raccontare a questi personaggi un cumulo di falsità dove dipingono il padre come il più tenero dei padri e invece sappiamo tutti di cosa si tratta: si tratta di un assassino». Così a Radio1 Rai Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia a Palermo il 19 luglio 1992, ha commentato la notizia dell'intervista a Salvo Riina, figlio dell'ex boss di Cosa nostra Totò, durante 'Porta a Porta', Riina jr presenta il suo libro dal titolo 'Riina. Family life'. «Meno male che non ha risposto alle domande su Falcone e Borsellino, ha avuto almeno questo pudore. Il padre avrà gioito quando ha potuto godersi in televisione le scene dei massacri che erano stati fatti a Capaci e in via d'Amelio", ha aggiunto Borsellino. «Ha detto: vengo qui a difendere la dignità della mia famiglia. Ma di quale dignità sta parlando? Quella è una famiglia di assassini, una famiglia geneticamente composta da assassini». Per scongiurare la diffusione dell'intervista, ha concluso Salvatore Borsellino, «spererei che gli italiani questa sera spengano la televisione».