28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
I boss esclusi da udienza

L'accoppiata Riina-Napolitano non si farà

La Corte d'Assise di Palermo ha reso noto con un'ordinanza che all'audizione al Quirinale in cui il capo di Stato, Giorgio Napolitano, deporrà come teste sulla trattativa Stato-mafia non ci saranno gli imputati. Totò Riina, Leoluca Bagarella e Nicola Mancino saranno rappresentati dai loro legali.

PALERMO - Il prossimo 28 ottobre, nell'ambito del processo sulla trattativa Stato-mafia, in occasione dell'audizione al Quirinale del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ci sarà né il pubblico né tantomeno gli imputati. A dirlo è la Corte d'Assise di Palermo, che, scrive nell'ordinanza: «La pubblicità del giudizio non ha valore assoluto potendo cedere in presenza di particolari ragioni giustificative purché è obiettive e razionali, e nel caso del dibattimento penale collegate a esigenze di tutela di beni a rilevanza costituzionale». E continua il collegio, presieduto dal giudice Alfredo Montalto : «Esigenze che nel caso in esame, essendo connesse alle speciali prerogative di un organo costituzionale come la Presidenza della Repubblica, non possono negarsi anche in relazione all'immunità della sede, all'ordine pubblico e alla sicurezza nazionale».

PER GLI IMPUTATI SOLO GLI AVVOCATI - Gli imputati del processo sulla trattativa Stato-mafia, Totò Riina, Leoluca Bagarella e l'ex presidente del Senato Nicola Mancino non saranno presenti all'udienza in cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarà ascoltato come teste. A deciderlo è sempre la Corte d'Assise di Palermo, respingendo così la richiesta avanzata dai boss Totò Riina e Leoluca Bagarella, e dall'ex presidente del Senato Nicola Mancino di assistere alla deposizione del Capo di Stato. Richiesta non respinta dalla Procura di Palermo. L'audizione del capo dello Stato avverrà il prossimo 28 ottobre al Quirinale: oltre alla Corte, saranno presenti soltanto i pm e i legali.