2 luglio 2022
Aggiornato 20:00
Banche

Intesa Sanpaolo guarda al futuro. Messina: «Creiamo la banca dei prossimi 10 anni»

Intesa Sanpaolo presenta il nuovo piano 2022-2025 e da vita alla sua banca digitale, battezzata Isybank. Il gruppo ha archiviato, intanto, il 2021 con un aumento dell'utile netto del 19,4% a 4,2 miliardi

L'AD di Intesa SanPaolo, Carlo Messina
L'AD di Intesa SanPaolo, Carlo Messina Foto: ANSA

Intesa Sanpaolo guarda al futuro e con il nuovo piano 2022-2025 da vita alla sua banca digitale, battezzata Isybank. Il piano d'impresa, presentato oggi insieme ai conti dell'esercizio 2021, punta a connotare la Cà de Sass come «una banca solida per un mondo sostenibile, leader per Wealth Management, Protection & Advisory, a 'zero Npl', digitale e focalizzata sui ricavi da commissioni, con un forte impegno sulle tematiche Esg».

Il piano prevede tra i principali target un utile netto in crescita a 6,5 miliardi di euro nel 2025, con una crescita media annua dell'11,8% rispetto ai 4,2 miliardi di utile del 2021 resi noti oggi; il Rote è visto in aumento a circa il 14% e il Roe all'all'11,6% nel 2025 dal 7,6% nel 2021. Complessivamente, è prevista una creazione di valore pari a oltre 520 miliardi di euro «per tutti gli stakeholder» nel periodo di piano e in particolare la distribuzione agli azionisti di oltre 22 miliardi di euro - di cui oltre 6,6 miliardi nel 2022 - da dividendi cash con payout ratio al 70% nel 2022-2025 e buyback di 3,4 mld nel 2022. Ogni eventuale ulteriore distribuzione sarà valutata anno per anno a partire dal 2023.

I proventi operativi netti sono visti in aumento a 22,8 miliardi di euro nel 2025 da 20,8 miliardi di euro nel 2021, con una crescita media annua del 2,3%. In particolare, le commissioni nette sono attese in aumento a 11,1 miliardi nel 2025 da 9,5 miliardi nel 2021 (+3,9% annuo) e il risultato dell'attività assicurativa in crescita a 1,9 miliardi nel 2025 da 1,6 miliardi nel 2021 (+3,3% cagr) grazie al «forte sviluppo del ramo danni».

«Significativa» sarà la riduzione del profilo di rischio, con i crediti deteriorati lordi ridotti nel 2025 a 9,3 miliardi di euro (da 15,2 mld nel 2021) e quelli netti a 4,6 miliardi (da 7,1 mld nel 2021). Il Cet1 ratio fully phased-in sarà «superiore al 12%» nel periodo 2022-2025 secondo le regole di Basilea 3 e Basilea 4. «Saremo una banca pienamente nordica, con uno stock di 5 miliardi di crediti deteriorati, numero assolutamente gestibile nell'orizzonte del prossimo piano di impresa», ha sottolineato l'Ad Carlo Messina, che ha tenuto oggi una presentazione alla comunità finanziaria e una conferenza stampa.

Gli investimenti sono indicati a 7,1 miliardi di euro nel periodo di piano e di questi, 5 miliardi saranno per «tecnologia e crescita», inclusi circa 650 milioni nella nuova Banca Digitale. Proprio quest'ultima, in via di costruzione, è un cardine del piano industriale. Isibank è rivolta a circa 4 milioni di clienti di Intesa Sanpaolo che già non usano le filiali e generano circa 200 milioni di ricavi con un cost/income superiore al 100%. Grazie anche ad essa, il gruppo prevede una riduzione di circa 1.500 filiali, di cui 450 già chiuse nel quarto trimestre 2021. Chiusure che hanno spinto i sindacati del settore a esprimere qualche preoccupazione.

Isybank, il cui capo verrà selezionato «nelle prossime settimane», si rivolge oggi prevalentemente al mercato domestico e consente di stabilizzare e mettere al sicuro la base di clientela della banca rispetto a potenziali mire da parte del fintech. In prospettiva, ha detto Messina, la banca digitale, «deve diventare anche lo strumento per poter accedere ai mercati esteri, una piattaforma per la crescita all'estero nel settore del mass market. Ma prima dovremo essere sicuri di averlo settato e costruito sul mercato italiano».

Il gruppo ha archiviato, intanto, il 2021 con un aumento dell'utile netto del 19,4% a 4,2 miliardi: «il miglior anno dal 2007 per risultato netto, il miglior anno di sempre per i proventi operativi netti (+1,9%), per il risultato della gestione operativa (+5,4%), e per le commissioni (+9,3%)», ha sottolineato l'Ad del gruppo, che per il 2022 ha già annunciato un utile netto di «oltre 5 miliardi di euro» e un payout in dividendi cash al 70%.

«Con il nuovo piano portiamo la banca nei prossimi 10 anni, il nuovo piano ci trasporta nel futuro e crea la banca dei prossimi 10 anni», ha affermato Messina. «Una solida creazione di valore e la distribuzione agli azionisti continuerrano a essere una priorità, con una crescita di dividend cash anno dopo anno e rivaluteremmo anno dopo anno la possibilità di superare questi target. Oggi stabiliamo degli obiettivi che siamo certi di poter raggiungere, il piano è decisamente conservativo. Siamo molto sicuri che supereremo le promesse», ha aggiunto.

Non si prevedono partnership nell'asset management e sono escluse categoricamente dall'orizzonte, infine, nuove operazioni di M&A. «Non stiamo considerando alcuna fusione e acquisizione, il capitale in eccesso non verrà utilizzato nei prossimi anni per l'M&A», ha affermato Messina, il quale ha espresso la distanza della banca dalla partita in corso su Generali (che qualche anno fa era entrata temporaneamente nel mirino della Cà de Sass). Quanto alla situazione di Mps, secondo Messina oggi non rappresenta alcun rischio potenziale per il sistema creditizio. La banca senese ha però a suo avviso bisogno di tempo per lavorare su un percorso di recupero di redditività.

In Borsa il titolo Intesa Sanpaolo ha accusato un calo del 2,24% a 2,66 euro trascinato nella corrente dal mood negativo del mercato (il Ftse Mib ha chiuso con un -1,79%) dopo un avvio di seduta che era stato promettente alla luce dei risultati 2021 e del nuovo piano, con il massimo intraday toccato a 2,785 euro.