20 febbraio 2019
Aggiornato 08:30
Zero virgola

L'Istat e quell'aiutino a Renzi alla vigilia del referendum

L'Istat comunica che nel III trimestre del 2016 il Pil è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e che la crescita acquisita rispetto allo stesso periodo del 2015 è pari allo 0,9%. Ma la sostanza è che il paese è fermo allo zero virgola

ROMA – L'Istat comunica che nel terzo trimestre del 2016 il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nei confronti del terzo trimestre del 2015. Il premier, Matteo Renzi, esulta su Facebook. Ma il dato è corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato. In pratica, sono sole briciole, e il paese continua a essere fermo allo zero virgola.

L'assist dell'Istat a Renzi
Solo dieci giorni fa l'Istat evidenziava che la crescita era in stand-by.  Oggi annuncia che nel terzo trimestre del 2016 il prodotto interno lordo (Pil) è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nei confronti del terzo trimestre del 2015. Ma l'Istat specifica anche che il dato è corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato. Il terzo trimestre del 2016, infatti, ha avuto due giornate lavorative in più del trimestre precedente e una in meno rispetto al terzo trimestre del 2015. Per il presidente del Consiglio è una grande vittoria alla vigilia del referendum costituzionale e non esita ad esultare su Facebook. Ma sono solo briciole perché l'Italia è ancorata allo zero virgola.

Le cause della crescita congiunturale
Secondo l'Istat la crescita congiunturale «è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell'industria e dei servizi e di una diminuzione nell'agricoltura». Dal lato della domanda, vi è stato un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte), in parte compensato da un apporto negativo della componente estera netta. Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,7% negli Stati Uniti, dello 0,5% nel Regno Unito e dello 0,2% in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,3% nel Regno Unito, dell'1,5% negli Stati Uniti, dell'1,1% in Francia.

L'Italia resta ancorata allo zero virgola
Nel complesso, il Pil dei paesi dell'area Euro è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed dell'1,6% nel confronto con lo stesso trimestre del 2015. La variazione acquisita per il 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015 è pari a +0,8%. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, scrive sul suo profilo Facebook che «Con le riforme sale il Pil, senza riforme sale lo spread» riferendosi all'impennata del differenziale tra i titoli del debito pubblico italiano e i bund tedeschi. Poi aggiunge: «Avanti tutta, l'Italia ha diritto al futuro». Alle sue parole fanno eco quelle del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: «I dati confermano che l'economia è sulla strada giusta. Ma occorre spingere per accelerare». Di parere opposto, invece, le opposizioni che sottolineano come il paese sia in deflazione e la crescita sia solo un miraggio. «Renzi è alla frutta», sentenzia il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta.