22 ottobre 2019
Aggiornato 04:00

Milan: Berlusconi, il mercato e la volpe e l’uva

Dopo la preziosa vittoria contro il Palermo, arrivata grazie ai lampi di Bacca e Bonaventura, il presidente onorario del Milan è tornato a parlare della sua creatura affrontando tutti i temi legati all’universo rossonero

Il Presidente onorario del Milan, Silvio Berlusconi
Il Presidente onorario del Milan, Silvio Berlusconi ANSA

MILANO - Alla fine di Milan-Palermo, l’immagine che ci consegnano le telecamere puntate verso la tribuna d’onore di San Siro è quella di un Silvio Berlusconi sorridente per i tre punti conquistati dai rossoneri. Quelle stesse telecamere che però, nel corso della partita, ci avevano riportato il presidente onorario accigliato ed inquieto a parlare fitto fitto con la figlia Barbara, evidentemente impegnato ad analizzare i perché dell’esagerata sofferenza a cui i suoi ragazzi l’hanno costretto per portare a casa la vittoria.

Berlusconi a cuore aperto
L’inquietudine del patron Berlusconi è ovviamente quella di tutto il popolo rossonero, ma dopo il prezioso successo che riavvicina il Milan alle zone alte della classifica, l’atmosfera è tornata ad essere più serena, tanto da invogliare il numero uno milanista a parlare diffusamente della sua creatura.
Come dopo la vittoria in Coppa Italia contro il Perugia, la serata del presidente onorario si è conclusa al ristorante Camillo Benso, dove, in compagnia del fido scudiero Adriano Galliani, ha discusso tutti i temi caldi di questa stagione epocale per il Milan, per poi condividerli con i giornalisti, pazientemente in attesa davanti all’ingresso del locale: dall’evoluzione lenta ma costante della squadra alla rivoluzione tecnica targata Mihajlovic, dai nuovi scenari societari legati al prossimo avvento di Bee Taechaubol alle strategie di mercato per rinforzare la rosa rossonera.

Applausi ai singoli Bacca, Calabria e Balo
Ma mentre l’analisi tecnica del presidente Berlusconi è stata ancora una volta inappuntabile («Il Milan mi è piaciuto, si inizia a vedere la mano del tecnico nel comportamento della squadra, ma ogni tanto bisognerebbe far sparire la palla agli avversari. Nel mio Milan non sono mai riuscito a vederlo»), così come la valutazione dei singoli rossoneri («Bacca non riesco ad accomunarlo ad altri giocatori avuti in passato, ha senso del goal ed ha grande fede, molto serio, mi piace parecchio. Calabria ha fatto una partita in cui ha conquistato gli spalti, c’erano tutti i tifosi per lui, è diventato il beniamino della Curva. Questa sera ho visto una metà campo in forma e capace. Montolivo ha distribuito palloni alla Pirlo, sono veramente contento. E per finire Balotelli che questa sera non ha sbagliato un pallone, appare molto riflessivo e serio, spero possa continuare così in futuro»), sull’argomento mercato il numero uno rossonero ha lasciato ancora una volta tutti a bocca aperta.

Kondogbia e la «scelta» di non acquistarlo
«Kondogbia? È stata una scelta saggia non acquistarlo a quelle cifre e poi noi abbiamo Poli in quel ruolo che a me piace molto». Con tutto il rispetto per l’ex doriano, discreto gregario della metà campo, risulta piuttosto azzardato paragonare i due calciatori. A stupire maggiormente però è stata l’esternazione di Berlusconi sul centrocampista francese dell’Inter, capace di riportarci alla mente lo scrittore greco Esopo e la sua celebre «La volpe e l’uva». Perché va bene parlare di cifre esagerate per il cartellino di Kondogbia ma Silvio Berlusconi dimentica colpevolmente che è stato l’ex Monaco a rifiutare senza mezzi termini il Milan (che alla fine aveva messo sul piatto anche più soldi rispetto ai nerazzurri), preferendo correre sull’altra sponda del Naviglio per rispondere alla chiamata di Roberto Mancini.
Quindi di tutto si può parlare tranne che di «scelta» di non acquistarlo.

Povera Barbara, niente stadio al Portello
Meglio parlare di closing societario e della prossima firma sui documenti per la cessione del 48% del pacchetto azionario del Milan alla cordata cino-thailandese, argomento sul quale il patron rossonero è tornato ad essere obiettivo: «Bee Taechaubol ci ha presentato il piano di commercializzazione del marchio, ci saranno delle entrate importanti, calcoliamo fino a 100 milioni l’anno. Il Milan deve ritornare in semifinale o finale di Champions ma deve anche chiudere il bilancio in attivo».
Evidentemente non grazie agli introiti derivanti dal nuovo stadio. Il sogno di Lady Berlusconi di costruire un nuovo impianto al Portello è definitivamente tramontata e Berlusconi ha messo la parola fine al progetto: «Barbara ci è rimasta male ma ha capito le motivazioni. Io sono innamorato di San Siro. Ora prepariamo lo stadio ad accogliere la finale di Champions, personalmente sono contento che il Milan resti a San Siro».

Chissà, probabilmente anche tutti i tifosi rossoneri.