20 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
Nuove regole UE per le banche

Banche, arrivano le nuove norme: pro e contro della riforma UE

Dalla Commissione arrivano le nuove regole per le banche europee. Ecco le novità più importanti della riforma: dall'introduzione del Tlac alla riduzione degli oneri amministrativi per le banche più piccole. Ma non per tutti è un affare

Arrivano le nuove norme europee per le banche comunitarie.
Arrivano le nuove norme europee per le banche comunitarie. Shutterstock

BRUXELLES – Nuove regole in arrivo per le banche europee. La Commissione ha presentato un pacchetto globale di riforme per rafforzare ulteriormente la resilienza degli istituti di credito dell'Unione europea e coadiuvare la ripresa economica. Ma non tutti credono che la nuova normativa sia un affare. Dalla Germania giungono malumori e per il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, la riforma del sistema di regolamentazione del settore finanziario si trasformerà in un «ulteriore carico per le banche in un momento in cui la ripresa è ancora fragile».

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Arrivano nuove regole per le banche europee
Nuove regole in arrivo per gli istituti di credito comunitari. Le banche hanno un ruolo fondamentale nell'economia reale e nella promozione della crescita perché costituiscono una fonte di finanziamento essenziale per le famiglie e le imprese. Per questo l'Ue ha perseguito un'ambiziosa riforma del sistema di regolamentazione del settore finanziario per ripristinare la stabilità e la fiducia del mercato in tempi di crisi e coadiuvare la ripresa economica. La Commissione europea ha appena presentato un pacchetto di nuove norme che prevede l'attuazione di alcuni elementi che sono «essenziali per rafforzare ulteriormente la capacità delle banche di resistere ad eventuali shock», come si legge nel comunicato ufficiale.

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Dombrovskis: L'Europa ha bisogno di un sistema bancario forte
Il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'unione dei mercati dei capitali ha dichiarato: «L'Europa ha bisogno di un settore bancario forte e diversificato per finanziare l'economia». Le nuove proposte di riduzione dei rischi «si basano sulle norme concordate a livello mondiale e tengono conto delle specificità del settore bancario europeo». Bruxelles vuole riformare la normativa bancaria tenendo conto delle differenze tra i vari istituti e in particolare riducendo gli oneri amministrativi per quelli più piccoli.

Le novità più importanti della riforma
Tra gli elementi principali del nuovo pacchetto ci sono requisiti patrimoniali più sensibili al rischio e l'attuazione di metodologie in grado di rispecchiare più accuratamente i rischi reali a cui sono esposte le banche.

  • Il Tier One e il Tlac
    Nello specifico, per migliorare la solidità delle banche la Commissione chiede un nuovo coefficiente massimo di leva finanziaria per gli istituti più grandi pari al 3% del capitale Tier One e l'obbligo per gli enti a rilevanza sistemica a livello globale (in Italia solo Unicredit) di detenere livelli minimi di capitale e altri strumenti che assorbono le perdite in fase di risoluzione. Questo requisito è noto come «capacità totale di assorbimento delle perdite» (Tlac), e sarà integrato nell'attuale sistema Mrel (requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili).
  • Più aiuti alle pmi
    Nel pacchetto dell'esecutivo sono contenute anche misure volte a migliorare la capacità di prestito delle banche per sostenere l'economia reale dell'Ue. In particolare, sono proposte misure specifiche per rafforzare la capacità delle banche di erogare prestiti alle Pmi e finanziare progetti infrastrutturali.
  • Riduzione degli oneri amministrativi per le piccole banche
    Per le banche di piccole dimensioni e non complesse, ridurre gli oneri amministrativi connessi ad alcune norme in materia di retribuzione (in particolare in materia di dilazione e pagamento in strumenti quali azioni), che nel loro caso risultano sproporzionati; rendere la normativa Crd/Crr più proporzionata e meno onerosa per gli enti più piccoli e meno complessi in cui alcuni degli attuali obblighi di informativa, di segnalazione e legati a portafogli di negoziazione complessi sembrano non essere giustificati da considerazioni prudenziali.

Verso un inasprimento delle norme
Non tutti però ritengono che la nuova normativa sia un affare. Da Berlino arrivano malumori e il Italia il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, ritiene che il pacchetto di riforme si possa trasformare in una zavorra per le banche già provate dalla crisi economica. «Bisognerà approfondire i documenti, ma a una prima valutazione si tratta di un ulteriore carico per le banche e di inasprimento delle richieste di capitale, in un momento in cui la ripresa è ancora fragile e il contesto internazionale non è facile», ha dichiarato Sabatini. Il dg dell'Abi riconosce alla riforma il merito di aver reso permanente 'Il sme supporting factor', che prevede accantonamenti più bassi per le banche che concedono prestiti alle pmi. Ma «se poniamo questo aspetto positivo su un piatto della bilancia e sull'altro ci mettiamo le altre misure come quelle sul leverage ratio, il Mrel, il Tlac e la liquidità, allora l'ago pende verso un ulteriore inasprimento», conclude Sabatini.