18 novembre 2019
Aggiornato 22:00

Milan, Galliani al capolinea

Dopo la doppia operazione Balotelli-Kucka, tutt’altro che gradita alla tifoseria, sono sempre più insistenti le richieste di prepensionamento dell’amministratore delegato, ritenuto il maggiore responsabile di un mercato estremamente costoso ma tutt’altro che soddisfacente.

MILANO - «Galliani come Babbo Natale: pacchi, pacchi e ancora pacchi». È solo uno dei tantissimi messaggi postati dai tifosi rossoneri sui social network nelle ultime ore. L’affare Kucka non è proprio andato giù a nessuno e l’hashtag #Gallianivattene si appresta a diventare il trend topic del momento su twitter. Appurato che nella rosa del Milan c’è una falla a centrocampo che nemmeno il Titanic, come si pensa di tamponarla? Con Kucka? Ma per favore.
Stiamo parlando di un centrocampista grezzo, ruvido, arrivato a 28 anni senza avere ancora un ruolo ben definito (per i buonisti del gioco del calcio lo slovacco è un giocatore duttile) e senza dubbio di livello inferiore rispetto ai vari Montolivo, Poli, Josè Mauri e perfino Nocerino che attualmente già fanno parte del gruppo rossonero. 

La telefonata di Preziosi a Galliani
Eppure, grazie alla solida amicizia con il presidente Preziosi, l’affare si è concluso. A lasciare sconcertati sono soprattutto le modalità con le quali l’operazione è andata in porto: telefonata del numero uno genoano a Galliani: «Guarda che sto vendendo Kucka al Bursaspor (avessi detto il Barcellona!). Se mi dai gli stessi soldi che mi danno i turchi lo lascio a te». Detto fatto, 3 milioni versati nelle casse del Genoa e lo slovacco è già pronto per le visite mediche e per rendere più efficace la mediana rossonera (?!).

La preghiera di Raiola
Se a questo affare improvvisato e assolutamente controproducente non dovessimo sommare anche il ritorno di Balotelli, ancora un mistero per la maggioranza della tifoseria rossonera, ci si potrebbe anche passare su. Però così è davvero impossibile. Sembra di essere tornati ai bei (leggasi la sottile ironia) tempi in cui l’Adrianone nostro chiudeva affari a destra e a manca sempre e solo con i suoi amichetti, procuratori e presidenti. Adesso ci risiamo: prima il favore richiesto espressamente da Mino Raiola («ti prego, prendimi Balotelli, sei l’unico che ci può salvare»), adesso l’acquisto di Kucka dal compagno di ombrellone a Forte dei Marmi, Preziosi. 

Spesi quasi 90 milioni e il Milan fa ancora acqua
Il risultato è che al termine di una campagna acquisti costosissima (erano anni che il Milan non investiva così tanto sul mercato) la rosa a disposizione di Mihajlovic presenta ancora più buchi di una forma di groviera.
In difesa manca ancora un centrale all’altezza che possa costituire una coppia decente con Alessio Romagnoli, fiore all’occhiello della sontuosa estate rossonera; a centrocampo continuano a mancare un regista e un trequartista degno di questo nome (però in compenso c’è Kucka); in attacco invece c’è solo sovrabbondanza.
E qui arriviamo alle dolenti note del capitolo cessioni, altro capo d’accusa pesante nei confronti di Adriano Galliani. Tolte le vendite eccellenti di Shevchenko al Chelsea, Kakà al Real Madrid e la coppia Ibrahimovic-Thiago Silva al Paris Saint Germain (facile vendere bene fenomeni del genere all’apice della carriera), non si ricordano nella carriera dell’ad operazioni in uscita vantaggiose per il Milan. Da tanti, troppi anni a questa parte, i calciatori rossoneri vanno via da Milanello o regalati oppure addirittura in prestito con gentile concessione da parte di Galliani di continuare a pagare loro la gran parte dello stipendio.

L’annosa questione delle cessioni
L’esempio più eclatante è Alessandro Matri, acquistato un paio di estati fa durante i temibilissimi (per i tifosi del Milan) giorni del Condor a circa 12 milioni dalla Juventus e da quel momento prestato a destra e a manca (Fiorentina, Genoa, Juventus e adesso West Ham) in giro per l’Italia e l’Europa. Ma potremmo continuare a lungo con i casi Nocerino, Zaccardo, Alex (ancora saldamente attaccati al loro armadietto a Milanello) oppure Paletta, Albertazzi, Verdi (prestati gratuitamente), per finire a Suso, prossimo regalo di Galliani per l’amico Preziosi.
Eppure le altre squadre, malgrado la presunta crisi economica, riescono a vendere ed anche bene: l’Inter ha ottenuto circa 40 milioni dal Real Madrid per Kovacic; altrettanto la Juve per Vidal; sempre Marotta ha incassato ben 12 milioni dal West Ham per Ogbonna; per non parlare della Roma che ha ceduto Bertolacci e Romagnoli proprio a Galliani per 45 milioni di euro.
Il Milan invece cede El Shaarawy per 2 milioni + 15 di eventuale riscatto e Adil Rami al Siviglia per 2,5 milioni di euro.

La speranza è che Berlusconi dica «Basta»
Poi ci si domanda perché il bilancio rossonero è sempre in rosso. Ma un po’ di spiegazioni dall’amministratore delegato per la parte sportiva non sarebbe il caso di pretenderle? L’augurio è che Silvio Berlusconi, in presenza di un tale scatafascio, prenda il toro per le corna e inizi a fare un sano repulisti in società. Eterna gratitudine a Galliani per quanto fatto in questi 30 anni di vita rossonera ma adesso sembra davvero il caso di passare la mano e lasciare il campo a chi ha voglia di fare, energia, vitalità e soprattutto idee nuove. Ne va del futuro del Milan.