22 maggio 2022
Aggiornato 16:00
L'allarme della CGIA

In arrivo la tassa occulta dell'inflazione

Stando a quanto riportato nel Def, lo Stato italiano nel 2022 incasserà ben 39,7 miliardi di imposte e contributi in più rispetto allo scorso anno. Confindustria: «Caro energia pesa su imprese e famiglie»

In arrivo la tassa occulta dell'inflazione
In arrivo la tassa occulta dell'inflazione Foto: Pixabay

Secondo il Def lo Stato nel 2022 incasserà 39,7 miliardi di imposte e contributi in più rispetto l'anno scorso. Questa previsione, sostiene l'ufficio studi della Cgia, non può tener conto delle conseguenze che il Covid e la guerra russo-ucraina potrebbero provocare nei prossimi mesi. Tuttavia, se la stima fosse confermata, «segnaliamo che una parte di questo incremento di gettito sarebbe riconducibile anche al forte aumento dell'inflazione che, stante le previsioni, quest'anno è destinato a sfiorare il 6%%. Insomma, è in arrivo la tassa occulta dell'inflazione».

Secondo l'associazione «in un momento in cui le famiglie patiscono dei rincari spaventosi che potrebbero provocare una caduta verticale dei consumi interni, sarebbe auspicabile che il Governo restituisse una parte di questo extra gettito, reintroducendo il fiscal drag. Una misura che rafforzerebbe il potere d'acquisto dei pensionati e dei lavoratori dipendenti, dando un po' di sollievo soprattutto a coloro che attualmente si trovano in grave difficoltà economica».

Il pericolo che l'economia stia scivolando lentamente verso la stagflazione è «molto elevato - aggiunge la Cgia - le difficoltà legate alla post-pandemia, gli effetti della guerra in Ucraina, le sanzioni economiche alla Russia, l'aumento dei prezzi delle materie prime e dei prodotti energetici rischiano nel medio periodo di spingere l'economia verso una crescita pari a zero, con un'inflazione che si avvierebbe a sfiorare le due cifre».

Confindustria: «Caro energia pesa su imprese e famiglie»

In uno scenario in peggioramento a causa del caro energia e delle materie prime gli interventi pubblici sono ancora «parziali». E' quanto scrive il centro studi di Confindustria (Csc) nella consueta congiuntura flash.

«Il Governo ha finora stanziato per la prima metà del 2022 e senza ricorrere a deficit aggiuntivo circa 14 miliardi di euro - dice il Csc - 11 a sostegno di famiglie e imprese (di cui 1,2 per le grandi imprese solo per il primo trimestre) e 3 per primi interventi strutturali su gas, energie rinnovabili e a sostegno delle filiere dell'automotive e dei micro-processori». Secondo l'associazione degli imprenditori si tratta di interventi insufficienti.

Il prezzo dell'elettricità in Italia continua a risentirne molto (+523% nello stesso periodo). I prezzi delle altre materie prime, con il conflitto, hanno accentuato i rincari: metalli +86%, cereali +77% a marzo da fine 2019. «Tutto ciò pesa su costi e investimenti delle imprese e sulla spesa delle famiglie», aggiunge il Csc.

Confindustria: «Rialzo dei tassi in UE problema per l'Italia»

Nell'Eurozona pesano incertezza e sfiducia e i tassi di interesse a lunga sono in rialzo. Questo rialzo è «un problema per l'Italia» e gli altri Paesi perché «farà crescere gradualmente la spesa per interessi, man mano che le nuove emissioni avverranno a tassi più alti».

«L'Italia - afferma l'associazione degli imprenditori - avrà meno spazi di bilancio per mettere in campo una nuova manovra espansiva di finanza pubblica. Dato l'alto debito, le politiche dovranno essere prudenti anche per evitare ulteriori balzi dello spread. Inoltre, se il rialzo del Btp si trasferisse al costo della raccolta bancaria e facesse crescere anche il costo del credito, ciò determinerebbe un ulteriore aggravio di costi per imprese e famiglie, già colpite dal caro energia. Questo penalizzerebbe sia gli investimenti che i consumi privati, zavorrando il Pil italiano»