Il libro «The WikiLeaks Files»

«USA e Europa vogliono distruggere il governo della Siria»

Pubblichiamo la traduzione del magistrale intervento del giornalista John Pilger a Londra in occasione della presentazione di un libro che raccoglie tutti i file di WikiLeaks, con sconcertanti verità e crimini che non avremmo mai immaginato

LONDRA - «Questi sono tempi bui, in cui la propaganda dell’inganno tocca tutte le nostre vite. È come se la realtà politica fosse stata privatizzata e l’illusione legittimata. L’era dell’informazione appartiene ai mass media. Si fa politica attraverso i media, si censura attraverso i media, si va in guerra tramite i media, si punisce con i media, ci si distrae con i media, una linea di assemblaggio surreale composta da luoghi comuni e falsi presupposti. L’incredibile tecnologia che abbiamo a disposizione è diventata sia nostra amica che nostra nemica. Ogni volta che accendiamo un computer o che prendiamo in mano un dispositivo digitale – i nostri rosari laici – siamo sottoposti a controlli: alla sorveglianza delle nostre abitudini e routine, a bugie e manipolazioni».

Il governo invisibile
«Edward Bernays, l’ideatore del termine «pubbliche relazioni», un eufemismo per dire «propaganda», lo predisse più di 80 anni fa. Lo chiamò «il governo invisibile». Scrisse: «Quelli che manipolano l’elemento invisibile chiamato democrazia moderna costituiscono un governo invisibile che è il vero potere dominante del nostro paese… Noi siamo governati, le nostre menti sono modellate, i nostri gusti formati, le nostre idee suggerite in gran parte da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare». L’obiettivo di questo governo invisibile è di impadronirsi di noi: della nostra coscienza politica, del nostro senso del mondo, della nostra capacità di pensare in modo indipendente, di separare la verità dalle menzogne».

Una nuova forma di fascismo
«Si tratta di una forma di fascismo, una parola che giustamente siamo cauti nell’usare, preferendo lasciarla nell’incerto passato. Ma un moderno, insidioso fascismo è ormai un pericolo costante. Come nel 1930, grandi bugie ci vengono recapitate con la regolarità di un metronomo. I musulmani sono cattivi. I fanatici sauditi sono buoni. I fanatici dell’ISIS sono cattivi. La Russia è sempre un male. La Cina sta diventando un male. Bombardare la Siria è giusto. Le banche corrotte sono buone. Il debito corrotto è buono. La povertà è buona cosa. La guerra è normale. Di coloro che mettono in dubbio queste verità ufficiali, questi estremismi, si pensa abbiano bisogno di una lobotomia, finché sono diagnosticati 'on-message', cioè gente che si parla addosso. La BBC offre questo servizio gratuitamente. Chi non si sottomette è etichettato come «radicale», qualunque cosa significhi questa parola».

Perché WikiLeaks è rivoluzionario
«Il vero dissenso è diventato una bizzarria. Eppure, coloro che dissentono non sono mai stati più importanti. Il libro che sto lanciando stasera (in occasione della presentazione di ‘The WikiLeaks Files’, ndr) è un antidoto a un fascismo che non usa mai il proprio nome. È un libro rivoluzionario, così come WikiLeaks stessa è rivoluzionaria, esattamente come Orwell intendeva nella citazione che ho usato all’inizio. Perché dice che non dobbiamo accettare queste menzogne quotidiane. Non abbiamo bisogno di rimanere in silenzio. O, come Bob Marley una volta cantò: 'Emancipatevi dalla schiavitù mentale'. Nell’introduzione, Julian Assange spiega che non basta pubblicare i messaggi segreti del grande potere, ma che dare loro un senso è fondamentale, così come inserirli nel contesto di oggi e nella memoria storica».

È attualmente in atto un tentativo americano ed europeo di distruggere il governo della Siria
«Questo è il notevole risultato di questa antologia, questo reclama la nostra memoria. Collega le ragioni e i crimini che hanno causato tanta sofferenza umana, dal Vietnam e Centro America al Medio Oriente e all’Europa orientale, con la matrice del potere rapace, gli Stati Uniti. È attualmente in atto un tentativo americano ed europeo di distruggere il governo della Siria. Il primo ministro David Cameron ne è particolarmente entusiasta. Questo è lo stesso David Cameron che io ricordo come un untuoso PR impiegato da una ditta di speculazioni della televisione commerciale indipendente britannica. Cameron, Obama e il sempre ossequioso Francois Hollande vogliono distruggere quel che resta dell’autorità multiculturale in Siria, un’azione che sicuramente aprirà la strada ai fanatici dell’Isis. Questa è una pazzia, naturalmente, e la colossale bugia che giustifica questa follia è che servirebbe a sostenere quei siriani che si sono ribellati a Bashar al-Assad nella primavera araba. Come rivela però Wikileaks, la distruzione della Siria è stata a lungo un cinico progetto imperiale che precede la rivolta della primavera araba contro Assad. Per i padroni del mondo a Washington e in Europa, il vero crimine della Siria non è la natura oppressiva del suo governo, ma la sua indipendenza dal potere americano e israeliano – com'è altrettanto vero che il crimine dell’Iran è la sua indipendenza, e la vera criminalità della Russia è la sua indipendenza, e che il vero crimine della Cina è la sua indipendenza. In un mondo di proprietà americana, l’indipendenza è intollerabile».

