17 ottobre 2019
Aggiornato 09:30
Crisi del debito

Il mondo di Hobbes è realtà: debito mondiale senza freni, 225 mld pronti a esplodere

Oltre 5 secoli fa Martin Lutero cominciava la sua battaglia contro l'usura. Oggi non esiste uomo, impresa o stato che non sia fortemente indebitato. Complessivamente il debito mondiale ha raggiunto quota 225 miliardi di dollari e sembra sul punto di esplodere.

ROMA - Nel 1520 Martin Lutero iniziò la sua carriera di riformatore con appassionate campagne contro l’usura: la sua accusa alla chiesa di Roma verteva infatti sul concetto di «usura morale», deriva che si nascondeva dietro la vendita delle indulgenze. Subito ottenne enorme consenso, e subito si accorse di aver liberato delle fiamme che da tempo giacevano sotto la cenere. A Lutero si affiancarono riformatori ancora più radicali, che incitavano l’enorme turba di quel tempo a non pagare più alcun tipo di debito, perché pratica contraria alla parola dell’Antico Testamento. Nel 1524 Lutero si accorse che la situazione era fuori controllo, e tornò sui suoi passi: i Vangeli, scrisse e disse, descrivevano solo un comportamento ideale inarrivabile per l’uomo, che doveva essere governato con la spada e col sangue perché la corruzione del peccato è inestirpabile.

Il potere travolgente di Mammona
Lutero, conscio che stava saltando l’impalcatura sociale, sostenne che la pratica dell’usura era totalmente condannabile, ma un interesse intorno al 5% era legale, e in nessun caso i debitori hanno il diritto a violare la legge. La Chiesa, come noto, era inflessibile con l’usura. Perché combatteva quanto poi realizzatosi nei secoli seguenti, rischio inquadrato nella figura di Mammona: la creazione di una morale rivale. Il denaro, e ancor prima il debito, hanno il potere di avere una coscienza autonoma e se gli si permette di espandersi diventa un imperativo morale da far apparire bizzarro ogni altro pensiero. Per i debitori tutta la vita diventa strumento per redimersi, per restituire. Il debito travolge tutto: relazioni umane in primis. L’umanità si confronta con questi problemi morali e materiali da sempre, e l’esempio di Martin Lutero potrebbe essere riprodotto per ogni epoca a ogni latitudine.

Oggi come nel 1500
La recente notizia pubblicata su alcuni quotidiani relativa al debito mondiale fuori controllo non è una novità storica. Secondo uno studio del Fondo monetario internazionale il mondo starebbe per affondare in un mare di debiti: 152.000 miliardi di dollari, il 225% del Pil globale. Molto meglio del rapporto debito /Pil greco, ad esempio: pari al 380%. La cifra «mondiale» è riconducibile, dice lo studio, a famiglie, imprese e governi. Cosa sia stato utilizzato per giungere a questa cifra non è chiaro: sicuramente non sono stati calcolati gli strumenti derivati che vagano sul mercato: si pensi che solo Jp Morgan ha posizioni esposte per circa 70.000 miliardi di dollari, e più o meno viaggia intorno a quella cifra anche Deutsche Bank. In questa massa debitoria enorme, la parte del leone la fanno gli Stati Uniti, con circa 19.000 miliardi di dollari di debito pubblico nel 2015, pari al 270% del loro Pil, in aumento di circa 1000 miliardi all’anno.

Ogni stato, impresa o uomo ha a che fare con un debito
La Federal Reserve detiene circa 1500 miliardi di questo debito, seguita dalla Banca centrale cinese con 1000 miliardi. Il debito delle famiglie americane, privato quindi, ammontava al termine del 2014 a 13.000 miliardi, con particolare incidenza nelle famiglie che hanno figli che studiano nelle università private: 1,16 trilioni di dollari. L’11% di queste famiglie è in ritardo con i pagamenti o si può considerare fallita. Il debito pubblico italiano è ben poca cosa rispetto queste mega cifre: 2200 miliardi di dollari, il doppio di quello degli studenti Usa, con un rapporto con il Pil pari al 132%. Lontanissimi la Germania di Martin Lutero, con un rapporto inchiodato al 74%. La Francia è al 95%. E così via: ogni stato, impresa e uomo ha a che fare con un debito, sia esso pubblico o privato. Come è stato possibile giungere a questo livello?

Come nasce il debito
Leggenda vuole che alla base della «crisi debitoria» in essere vi siano particolari meccanismi finanziari di inaudita complessità. Una verità parziale, perché la parte più cospicua del debito di famiglie, stati e imprese è data dal più tradizionale meccanismo di strozzinaggio. Denaro dato in prestito a soggetti senza liquidità, tassi di interesse elevati rispetto, per chi non ha nulla può essere tale anche il 5% che Martin Lutero reputava accettabile, successiva privazione del patrimonio privato. Vale per lo stato italiano, come per una famiglia Usa che manda al college un ragazzo. L’attuale voragine prende origine, infatti, dopo la crisi dei sub prime scatenatasi nel 2008. Il debito mondiale da quell’anno, anziché stemperarsi, è esploso.

Dalla catastrofe al collasso sistemico
Dal 2007 infatti il debito globale mondiale è cresciuto di altri 57mila miliardi di dollari facendo salire il rapporto tra debito e Pil (sempre a livello globale) di 17 punti percentuali. A fine 2014, sette dopo la più grave crisi dal Dopoguerra, il mondo ha cumulato un debito complessivo di 199mila miliardi di dollari, quasi tre volte il valore del Pil globale. Oggi, dopo solo 2 anni da quello studio è a quota 225. La Cina ha quadruplicato il suo debito negli ultimo sette anni. La massa monetaria che ha creato l’enorme bolla è stata creata dalle banche centrali che hanno inondato il mondo di carta moneta, nel caso migliore, o di semplici bit elettronici. Per questa ragione, una minima oscillazione dei tassi di interesse all’insù non è sostenibile dal sistema. La teoria della catastrofi recita così: se vuoi uscire da una catastrofe devi entrare dentro una catastrofe più grande. Il processo si conclude con un collasso sistemico.

Perché Hobbes ha totalmente vinto
Sarebbe necessaria una ristrutturazione globale del debito, una decurtazione del suo valore monetario. Ma si pongono immensi problemi politici apparentemente insuperabili. Una soluzione drastica, per altro storicamente praticata, e normata, dalla religione cristiana e non solo. Una storia vecchia di cinquemila anni, perché i problemi che abbiamo oggi, in questa società iper tecnologica, sono esattamente uguali a quelli di Martin Lutero, dei Sumeri, dei Romani, dell’impero Ming e mille altri ancora. Secondo S. Agostino «l’amore di Dio porta alla benevolenza verso i nostri simili, mentre fin dalla caduta siamo maledetti da un desiderio infinito e insaziabile.» Il concetto agostiniano anticipava la competizione senza fine dell’uomo per le risorse scarse in un mondo finito, ovvero il Leviatano di Hobbes: una nuova devastante prospettiva morale nel quale trovava pieno sviluppo il concetto di «interesse», che prende il posto dell’amore agostiniano. Interesse, tasso di interesse, debito: il mondo si racchiude in poche parole. Centocinquantaduemila miliardi di debiti nel mondo: Hobbes ha totalmente vinto.