12 dicembre 2019
Aggiornato 14:30

Assad: «Donald Trump? E' una sorta di direttore esecutivo di un'azienda chiamata America»

Il Presidente siriano avvisa gli americani: «Non accetteremo, né oggi e neppure domani, né come Stato né come popolo, a qualsiasi idea di secessione»

Il Presidente siriano, Bashar al Assad
Il Presidente siriano, Bashar al Assad ANSA

ROMA - «La presenza americana in Siria farà nascere una resistenza militare che porterà a perdite tra gli statunitensi e di conseguenza la loro uscita» dal Paese arabo devastato da un conflitto dal 2011. Lo ha detto il presidente siriano Bashar al Assad aggiungendo che «L'America non può credere di vivere tranquilla in qualsiasi zona che occupa. L'America è uno stato basato come sistema politico su bande e il presidente (Donald Trump) non rappresenta uno Stato ma è solo una sorta di direttore esecutivo di un'azienda», ha rimarcato Assad in un intervista all'emittente Russia 24, come riporta stamane l'agenzia di stampa ufficiale Sana.

La guerra non significa smembrare il Paese

Interpellato sulla situazione politica del suo Paese, il rais di Damasco ha spiegato: «Abbiamo iniziato a combattere la corruzione da anni ed oggi il processo continua» aggiungendo che non accetteremo, né oggi e neppure domani, né come Stato né come popolo, a qualsiasi idea di secessione. La guerra non significa smembrare il Paese né andare verso la secessione. Non significa far saltare in aria la costituzione né indebolire lo Stati. La guerra deve essere un'esperienza dalla quale uscire con una patria più forte e non più debole. Qualsiasi idea di separatismo non sarà assolutamente accettata», ha aggiunto il presidente Assad.

Autobomba in zona sotto controllo turco: almeno 14 morti

Almeno 14 persone, tra cui nove civili, sono state uccise in un attacco compiuto con un'autobomba nella città nordorientale della Siria di Al Bab. Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh). L'esplosione è avvenuta in un luogo di raccolta taxi e autobus nella città di Al Bab, sotto il controllo dell'esercito turco da due anni, ha precisato all'Afp il direttore dell'Osdh, Rami Abdel Rahman. Oltre ai 14 morti figurano anche 33 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, secondo l'Osdh. Corpi carbonizzati giacciono a terra, secondo la stessa fonte.

L'attacco non è stato finora rivendicato

Ex roccaforte dell'Isis, la città di Al Bab si trova 30 chilometri a Nordest di Aleppo. È teatro di violenze dalla sua conquista più di due anni fa da parte delle forze turche aiutate dalle loro controparti siriane, secondo l'Osservatorio.