La guerra al terrorismo è sempre stata una guerra di terrore
«Questo libro svela queste verità, una dopo l’altra. La verità di una guerra al terrorismo che è sempre stata una guerra di terrore. La verità su Guantanamo, la verità su Iraq, Afghanistan, America Latina. Mai come adesso c’è un così urgente bisogno di dire la verità. Con alcune lodevoli eccezioni, i giornalisti mediatici pagati apparentemente per mettere le cose in chiaro sono ora assorbiti in un sistema di propaganda che non è più giornalismo, ma anti-giornalismo. Questo è vero per i liberali e i rispettabili come lo è per Murdoch. A meno che non siate disposti a monitorare e controllare ogni ingannevole dichiarazione, le cosiddette notizie sono diventate illeggibili».

L'«Indicizzazione dell'Impero»
«Mentre leggevo 'The WikiLeaks Files' mi sono venute in mente le parole del compianto Howard Zinn che spesso faceva riferimento ad 'un potere che i governi non possono sopprimere'. Questo descrivono Wikileaks e i veri informatori che condividono il loro coraggio. A titolo personale, conosco la gente di Wikileaks da un po’ di tempo ormai. Che abbiano ottenuto ciò che hanno ottenuto in circostanze che non hanno voluto è una fonte di costante ammirazione. Viene in mente il loro salvataggio di Edward Snowden. Come lui, sono eroi. Il capitolo di Sarah Harrison, ‘Indicizzazione dell’Impero’, descrive come lei e i suoi compagni abbiano istituito un’intera biblioteca pubblica della diplomazia statunitense. A disposizione di tutti adesso ci sono più di due milioni di documenti. «Il nostro lavoro», scrive, «è dedicato ad assicurarci che la storia appartenga a tutti». Com’è emozionante leggere quelle parole, che sono anche un tributo al suo stesso coraggio. Dal confino di una stanza presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, il coraggio di Julian Assange è una risposta eloquente ai vigliacchi che lo hanno infamato e al potere canaglia che cerca vendetta su di lui e allo stesso tempo conduce una guerra alla democrazia. Niente di tutto ciò ha dissuaso Julian e i suoi compagni di WikiLeaks: neanche un po’. Non è forse straordinario?».

Chi è John Pilger
John Pilger è un giornalista australiano. Dopo l'esperienza al «Daily Telegraph» australiano si è trasferito a Londra dove nei primi anni '70 è stato assunto al «Daily Mirror». È stato corrispondente in Vietnam, Cambogia, Egitto, India, Bangladesh e Biafra. Il suo film «Year Zero» del 1979 ha portato alla ribalta le atrocità dei khmer rossi in Cambogia: Pilger stesso ha dimostrato che questi gruppi erano finanziati non solo dalla Cina ma anche, segretamente, dagli stessi Stati Uniti (che infatti appoggeranno, all'ONU, il deposto governo della «Kampuchea» fino al 1992), in funzione anti-sovietica e anti-vietnamita. Altri documentari hanno raccontato dell’abuso dei diritti umani in Australia, Palestina, Timor Est, Iraq in conseguenza delle sanzioni delle Nazioni Unite. Il suo ultimo film «War on democracy» è stato presentato al Festival di Cannes nel 2007. Pilger ha ricevuto numerosi premi per le sue battaglie per i diritti umani ed è stato nominato per ben due volte «Giornalista dell’anno» in Inghilterra. Nel dicembre 2010, insieme ad altre quattro personalità del cinema e del giornalismo tra cui il regista Ken Loach, si è offerto come garante nella richiesta di libertà su cauzione per Assange, accusato di aver avuto rapporti sessuali non protetti in Svezia e arrestato per questo in Gran Bretagna, nonché a rischio di estradizione negli USA dove verrebbe incriminato per spionaggio. Oggi Julian Assange ha ottenuto asilo politico nell'ambasciata dell'Ecuador.

http://johnpilger.com/articles/the-revolutionary-act-of-telling-the-truthArticolo originale: