27 giugno 2017
Aggiornato 21:00
Crisi Bpvi e Veneto Banca

Banche venete verso il salvataggio senza bail in, ma ecco chi paga

La soluzione per Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sembra vicina. Il ministro Padoan e il portavoce dell'Ue hanno assicurato che i bond senior e i depositi non saranno toccati, ma non vale per azioni e obbligazioni subordinate

L'amministratore delegato di Bpvi e Veneto Banca, Fabrizio Viola, attende il via libera da Bruxelles per la ricapitalizzazione precauzionale.
L'amministratore delegato di Bpvi e Veneto Banca, Fabrizio Viola, attende il via libera da Bruxelles per la ricapitalizzazione precauzionale. (ANSA/MATTEO BAZZI)

VICENZA - La soluzione per le due banche venete è vicina. Dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, e dalla Commissione europea sono arrivate nelle scorse ore indicazioni confortanti. Per Bpvi e Veneto Banca «la soluzione è ormai prossima» ha detto il responsabile di Via XX Settembre e «le interlocuzioni con le istituzioni europee sono incoraggianti». Padoan ha anche ribadito che la soluzione «non contemplerà alcuna forma di bail-in e che obbligazionisti senior e depositanti saranno in ogni caso pienamente garantiti». Anche da Bruxelles è arrivata la conferma che è ormai imminente lo sblocco della situazione con il via libera al salvataggio. Il servizio del Portavoce della Commissione europea ha confermato che il meccanismo del "burden sharing" non comporterà perdite per i detentori di obbligazioni senior e per i depositanti. Tuttavia, diversi nodi restano irrisolti

Verso il burden sharing
«Riguardo alla situazione della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca - si afferma in una nota del Portavoce della Commissione europea - il Meccanismo di vigilanza unica bancaria e le autorità italiane stanno lavorando fianco a fianco al fine di raggiungere una soluzione per le due banche in linea con le regole Ue, senza un 'bail-in' che coinvolga gli obbligazionisti privilegiati . I depositanti - conclude la nota di Bruxelles - saranno pienamente tutelati in ogni caso».Per il salvataggio delle due banche saranno quindi coinvolti azionisti e obbligazionisti subordinati, mentre non saranno toccati i correntisti e i detentori di obbligazioni senior (queste ultime ammontano a oltre 13 miliardi di euro per le due venete).

Chi perderà di più
Le rassicurazioni di Padoan e di Bruxelles hanno comunque alimentato un robusto recupero dei bond senior delle due venete. I bond subordinati dei due istituti ammontano a circa 1,2 miliardi di euro tra strumenti Tier 1 e Tier 2 (Bpvi ha solo Tier2) mentre la quota computabile a capitale è circa la metà. E per queste obbligazioni junior scatterà la conversione obbligatoria. Gli azionisti sono il Fondo Atlante che detiene circa il 99% dei due istituti dopo la ricapitalizzazione da 2,5 miliardi dell'anno scorso, e una successiva iniezione di capitale di 938 milioni. Sulla soluzione di sistema, lo schema prevede la partecipazione del sistema bancario che dovrà fornire la cifra di circa 1,25 miliardi per poter dare il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale dello Stato.

L'intervento delle banche italiane
Ancora tutto da scrivere quote e modalità di partecipazione. Non è detto che l'intervento delle banche sia definito sulla base delle rispettive quote di partecipazione nel fondo interbancario. L'apporto di 1,25 miliardi di capitale privato è tuttavia condizione indispensabile per l'ingresso dello Stato e realizzare la ricapitalizzazione che la Bce ha stimato in 6,4 miliardi di euro. Ieri, intanto, si è riunito il cda di Intesa Sanpaolo. L'esponente del cda Giovanni Costa ha riferito che «il nostro presidente, il nostro amministratore delegato e l'intero Cda stanno seguendo il dossier con attenzione, con competenza e con senso di responsabilità istituzionale».

Il dossier è aperto
Quanto ai tempi, Costa ha detto che servirà «il tempo necessario», mentre non si è sbilanciato sul tipo di soluzione: «Il dossier è aperto», si è limitato a dire. Nessuna deliberazione sul dossier venete da parte di Intesa. La partita sulle due banche venete è ancora tra le autorità italiane e le istituzioni europee. Anche al cda di Bpvi di ieri non è giunta nessuna delibera. A quanto si apprende l'ad Viola ha informato il cda sulle verifiche in corso, ma ancora non ci sono proposte ufficiali. Il cda dell'istituto tuttavia ha recepito positivamente le comunicazioni del ministro Padoan e della Commissione europea.