25 giugno 2017
Aggiornato 00:00
L'alert di Bankitalia

Ue, Visco: «Rischio paralisi politica mai così elevato»

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, è intervenuto alla conferenza Macei-Bankitalia e ha lanciato un alert sul destino dell'Unione europea

ROMA«Il rischio di paralisi politica in Europa non è mai stato così elevato». L'alert arriva direttamente dal governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che è intervenuto a dieci giorni dal vertice di Roma alla conferenza Macei-Bankitalia commentando il difficile impasse dell'Unione europea.

Visco e l'euroscetticismo dilagante
«A 60 anni dalla firma dei trattati di Roma, il rischio di paralisi politica in Europa non è mai stato così elevato e richiede una risposta unitaria». Così ha esordito il governatore di Bankitalia Ignazio Visco alla conferenza Macei-Banca d'Italia con i delegati e gli addetti finanziari. Secondo Visco «non si può ignorare l'euroscetticismo crescente anche se non maggioritario» che sta creando un diffuso «clima di incertezza e pessimismo che può scoraggiare la spesa delle famiglie» e ostacolare la ripresa economica. Il governatore di Palazzo Koch è intervenuto a poco più di dieci giorni al vertice di Roma, che avrà luogo nella Capitale il 25 marzo per celebrare l'anniversario dei trattati europei e (cercare di) rinfocolare il sogno comunitario.

Verso il vertice di Roma e l'Ue a due velocità
Il vertice di Roma dovrebbe anche sancire l'inizio della nuova vita dell'Unione europea, quella «a due velocità» promossa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e sostenuta dai maggiori leader politici dell'Ue: Francois Hollande, Mariano Rajoy e Paolo Gentiloni. Secondo Visco è «essenziale il rafforzamento della capacità di adottare misure in grado non solo di sostenere la fiducia ma di rilanciare altresì il processo di integrazione europea» perché se è vero che «la politica monetaria sta svolgendo efficacemente il suo ruolo» (il riferimento del governatore di Bankitalia è al quantitative easing della Bce), è altrettanto vero che «da sola non può bastare». In questo momento «l'incompletezza manifesta dell’Ue» rischia di generare «chiusure rafforzando pericolose spinte centrifughe», ha sottolineato Visco.

Visco: Servono investimenti nazionali ed europei
E i rischi più elevati per le prospettive di medio termine dell’area dell’euro e dell’Italia potrebbero derivare proprio «dall’accentuarsi di un clima di incertezza e di pessimismo», che può scoraggiare i piani di spesa di famiglie e imprese e ostacolare il ritorno a un sentiero di crescita economica continua, bilanciata e sostenuta. Poiché siamo alla fine «di un lungo periodo di evoluzione stentata dell’attività economica, quando non negativa come è il caso del nostro paese», ha proseguito Visco si fa più insistente la necessità di realizzare «investimenti, privati e pubblici, nazionali ed europei» al fine di coadiuvare la ripresa e condurre l'Unione europea fuori da questo stallo economico e politico. A sessant'anni dalla stipula dei trattati di Roma, il destino dell'Ue forse non è mai stato così incerto come oggi.