28 giugno 2017
Aggiornato 16:00
Draghi e il QE

Bce: quella frecciatina di Mario Draghi ai falchi tedeschi

Il banchiere centrale Mario Draghi è intervenuto in conferenza stampa alla fine del Consiglio direttivo della Bce per comunicare le decisioni sulla politica monetaria dell'Ue

Il banchiere centrale Mario Draghi è intervenuto in conferenza stampa da Tallin dopo il Consiglio direttivo della Bce.
Il banchiere centrale Mario Draghi è intervenuto in conferenza stampa da Tallin dopo il Consiglio direttivo della Bce. (ANSA/ EPA/VALDA KALNINA)

TALLINN – La ripresa dell'eurozona è più forte delle attese. E potrebbe portare a una crescita più rapida rispetto a quanto previsto qualche tempo fa. Le parole di Mario Draghi sono rassicuranti quando interviene in conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo direttivo della Bce e guardano al futuro con ottimismo mentre dichiara inoltre che «l'insieme dei rischi» che gravano sull'economia europea «appaiono ora complessivamente bilanciati». La Banca centrale europea ha infatti rivisto al rialzo le stime di crescita per l’Eurozona, portandole all’1,9% per quest’anno, all’1,8% il prossimo e all’1,7% nel 2019.

Le parole di Draghi
Francoforte rivede invece al ribasso le stime d’inflazione dell’Eurozona, portandole a 1,5% per quest’anno, a 1,3% il prossimo e a 1,6% per il 2019. Le precedenti previsioni stimavano un carovita rispettivamente all’1,7%, all’1,6% e all’1,7%. Anche per questo, il Consiglio direttivo della Bce ha ribadito la necessità di «un livello molto consistente» di stimoli monetari, allo scopo di favorire un ritorno dell'inflazione verso i livelli auspicati. Ma al tempo stesso, alla riunione di oggi, i banchieri centrali hanno espresso «fiducia su forza e potenza» del piano di acquisti di titoli, come ha riferito il presidente Mario Draghi.

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La cosa più importante è resuscitare la crescita
«Certamente i Paesi che hanno una debole posizione di bilancio, bassa crescita e poche riforme strutturali effettuate saranno più esposti» alle ricadute da futuri rialzi dei tassi di interesse, ha affermato il presidente della Bce nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. Ma «la cosa più importante è resuscitare la crescita», ha aggiunto. In ogni caso, se dovesse verificarsi un peggioramento della situazione, la Bce resta pronta a rivedere mole e durata del Qe.

Nessun dissenso in seno alla Bce
E nel ripetere questa formula in alcune occasioni Draghi ha posto una certa enfasi sulla parola «durata». La frecciatina del banchiere centrale ai tedeschi, che invece vorrebbero subito la fine del Qe non è passata inosservata. Francoforte si prepara comunque al cambio di rotta senza evidenti dissidi interni. Al Consiglio direttivo della Bce «non ci sono stati dissensi, non si è votato» sulle proposte sul tavolo, che sono state quindi approvate per consensus (mancanza di obiezioni) e non si è discusso di tapering o di normalizzazione della politica monetaria, come ha riferito il banchiere centrale. «Due componenti del consiglio mi pare hanno fatto osservazioni sulle implicazioni degli acquisti di titoli - ha detto Draghi - ma non c'è stata una discussione sulla normalizzazione della linea».