19 ottobre 2019
Aggiornato 11:00
Renzi si dimette

Padoan per il dopo Renzi? Il «talento dell'anfibio» dell'uomo caro alle banche (e a Bruxelles)

Il premier, Matteo Renzi, si è dimesso dopo la pesante sconfitta del referendum costituzionale. E nel paese è partito il toto nomi per individuare il suo successore a Palazzo Chigi. Il più papabile è quello del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan

ROMA – Pier Carlo Padoan potrebbe essere il successore di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Sono in molti, infatti, a credere che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiederà presto al ministro dell'Economia di dar vita a un nuovo governo. Il perché è presto detto. Padoan non è solo un economista gradito ai mercati e alle banche italiane. E' anche un tecnico dalla formazione politica, apprezzato pure dalla sinistra dem che ha dichiarato guerra all'ex premier. E in quanto punta di diamante dell'ormai defunto governo Renzi può assicurare al paese una certa continuità politico-economica con il precedente esecutivo. Ma c'è (molto) di più. Il professore ha soprattutto l'appoggio di Bruxelles (e di quegli stessi poteri internazionali che hanno appoggiato Renzi prima di lui)...

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Tra i nomi più papabili c'è quello di Pier Carlo Padoan
Pier Carlo Padoan potrebbe essere il successore di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Da tempo il suo nome circola nel toto nomi nazionale tra quelli più papabili per una futura investitura da parte del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. E ora che il governo Renzi è giunto al capolinea, questa ipotesi sta diventando sempre più concreta. Sono in molti, infatti, a ritenere che sia l'uomo giusto per dar vita a un nuovo governo. Lo credono i mercati e le banche italiane (in primis Mediobanca e Intesa San Paolo, per citarne giusto un paio). Lo credono gli esponenti del Pd, perché fino a ieri è stato il ministro dell'Economia del governo Renzi. Lo credono pure gli esponenti di quella sinistra dem che al premier avevano dichiarano guerra. E, soprattutto, lo crede Bruxelles.

Il talento dell'anfibio: economista e politico
Il professor Padoan potrebbe quindi riuscire nell'impresa di mettere tutti (o quasi) d'accordo. Economista e politico insieme, dai trascorsi comunisti della gioventù è poi approdato all'alta finanza internazionale riuscendo perfino ad intercettare i favori di Goldman Sachs. Il ministro dell'Economia dell'era Renzi ha quello che definiremmo il «talento dell'anfibio» (termine che in greco significa appunto «doppia vita»), perché è perfettamente a suo agio sia alle riunioni dell'Ecofin che a quelle che si svolgono tra le stanze (più segrete) di Palazzo Chigi. Parla il linguaggio tecnico dell'analisi economica accademica come quello della politica nostrana, riesce a tradurre concetti matematici complessi in parole semplici, comprensibili per la maggior parte degli italiani.

La carriera nelle organizzazioni internazionali
Allo stesso modo ha saputo costruirsi una carriera ambivalente, dentro e fuori i confini nazionali. Vale la pena ricordare che il giovane Padoan, a soli 25 anni, esordì pubblicando su 'Critica marxista' un articolo molto duro nei confronti delle politiche keynesiane. Qualche tempo dopo, quando era già diventato professore universitario presso La Sapienza, Massimo D'Alema lo chiamò a Palazzo Chigi come consulente economico e ricoprì questa carica anche durante il governo Amato. Nel 2001 l'esperienza di governo si interruppe per lasciare spazio alla sua carriera internazionale presso il FMI, dove rimase fino al 2005 svolgendo l'incarico di direttore esecutivo italiano. Poi è stata la volta dell'Ocse: nel 2007 divenne vice direttore generale dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, prima di rientrare in Italia, nel febbraio del 2014, per accettare l'incarico di guidare il ministero dell'Economia offertogli dal governo Renzi.

Tutti (o quasi) contenti. Anche i cittadini?
Oggi gli istituti italiani del credito lo acclamano. Soprattutto quelli che è riuscito a portare in salvo con il decreto salva-banche. Ma anche quelli che non hanno avuto bisogno di nessun salvataggio e vantano bilanci consolidati. Il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ritiene ad esempio che Pier Carlo Padoan sia «assolutamente la persona giusta» perché «la reputazione è il punto chiave di successo se vuoi guidare un paese nel quale stai accelerando sulle riforme». Anche secondo un report di Mediobanca, «lo scenario più probabile» nel post referendum è un governo Padoan che potrebbe prender vita già la prossima settimana. Tuttavia quello che conta davvero è il parere di Bruxelles. E qui Padoan può dirsi proprio tranquillo. Il commissario agli Affari Economici dell'UE, Pierre Moscovici, lo ha già definito «un politico dalle grandi qualità»: è quanto basta per spianare la strada verso Palazzo Chigi. Tanto più che anche Goldman Sachs ha già fatto capire di approvare Padoan come futuro premier. Tutti contenti, dunque (o quasi). La finanza internazionale, i politici nostrani. Bruxelles. E i cittadini che hanno votato contro la riforma costituzionale del governo Renzi, invece, cosa ne pensano?