27 giugno 2022
Aggiornato 13:30
Calciomercato

Arrivabene: «Dybala non era più al centro del progetto»

L'amministratore delegato bianconero: «L'arrivo di Vlahovic ha cambiato l'assetto tecnico della squadra e il progetto Juventus ha subito dei cambiamenti». Ibrahimovic: «Provo panico al pensiero di smettere di giocare»

Paulo Dybala con la maglia della Juventus
Paulo Dybala con la maglia della Juventus Foto: ANSA

«È stato un incontro amichevole, chiaro e rispettoso - spiega - Abbiamo avuto un approccio molto sincero. Con l'ingresso di Vlahovic, Paulo non era più al centro del progetto e abbiamo preso questa decisione. L'arrivo di Dusan ha cambiato l'assetto tecnico della squadra e il progetto Juventus ha subito dei cambiamenti. Parte di questi cambiamenti riguardano il contratto di Dybala che non è stato rinnovato». Così l'amministratore delegato bianconero Maurizio Arrivabene commentando il mancato rinnovo di Dybala.

La Juventus non ha presentato alcuna offerta ufficiale a Dybala per il prolungamento. Sarebbe stata una proposta a cifre inferiori (circa 6 milioni di euro per la parte fissa) rispetto a quella presentata a ottobre: «Da parte della Juventus non sarebbe stato facile fare un'offerta al ribasso - aggiunge Arrivabene - Paulo ha trascorso sette anni della sua carriera con noi, un'offerta di quel tipo non avrebbe dimostrato il rispetto che comunque c'è nei suoi confronti. Nessuno ha mai messo in discussione il valore tecnico di Dybala».

I bianconeri, infatti, hanno fatto una valutazione a 360 gradi. Dall'arrivo di Vlahovic al contributo che ha dato e avrebbe potuto dare l'argentino in futuro: «I parametri a ottobre erano diversi - conclude Arrivabene - C'erano delle considerazioni da fare sulle presenze, sulla lunghezza del contratto e altre di carattere economico. È importante sottolineare che la dirigenza non prende decisioni contro la Juventus, ma a favore della società».

Ibrahimovic: «Provo panico al pensiero di smettere di giocare»

«Provo un po' di panico di fronte alla prospettiva di smettere di giocare», lo dice Zlatan Ibrahimovic, parlando dal ritiro della Nazionale svedese del suo futuro. «Di sicuro continuerò a giocare il più a lungo possibile - ha proseguito Ibra - ma stando bene in campo, senza soffrire, finché riuscirò a ottenere risultati. Quando smetterò, non voglio avere pentimenti. Per questo voglio massimizzare la mia carriera. Non so cosa succederà dopo, ma come ho scritto nel mio libro ho un po' di paura. L'adrenalina che sento addosso non la proverò mai più. Da 20-25 anni siamo programmati per svegliarci, prepararci per l'allenamento, allenarci, tornare a casa e riposare. Un giorno, al risveglio, tutto questo non ci sarà più. Sarà un bell'impatto».

Sulla fine della carriera aggiunge: «Non so cosa farò, vedremo quando arriverà il giorno. Potrei iniziare subito appena finirò di giocare, oppure potrei prendermi una pausa o anche scomparire completamente. Se sono triste? Penso che sarà una tristezza più grande per chi non mi vedrà più giocare. Non si vedrà mai più niente di simile», la battuta dell'attaccante del Milan.

Zlatan ha parlato anche dei playoff di qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022. Ibra non potrà giocare la prima partita, quella tra Svezia e Repubblica Ceca in programma giovedì 24 maggio, perché squalificato, e spera di poter dare una mano alla sua Nazionale per l'eventuale finale contro la Polonia, già qualificata dopo l'esclusione della Russia. «Siamo pronti - ha concluso - e andremo ai Mondiali».