16 ottobre 2019
Aggiornato 21:00

Galliani, il mercato e la coperta corta

Prime piccole rivincite per Adriano Galliani: i nuovi acquisti sono finalmente decisivi, ma resta il problema di un mercato lacunoso. Dietro i presunti titolari c’è ben poco e contro l’Atalanta, con Bertolacci e Bonaventura fuori e Montolivo a rischio, Mihajlovic sarà costretto a schierare una linea mediana composta da Kucka, Poli e De Jong.

MILANO - Nemmeno 24 ore fa eravamo tutti a sdilinquirci rivedendo le immagini del Milan corsaro all’Olimpico, ringalluzziti all’idea che la squadra di Mihajlovic avesse definitivamente concluso il suo lungo periodo di rodaggio per iniziare la caccia alle prime posizione della classifica. Oggi le sensazioni positive accumulate grazie all’ultima luminosa prestazione dei rossoneri, sommata per la verità anche al ricchissimo secondo tempo disputato contro il Chievo, restano scolpite nelle menti e nei cuori dei tifosi milanisti, ma iniziano ad emergere anche particolari significativi che mettono a rischio quanto di buono fatto finora dal Milan.
Tanto per uscire subito fuori da ogni tipo di equivoco, vale la pena chiarire che il problema è sempre lui, Adriano Galliani. L’amministratore delegato, contestato aspramente - e a nostro avviso con una tempistica discutibile - dalla rappresentanza di tifosi rossoneri presenti all’Olimpico, è ancora una volta il bersaglio principale delle rimostranze di chi aveva giustamente e legittimamente reclamato un’attenzione diversa in sede di mercato.

Galliani, una rivincita parziale
Eppure sono bastate tre vittorie consecutive per ridare fiato ai sostenitori dell’amministratore delegato (ormai pochini a dire il vero), finalmente orgogliosi nel sostenere che i quasi 90 milioni investiti durante l’ultima campagna acquisti non sono stati scialacquati. Bacca è sempre più un bomber implacabile (30 milioni), Romagnoli un leader autorevole della difesa (25) e Bertolacci un centrocampista talentuoso (20).
Ora, sarà anche vero che i calciatori in questione stanno cominciando a mettere in campo tutte le qualità per le quali sono stati spesi tanti soldi, ma il problema è un altro e la bella vittoria contro la Lazio pare abbia iniziato drammaticamente a metterlo in mostra.

Contro l’Atalanta centrocampo in emergenza
Con Bertolacci infortunato, Montolivo acciaccato e Bonaventura squalificato, la colonna portante del Milan rischia pericolosamente di incrinarsi. D’accordo, si tratta di tre pezzi forti che nessuna squadra potrebbe permettersi di concedere a cuor leggero agli avversari, ma la verità è che in sede di mercato, Adriano Galliani, evidentemente rassicurato dalle parole di Sinisa Mihajlovic, ha sottovalutato un problema: dietro i titolari rossoneri c’è un buco, un cratere, una voragine.
Ed infatti, contro l’agguerrita Atalanta di Edy Reja, l’allenatore serbo si troverà probabilmente a dover schierare una linea mediana composta da De Jong, Kucka e Poli, con il redivivo Niang schierato come attaccante esterno al posto di Bonaventura.

Mercato lacunoso ed incompleto
Sarebbe il caso che qualcuno ci spiegasse come si è arrivati alla conclusione che un reparto nevralgico come quello del centrocampo del Milan, potesse ritenersi completo ed affidabile per una rincorsa ad uno dei primi tre posti in campionato, con un cast formato Nocerino, Josè Mauri, Suso, Honda etc. etc.
Ecco quindi tornare a galla la questione mai risolta di una campagna acquisti raffazzonata ed incompleta, della quale Galliani e Mihajlovic dovranno necessariamente rispondere in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi minimi prefissati ad inizio stagione.
È vero che c’è il mercato di gennaio per poter colmare determinate lacune, ma intanto la partita con l’Atalanta è alle porte e sfido chiunque a sentirsi tranquillo ad affrontare un test tanto delicato con una squadra composta da calciatori finora utilizzati poco o niente, tanto per non fare nomi, Mexes, De Jong, Poli, Niang. 

Il Milan dovrà puntare sul collettivo
A parziale rassicurazione per i tifosi rossoneri, c’è la consapevolezza che le tre vittorie consecutive maturate dal Milan potrebbero voler dire il raggiungimento di una maturità di squadra e di un’intesa tra i reparti in grado di colmare anche l’assenza di qualche titolare di troppo. Non resta che aspettare sabato sera per avere la risposta: Pinilla, Gomez e Morales già affilano le armi, ma il Milan non vuole più fermarsi.