13 dicembre 2019
Aggiornato 11:01
Crisi Bpvi e Veneto Banca

Banche venete, Padoan allontana lo spettro del bail in: salvataggio sì o no?

Nella giornata odierna è in programma il Cda cruciale per il destino di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, ma l'ultima parola spetta ancora a Bruxelles

Oggi si decide il destino delle due banche venete e il Ministro dell'Economia cerca di rasserenare i mercati.
Oggi si decide il destino delle due banche venete e il Ministro dell'Economia cerca di rasserenare i mercati. ANSA

VICENZA – Oggi è giorno di Consiglio a Vicenza e Montebelluna, ma il destino delle due venete si decide lontano. A Milano, dove Unicredit e Intesa Sanpaolo cercheranno di fare la loro parte per evitare il peggio al sistema bancario nazionale. A Roma dove il Tesoro insiste nel suo pressing sulle altre banche italiane allo scopo di coinvolgerle nel salvataggio, ma soprattutto a Francoforte e Bruxelles dove il dossier delle claudicanti banche venete passerà ancora una volta dai tavoli della Dg Comp e della Vigilanza unica europea. Proprio da queste due istituzioni infatti è attesa una serie di conferme che potrebbero sbloccare l'intervento del sistema bancario italiano. O, meglio, renderlo più agevole. Ma per capire se ci sono i giusti spazi di manovra servirà ancora qualche giorno. Forse una settimana. Intanto il Ministro dell'Economia cerca ancora una volta di rasserenare i mercati.

Pier Carlo Padoan getta acqua sul fuoco
Il ministero dell'Economia ha diffuso stamane una nota sulla situazione delle banche venete annunciando che «la soluzione è ormai prossima» e che «le interlocuzioni con le istituzioni europee sono incoraggianti». Come aveva già sottolineato in passato, Padoan ha ribadito ancora una volta che «la soluzione non contemplerà alcuna forma di bail-in e che obbligazionisti senior e depositanti saranno in ogni caso pienamente garantiti».

Verso l'intervento del sistema bancario italiano
Anche l'opzione della liquidazione ordinata, comparsa sull'agenda del governo in alternativa all'ipotesi del bail in, sembra allontanarsi verso l'orizzonte. Piuttosto si guarda alla risoluzione della crisi del Banco Popular. La quarta banca di Spagna è stata salvata in extremis grazie all'intervento lampo del Santander e in Italia sono in molti, in queste ore, a bussare alla porta di Unicredit e Intesa Sanpaolo. Ma il salvataggio non coinvolgerà solo i due istituti di credito più grandi del Belpaese, perché quasi tutte le banche dello Stivale saranno chiamate a versare un obolo.

Il piano di Unicredit e i malumori delle piccole banche
Il ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier, ha infatti palesato la possibilità di un intervento pro quota a carico del sistema bancario sulla base del fatto che è meglio per tutti sborsare quel miliardo di euro aggiuntivo richiesto da Bruxelles per concedere il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale, piuttosto che dover pagare dieci volte tanto in seguito al fallimento delle due banche venete. Non mancano però malumori tra i vertici degli istituti di credito più piccoli, che chiedono almeno l'applicazione di un criterio proporzionale per la ripartizione degli oneri.