31 maggio 2020
Aggiornato 19:00
timidi segnali di ripresa

Bankitalia, crescita moderata nel secondo trimestre 2016

L'economia cresce a ritmi moderati e sono evidenti alcuni segnali positivi: buone prospettive per il mercato del lavoro, sofferenze bancarie in lieve calo e migliora anche il profilo finanziario delle famiglie italiane. Consolidare la ripresa è però fondamentale

ROMA - Il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato a febbraio di 21,5 miliardi toccando quota 2.214,8 miliardi di euro. E' quanto emerge dal Supplemento di «Finanza pubblica, fabbisogno e debito» al bollettino statistico della Banca d'Italia. Come spiegavano ieri, il debito si ricolloca vicino al massimo storico toccato a novembre 2015 (2.216,3 miliardi di euro). Ma non è l'unica notizia importante contenuta nel documento. Ecco tutte le altre.

L'economia cresce a ritmi moderati
Secondo Bankitalia l'economia continua a crescere a ritmi contenuti, ma nel primo trimestre dell'anno in corso è prevista una lieve accelerazione rispetto all'ultimo trimestre 2015 quando ha fatto segnare un +0,1%. La fase di espansione dovrebbe continuare anche nel secondo trimestre dell'anno. Il miglioramento delle condizioni per investire - derivante anche dalle misure di stimolo agli acquisti di beni strumentali approvate definitivamente alla fine dello scorso anno nell'ambito della legge di stabilità per il 2016 - fornirebbe un nuovo impulso all'accumulazione di capitale. E prosegue anche la contenuta ripresa ciclica del settore delle costruzioni.

Buone prospettive per il mercato del lavoro
Le prospettive per il mercato del lavoro sembrano positive. L'indagine realizzata a marzo da Bankitalia indica «prospettive occupazionali in lieve miglioramento sia nell'industria in senso stretto sia nei servizi». Inoltre si è ridotta la quota di imprese che stimano una flessione del numero di addetti nel prossimo trimestre. Rimangono favorevoli anche le aspettative delle imprese circa il quadro occupazionale nel secondo trimestre, secondo le indagini condotte dall'Istat e dalla Banca d'Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore.

Rallentano le retribuzioni
Tuttavia il bollettino economico di Bankitalia rileva anche un rallentamento delle retribuzioni. In dicembre sono scaduti 13 dei 59 contratti del settore privato monitorati dall'Istat, tra cui quello relativo al comparto metalmeccanico, portando dal 21 al 52 per cento la quota dei dipendenti privati in attesa di un nuovo contratto. Nei primi due mesi del 2016, in assenza di rinnovi, le retribuzioni contrattuali hanno decelerato bruscamente (all'1,0 per cento in media sul periodo corrispondente); qualora nessuno dei contratti in scadenza nel 2016 venisse rinnovato, la crescita delle retribuzioni sarebbe pari allo 0,7 in media d'anno.

Le sofferenze bancarie sono in calo
Una buona notizia. I crediti deteriorati delle banche italiane restano elevati, ma per la prima volta dall'inizio della crisi il totale delle sofferenze registra un lieve calo. Le consistenze ancora elevate di attività deteriorate comprimono la capacità reddituale delle banche e sono un vincolo all'erogazione di nuovi finanziamenti, tuttavia «si rafforzano i segnali di miglioramento della qualità del credito. Nel quarto trimestre del 2015 il flusso di nuovi prestiti deteriorati è ulteriormente diminuito, continuando la tendenza in atto da circa un anno».

Migliora il profilo finanziario delle famiglie italiane
Il Bollettino economico di Bankitalia rileva inoltre che nei mesi autunnali il debito delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile è leggermente diminuito (al 62,6 per cento, dal 62,7 in settembre, «mantenendosi ben al di sotto di quello medio dell'area dell'euro (97 per cento circa alla fine di settembre)». Gli oneri per il servizio del debito (che oltre alla spesa per interessi includono il rimborso del capitale) sono rimasti pressoché stabili. I dati più recenti segnalano una riduzione dei tassi di interesse sui nuovi mutui, da un livello già molto contenuto nel confronto storico.

Il consolidamento della crescita è però fondamentale
Il consolidamento della crescita è però fondamentale «per contrastare l'avvio di spirali negative tra gli andamenti del mercato azionario e del credito, accelerare il riassorbimento dei crediti deteriorati del sistema bancario e assicurare il proseguimento della riduzione del rapporto fra debito pubblico e prodotto». L'impulso proveniente dalle misure di stimolo monetario della Bce, indica Bankitalia, continuerà a fornire sostegno all'attività economica e ai prezzi fino a quando sarà necessario, ma resta essenziale che a questo obiettivo contribuiscano tutte le politiche economiche.

In UE l'inflazione si colloca su valori nulli
Nell'area dell'euro infatti continua la fase di espansione, sospinta dalla domanda interna. Tuttavia «rimane però debole la dinamica delle esportazioni e si accentuano i rischi connessi con l'incertezza sulla situazione geopolitica». L'inflazione si colloca su valori nulli, frenata dall'andamento dei corsi petroliferi ma anche dai margini ancora ampi di capacità produttiva e occupazionale inutilizzati. Consolidare la crescita economica è quindi assolutamente necessario per far tornare l'inflazione a livelli coerenti con la stabilità dei prezzi, ma anche per favorire il riassorbimento dei crediti deteriorati e rilanciare l'economia reale.

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