14 luglio 2020
Aggiornato 12:30
Stime al ribasso

Il freno del coronavirus sull'economia, Bruxelles: «L'Italia crescerà meno del previsto»

L'Italia resta il paese dell'Ue con la crescita economica peggiore, secondo le previsioni economiche pubblicate dalla Commissione europea. Gentiloni: «Pesano fattori esterni, serve politica espansiva»

Il commissario agli Affari economici e finanziari, Paolo Gentiloni
Il commissario agli Affari economici e finanziari, Paolo Gentiloni ANSA

BRUXELLES - L'Italia resta il paese dell'Ue con la crescita economica peggiore, secondo le previsioni economiche d'inverno pubblicate ieri dalla Commissione europea. Si conferma, tuttavia, che le cose cominciano a non andare molto meglio neanche per gli altri due più grandi Stati membri, la Germania e la Francia. Per l'Italia, il Pil dovrebbe aumentare di appena un decimo di punto percentuale nel 2020, portandosi allo 0,3% dopo lo 0,2% del 2019, e poi salire allo 0,6%, nel 2021. La Germania, che già ha registrato la crescita più bassa dopo l'Italia nel 2019 (0,6%) dovrebbe poi restare al penultimo posto con l'1,1% nel 2020 insieme alla Francia, con la stessa percentuale. Per la Francia andrà appena un po' meglio nel 2021, quando si prevede che il Pil aumenti all'1,2%, mentre la Germania resterà all'1,1%. Solo un po' più alte sono le cifre della crescita media prevista per l'Ue è dell'1,4% sia nel 2020 che nel 2021 (dopo l'1,5% del 2019), mentre quella dell'Eurozona è dell'1,2% in tutti e tre gli anni.

«In effetti - ha detto il commissario agli Affari economici e finanziari Paolo Gentiloni, parlando con i giornalisti al termine della conferenza stampa di presentazione delle previsioni - sorprende che questi tre grandi paesi abbiano avuto, soprattutto nell'ultimo trimestre del 2019, dati molto negativi, e che complessivamente abbiano una crescita attorno allo 'zero virgola', anche se con differenze fra l'uno e l'altro».

«Questa situazione - ha proseguito il commissario - verrà influenzata credo molto da condizioni esterne: c'è l'epidemia del coronavirus, e certamente le dinamiche commerciali tra Ue e Stati Uniti influiranno molto; e influiranno soprattutto nei due settori, quello manifatturiero e le esportazioni, che sono due pilastri delle economie tedesca e italiana. Quindi - ha sintetizzato Gentiloni - il buon andamento delle relazioni commerciali e una ripresa della manifattura, e il fatto che questi fenomeni non siano influenzati negativamente da una permanenza del coronavirus, sono la condizione perché i dati di oggi possano migliorare».

«Più in generale - ha sottolineato il commissario - molto dipende anche dalle politiche di bilancio. Io ho ripetuto anche oggi che soprattutto chi ha spazio di bilancio, chi ha un livello di debito molto basso, come la Germania, è chiamato a contribuire con investimenti a delle politiche più espansive. Perché da un lato c'è il fatto positivo che l'Europa, nonostante tutto, continua a crescere e cresce ormai da sette anni; d'altra parte però, il ritmo di questa crescita è troppo basso. Per accelerarlo, e per far fronte anche ai rischi al ribasso che possono venire da fuori, c'è bisogno - ha insistito Gentiloni - di politiche di bilancio più espansive».

Durante la conferenza stampa, rispondendo a una domanda sugli investimenti pubblici in Italia, Gentiloni aveva insistito sul loro effetto positivo, e lamentato che restano insufficienti in tutta l'Europa. «Noi vorremmo - ha affermato - un ritmo di investimenti molto più significativo, non soltanto in Italia, ma nell'insieme dell'Eurozona e dell'Ue».

«Lo sforzo d'investimento che è stato fatto in questi anni produce senz'altro degli effetti positivi, ma è sempre una questione di misura. La misura degli investimenti pubblici - ha sottolineato - è tuttora largamente insufficiente. Ricordo che negli ultimi 10 anni» nell'Ue e non solo in Italia, «la quota degli investimenti pubblici è calata dal 3,7% al 3%». Tornando all'Italia «maglia nera» della crescita, l'ex premier ha osservato che «il rallentamento dell'economia italiana è dovuto, nel quadro di un rallentamento generale della crescita europea, a dati particolarmente negativi nell'ultimo trimestre dell'anno scorso, che hanno ridimensionato i segnali di ripresa che si erano manifestati nel corso dei precedenti trimestri del 2019».

«Tuttavia speriamo - ha aggiunto Gentiloni - che da quei dati negativi di fine anno l'economia italiana possa dare ulteriori segni di ripresa, come sembrano esserci già all'inizio del 2020, e quindi recuperare un po' del ritardo rispetto alla media dei paesi europei. Ma - ha precisato - voglio essere molto chiaro: l'Europa, comunque, in generale attraversa un periodo di crescita più lenta e più limitata di quella che abbiamo avuto fino al 2018».

Quanto alla manovra finanziaria italiana, il commissario ha ricordato che le previsioni di oggi erano solo una fotografia della situazione, che non prevede valutazioni o raccomandazioni politiche. «Le valutazione sulle politiche - ha spiegato - le faremo nel corso del semestre, con diversi passaggi: avremo i rapporti paese per paese, poi le raccomandazioni nei confronti di ogni paese, poi esamineremo i programmi di riforma e di stabilità dei diversi Stati membri, e alla fine di maggio o inizio giugno la Commissione darà le sue opinioni».

Oggi, ha rilevato, «quello che registriamo è che, nel quadro di un rallentamento generale della crescita economica nell'Eurozona, confermato da queste previsioni, e che era già emerso l'anno scorso, certamente il rallentamento è più accentuato in Italia; e questo nonostante il dato finale del 2019 sia dello 0,1% più favorevole rispetto alle nostre precedenti previsioni».  «Certo, il Paese risente di alcuni fattori esterni - ha ripetuto Gentiloni durante la conferenza stampa -, ma altrettanto certamente ci sarà bisogno di lavorare molto nei prossimi mesi» su quelli che il commissario ha definito «problemi strutturali che conosciamo bene e che spetta al governo e al Parlamento italiano affrontare». L'ex premier si è detto quindi «convinto che il governo instaurerà un dialogo con la Commissione perché questo lavoro vada nella buona direzione».

«Siamo in una fase preliminare - ha aggiunto più tardi il Gentiloni rispondendo a una domanda dei giornalisti a margine -, e io credo che il governo italiano sia consapevole della necessità di tenere gradualmente il debito in un percorso di riduzione. La scommessa è quella di riuscire a farlo conservando una politica espansiva, non perdendo - ha sottolineato - l'occasione degli investimenti collegati soprattutto alla transizione ecologica. E io mi auguro che il contesto europeo possa favorire un 'mix' di politiche di questo genere». Il riferimento è evidentemente alla revisione in corso del Patto di stabilità dell'Eurozona, volta fra l'altro a dare un trattamento più favorevole alla spesa per gli gli investimenti verdi. Vedere l'Italia abbandonare finalmente la maglia nera della crescita in Europa  «diciamo che non è il mio obiettivo istituzionale; però mi farebbe molto piacere, non c'è dubbio», ha concluso Gentiloni, rispondendo a un'ultima domanda dei giornalisti.