21 novembre 2019
Aggiornato 16:30
Draghi e il QE

La Bce e il super-giovedì dei mercati: ecco cosa accadrà oggi

A Tallin, il Lettonia, va in scena il Consiglio direttivo della Bce e tutti i riflettori sono puntati sulla conferenza stampa di Mario Draghi che comunicherà le scelte sulla politica monetaria dell'Unione

Mario Draghi domani comunicherà le nuove decisioni sul QE.
Mario Draghi domani comunicherà le nuove decisioni sul QE. ANSA

FRANCOFORTE - Il momento del Consiglio direttivo della Bce è arrivato. La riunione si svolge in trasferta a Tallin, in Lettonia, invece che nella sede istituzionale di Francoforte, con il tradizionale omaggio alla presidenza di turno dell'Ue. Inizia stasera con la cena informale mentre il direttorio vero e proprio si terrà nella mattinata di domani. Alle 13 e 45 verranno annunciate le tanto attese decisioni operative e i riflettori sono puntati sulla conferenza stampa esplicativa del presidente Mario Draghi.

Verso il "tapering"
La maggior parte degli economisti è concorde nel sostenere che nella riunione del Consiglio direttivo della Bce di domani verranno confermati sia i tassi di interesse ai minimi storici, sia la prosecuzione fino alla fine dell'anno del piano di acquisti di titoli da 60 miliardi di euro al mese, il quantitative easing. L'incognita vera e propria riguarda piuttosto che cosa accadrà dopo. Perché da mesi ci si interroga sul quando e sul come l'istituzione procederà al prima o poi inevitabile "tapering", la progressiva riduzione dello stimolo monetario. Soprattutto gli acquisti di titoli, per un mero problema di volumi e di limiti alla quota su singole emissioni che la Bce si è autoimposta, non possono proseguire all'infinito.

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Domani le previsioni su crescita e inflazione
Formalmente queste misure vengono giustificate con l'obiettivo di favorire una normalizzazione dell'inflazione. E ad oggi la posizione ufficiale della Bce è che senza questi stimoli, che restano necessari, il caro vita non sarebbe in grado di autosostenersi a livelli accettabili. Il calmieramento dei prezzi che si è appena verificato a maggio (inflazione all'1,4% dall'1,9% di aprile) ha suffragato questa posizione. Tuttavia, l'istituzione deve anche ormai iniziare a preparare il terreno - e soprattutto i mercati finanziari - a quella che sarà la sua strategia futura. Al Consiglio di domani saranno disponibili le nuove previsioni su crescita e inflazione degli stessi tecnici Bce e quindi si potrà effettuare una revisione del quadro prospettico.

L'effetto sulle quotazioni dell'euro
Resta da vedere se questo significherà dare anche indicazioni più precise sul futuro della politica monetaria. Certamente, se dalla riunione dovesse emergere una valutazione decisamente più ottimistica della ripresa economica, i mercati non potranno che interpretarla come un segnale di una politica monetaria che potrebbe avvicinarsi più rapidamente all'inizio della normalizzazione. E questo sosterrebbe le quotazioni dell'euro. Viceversa una linea particolarmente cauta e esitante sul futuro avrebbe un effetto opposto. Un aspetto chiave sarà rappresentato dal "bilancino" dei rischi sulla ripresa. Finora, seppur in miglioramento, ha sempre visto prevalere quelli al ribasso, cioè le possibilità, secondo la Bce, che la congiuntura economica subisca peggioramenti. Se ora invece l'insieme dei rischi venisse giudicato in equilibrio sarebbe un chiaro segnale di fiducia.

Draghi e il Banco Popular
Ma, oltre alla politica monetaria, è possibile che Draghi venga nuovamente interpellato anche sul tema delle banche, in particolare dopo l'improvvisa risoluzione del Banco Popular, la settima banca della Spagna di cui le autorità europee hanno disposto la cessione forzata al Santander, dopo aver azzerato il valore di azioni e obbligazioni subordinate in attuazione delle regole del bail-in (quelle che in Italia si tende a non voler usare). Un ruolo chiave è spettato proprio alla Vigilanza della Bce, che ha certificato l'imminente fallimento del Popular, passo propedeutico affinché il meccanismo di risoluzione delle crisi, il Single Resolution Board disponesse bail-in e vendita forzata, di concerto con la Commissione europea. Draghi potrebbe comunque liquidare la questione invitando a rivolgere le domande alla responsabile della Vigilanza, Danièle Nouy.