27 ottobre 2020
Aggiornato 21:30
Calciomercato

Milan: mercoledì nero e conti in rosso

Giornata pessima per il club di via Aldo Rossi: Mr. Bee torna a casa senza aver messo la parola fine ad una trattativa infinita, ma i guai veri arrivano dal mercato. Salta il trasferimento di Luiz Adriano ai cinesi del Jangsu ed evaporano 15 milioni indispensabili per la campagna acquisti. E c’è sempre il caso El Shaarawy.

MILANO - Mercoledì 20 gennaio 2016, una brutta giornata per il Milan. Come ormai capita un po’ troppo spesso da queste parti. L’ultima volta era stato all’indomani di un sabato afoso di inizio estate - la scorsa - quando nel breve volgere di 24 ore Adriano Galliani subì l’amara onta di veder sfumare i due pezzi pregiati del mercato, Jackson Martinez e Kondogbia.
Come siano poi andare effettivamente le cose l’abbiamo scoperto tutti: al Milan è arrivato l’altro bomber colombiano Bacca e si è rivelato un cecchino implacabile, mentre il centrocampista francese, malgrado la supervalutazione, continua a faticare oltre misura per trovare spazio nell’Inter di Mancini.
Ecco perché la speranza che questo mercoledì a tinte rosso-nere possa trasformarsi magari più avanti in qualcosa di positivo.

Dalla Cina con furore
Partiamo dalla vicenda Luiz Adriano, tornato immediatamente a casa dopo nemmeno 24 ore passate in Cina. L’accordo con il Jangsu Suning è ormai definitivamente saltato ed è finalmente venuta fuori la reale motivazione della fuga imprevista dell’attaccante brasiliano: pare infatti che al momento della firma, il brasiliano si sia accorto che nel contratto non era stata inserita la cifra dell’ingaggio. Il club cinese si impegnava a versare metà dello stipendio (4 milioni ndr.), mentre la parte restante, devoluta sotto forma di retribuzione per i diritti di immagine, sarebbe stata corrisposta da una terza società. Ragion per cui, già poco entusiasta della sua nuova avventura («Sono qui per i soldi non per il vostro paese»), Luiz Adriano ha salutato tutti senza nemmeno disfare le ingombranti valigie ed è tornato ad occupare il suo armadietto di Milanello.

15 milioni sfumati
La notizia ha destato non pochi imbarazzi all’interno della società di via Aldo Rossi. Adriano Galliani, mai così efficace nella cessione di un calciatore, si è visto rispedire indietro tutta la sequela di insulti che abitualmente gli vengono riservati dall’insofferente popolo rossonero e, come se non bastasse, ha dovuto ridisegnare da capo la mappa del mercato del Milan.
Senza i soldi cinesi derivanti dalla cessione di Luiz Adriano, ben 15 milioni evaporati in un amen, adesso l’amministratore delegato si trova di fronte ad una molteplice serie di problemi: da una parte quelli economici (senza budget è impossibile fare mercato), dall’altra quelli tecnici da gestire insieme a Sinisa Mihajlovic, il sovraffollamento in attacco.

Il fantasma del Faraone
Con il ritorno di Luiz Adriano infatti saranno ben 6 i pretendenti ad una delle due maglie a disposizione per le punte rossonere: i titolatissimi Bacca e Niang, il figliuol prodigo Boateng, Balotelli e Menez freschi di guarigione, e appunto il numero 9 ex Shakhtar.
E non è finita, perché c’è sempre il fantasma del Faraone che aleggia su Milanello. Stephan E Shaarawy, umiliato e offeso dai principi del Monaco, è sempre in cerca di una squadra da dove poter ripartire e magari tentare un disperato assalto alla maglia azzurra in ottica Europei.
La Roma è ancora ferma sulle sue posizioni in attesa di una - a questo punto improbabile - cessione di Gervinho proprio ai cinesi del Jangsu Sunin. E c’è il Genoa che cova ancora la speranza di riabbracciare il ragazzo cresciuto in rossoblu. Di sicuro per El92 è evaporata l’opzione ritorno al Milan, perché per lui ormai non ce n’è più.

La settimana decisiva
Se a tutto ciò aggiungiamo il secco no opposto da Diego Lopez e Antonio Nocerino ai rispettivi trasferimenti in Turchia, rispettivamente Besiktas e Antalyasport, le difficoltà sempre crescenti relative ad una cessione di De Jong (si torna a parlare di Mls e in particolare dei Los Angeles Galaxy) e il brusco ritorno a casa di Bee Taechaubol senza un minimo di certezza sul futuro societario del Milan, è facile spiegare il senso del momento delicatissimo in via Aldo Rossi. Proprio alla vigilia della settimana (semifinale di andata di Coppa Italia e derby) che potrebbe decidere una stagione. In bocca al lupo.