22 maggio 2019
Aggiornato 08:30
Politica monetaria Ue

Riunione Bce, ecco perché Draghi manterrà la barra a dritta

Anche a Francoforte, le presidenziali francesi vengono attentamente monitorate e nella riunione serale del Consiglio direttivo i banchieri centrali non mancheranno di discutere dell'esito del primo turno

Il governatore della Bce, Mario Draghi.
Il governatore della Bce, Mario Draghi. ( ANSA )

FRANCOFORTE - La Bce manterrà la rotta. L'inflazione si sgonfia e l'euro fa un balzo in avanti sul dollaro. Questa combinazione di fattori attenua le pressioni a carico dell'Istituto di Francoforte nella prosecuzione del suo programma di stimoli all'economia e conferma le anticipazioni del governatore Draghi.

Stasera si riunisce il Consiglio direttivo della Bce
Stasera torna a riunirsi il Consiglio direttivo, alla cena informale che precede la riunione operativa di domani. Alle 13 e 45 verranno annunciate le decisioni sulla politica monetaria, su cui non sono attese variazioni né in merito al mantenimento a zero dei tassi di interesse, né sulla prosecuzione fino a fine anno degli acquisti di titoli al ritmo di 60 miliardi di euro al mese. Sempre domani, alle 14 e 30, il presidente Mario Draghi terrà la consueta conferenza stampa esplicativa.

Draghi: La ripresa economica si va consolidando
E il suo recente intervento all'International Monetary and Financial Committee, durante le assemblee annuali di Fmi e Banca Mondiale, potrebbe fornire elementi sul quello che sarà il suo messaggio. La ripresa economica nell'area euro «si sta consolidando ed ampliando - ha detto il governatore centrale - anche grazie alle misure espansive della Bce. I rischi sulle prospettive di crescita sono in qualche misura diminuiti, ma restano orientati al ribasso e dipendono prevalentemente da fattori globali».

Un sospiro di sollievo per le presidenziali francesi
Su questo punto, con ogni probabilità, anche i banchieri centrali discuteranno con un certo sollievo dell'esito del primo turno delle presidenziali in Francia. Al ballottaggio sono entrati il centrista indipendente Emmanuel Macron assieme alla nazionalista Marine Le Pen. Ovviamente non c'è da attendersi commenti diretti da parte dei banchieri centrali su questo cruciale appuntamento elettorale.

Il balzo in avanti dell'euro
Tuttavia esiste un elemento che ha delle implicazioni dirette per le loro policy: venuta meno l'ipotesi più problematica agli occhi dei mercati, quella di una gara tra due estremisti, l'euro è infatti schizzato al rialzo fin sopra 1,09 dollari, ai massimi da metà novembre 2016. E gli apprezzamenti della valuta di riferimento tendono ad avere un effetto calimierante sul caro vita, che negli ultimi mesi aveva segnato rapide accelerazioni fino a raggiungere il 2 per cento a febbraio e risultando così apparentemente vicina al livello obiettivo della stessa Bce.

La dinamica dei prezzi resta "sottotono"
L'istituzione definisce con «stabilità dei prezzi» una inflazione inferiore ma vicina al 2 per cento, anche se questo riguarda un periodo piuttosto lungo e non il singolo mese. Peraltro a marzo, secondo i dati Eurostat, la crescita dei prezzi al consumo ha mostrato un netto ridimensionamento all'1,5 per cento. Sempre Draghi, nel suo recente intervento, ha rilevato che se il livello di inflazione nell'area euro è «marcatamente aumentato» nell'ultimo anno la dinamica di fondo dei prezzi è però rimasta resta «sottotono».

Il nodo irrisolto dei Npl
Quindi «resta necessario un livello molto consistente di accomodamento monetario». Un altro tema che potrebbe essere evocato è quello del settore bancario europeo, che in generale è migliorato, ma nel quale persiste il problema di elevati crediti deteriorati (Non performing loans, o Npl), specialmente in alcuni Paesi tra cui l'Italia. In prima battuta è responsabilità delle banche stesse intervenire su questa voce ma «una effettiva riduzione degli Npl richiederà interventi da parte di tutti gli attori», ha detto Draghi.