26 giugno 2019
Aggiornato 11:30
Governo Gentiloni

Gentiloni bacchetta la Bce su Mps: «Non vogliamo un'Europa puntigliosamente severa»

Nel suo discorso di fine anno, Paolo Gentiloni non ha dimenticato di affrontare il nodo Mps. Né di rispondere a tono all'indigesto diktat della Bce sull'aumento di capitale della banca senese

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.
Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. ( Shutterstock )

ROMA – Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, bacchetta la Banca centrale europea. Il diktat dell'istituto di Francoforte sull'aumento di capitale del Monte Paschi Siena - passato da 5 miliardi di euro a 8,8 miliardi – ha colto di sorpresa anche il nuovo premier, che non ha gradito la «puntigliosa severità» dell'UE nei confronti della banca senese e del governo italiano. E si unisce alle critiche già mosse alla Bce dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

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Il discorso di fine anno di Gentiloni
Nel corso della lunga conferenza stampa di fine anno, il premier Paolo Gentiloni non ha dimenticato di parlare anche del nodo Monte Paschi Siena. Dopo aver sottolineato nuovamente la continuità con il precedente Esecutivo, il presidente del Consiglio ha sottolineato che la vicenda della banca più antica del mondo e della crisi del sistema bancario nazionale non si conclude con il decreto appena approvato (il salva-risarmio con cui lo Stato mette a disposizione 20 miliardi di euro), ma sarà un percorso fatto di mesi di dialettica con la vigilanza europea.

La replica del premier al diktat della Bce
«Mi auguro sarà una dialettica produttiva ed efficace, altrimenti la discussione sarà più difficile», ha puntualizzato Gentiloni ed ha aggiunto: «Penso ci sia bisogno anche nell'interesse dell'Ue di una discussione feconda e utile, non difficile». Secondo il premier, è dovere del governo tutelare il risparmio dei cittadini perché la maggior parte di loro ha un conto corrente in banca. «Abbiamo il giusto e il necessario. Faremo quanto in nostro potere perché l'obiettivo principale, la salvaguardia dei risparmiatori, sia al centro di tutto questo percorso», ha proseguito il il numero uno di Palazzo Chigi. Poi è tornato sull'indigesto diktat della Bce allo Stato italiano.

«No» a una Europa puntigliosamente severa a corrente alternata
«Non sono abituatissimo e un po' mi ha colpito avere notizie così 'ex abrupto' il giorno di Natale, ma terremo il punto", ha detto Gentiloni. Prima di lui, anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, aveva replicato alla decisione dell'istituto di Francoforte di aumentare il capitale necessario per salvare Mps lamentando modalità di comunicazione inadeguate. «Sono valutazioni che ha fatto la Vigilanza. Siccome sarà un processo molto lungo, alcuni mesi, ci sarà dialogo e confronto – ha aggiunto il premier - Non si risolve a colpi di comunicazione. Per questo abbiamo fatto le nostre valutazioni, espresse da Padoan». Ma Gentiloni si è riservato anche di concludere il suo discorso con un messaggio chiaro in direzione di Bruxelles: «Il nostro punto è che non possiamo avere un'Europa con puntigliosa severità a corrente alternata: ipersensibilità sulle politiche dell'immigrazione e iperrigidità sulle politiche di bilancio. E' questo che rende l'Europa poco popolare».