25 settembre 2018
Aggiornato 17:13

M5S denuncia: blitz del Governo piazza una collaboratrice della Boschi al Consiglio di Stato

Le nomine di tre consiglieri di Stato vicini alla maggioranza viene tacciato dal Movimento Cinque Stelle di «conflitto di interessi enorme»
La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi.
La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. (ANSA)

ROMA - «L'ennesimo blitz del governo». I deputati del MoVimento?? 5 Stelle, Alessio Villarosa e Daniele Pesco, con un duro e circostanziato post sul blog, attaccano il governo Gentiloni per la proposta di «nomina di tre consiglieri di Stato vicini alla maggioranza. Fra costoro c'è anche Carla Ciuffetti, capo dipartimento delle riforme istituzionali della Presidenza del Consiglio, una stretta collaboratrice della sottosegretaria Boschi».  Un blitz andato in scena, affermano, nel silenzio dei media e, per di più, a Camere sciolte, tenuto conto che il governo Gentiloni, in questa fase, «per prassi istituzionale dovrebbe svolgere solo il disbrigo degli affari correnti» mentre «continua a piazzare amici di Renzi e dell'esecutivo in posti chiave». Tra le tre nomine in oggetto, proseguono in Cinquestelle, c'è peraltro quella del professor Pierluigi Mantini, vicepresidente dell'organo di autogoverno dei magistrati dei tribunali amministrativi regionali, (Cgpa), «lo stesso organo a cui è pervenuta la richiesta del Governo, per il prescritto parere di competenza, a seguito del Consiglio dei ministri dello scorso 23 dicembre». E proseguono: «Avete capito bene: a fine anno il governo chiede al Cgpa, di cui Mantini era all'epoca il vicepresidente, un parere sulla nomina di tre funzionari a consiglieri di Stato, fra cui lo stesso Mantini e l'amica della Boschi».

Conflitto di interessi
Lo scenario che si profila, a loro avviso, è quello di un «conflitto d'interessi enorme», a loro avviso «per nulla mitigato dalle successive dimissioni di Mantini dal Cgpa».Secondo i deputati, è peraltro «molto scorretto il fatto che, fra l'altro, non c'era nessuna urgenza di procedere a tale nomine, nessuna scadenza o carenza d'organico, e il cui apporto è del tutto indifferente per la funzionalità del Consiglio di Stato. Inoltre è grave, sul piano dei rapporti tra organi costituzionali, che il Governo possa designare a consigliere di Stato il vicepresidente dell'organo di autogoverno della giustizia amministrativa, il cui compito istituzionale era appunto quello di garantirne l'autonomia e l'indipendenza, proprio nei confronti del governo stesso».

Piazzare gli amici degli amici
Gentiloni, proseguono Villarosa e Pesco, dovrebbe spiegare anche il motivo per cui, in questo caso, «non è neanche stata rispettata la prassi costituzionale fino adesso sempre rispettata, che prevedeva il conferimento della designazione a consigliere di Stato, unicamente a funzionari di vertice della Pubblica amministrazione mentre, in questo caso, è stato designato un professore associato, ed ex parlamentare come Mantini, e una funzionaria parlamentare di medio livello, neanche dirigente, come la collaboratrice della Boschi». Domani, l'organo esecutivo del Consiglio di Stato voterà la ratifica di queste tre nomine governative, fra cui, fanno sapere i deputati, c'è anche quella di Luigi Fiorentino, consigliere della presidenza del Consiglio dei ministri, con funzioni di vice segretario generale. «Il Consiglio di Stato è un organo chiamato a dirimere le più importanti controversie tra cittadino e pubblica amministrazione, e non un luogo dove il governo possa piazzare gli amici degli amici», concludono.