29 giugno 2017
Aggiornato 04:00

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I 315 miliardi di Juncker sono solo 21

Il Piano Juncker sarà basato su un nuovo «Fondo europeo per gli investimenti strategici» con una dotazione di capitale pubblico di almeno 21 miliardi di euro in tre anni, provenienti dal bilancio Ue (16 miliardi), e dalla Banca europea per gli investimenti (Bei, 5 miliardi); più i contributi volontari degli Stati membri.

Nomine UE, vertice inutile

Renzi è apparso abbastanza irritato per l'inconcludenza della riunione, e ha criticato la sua insufficiente preparazione da parte del presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. «Se la prossima volta ce lo dicono prima risparmiamo, possono mandarci un messaggino», ha ironizzato il Premier.

Dopo il giorno di Juncker, i leader europei alle prese con le altre nomine

L'elezione di Jean-Claude Juncker oggi a Strasburgo, con un'ampia e forte maggioranza dell'Europarlamento, alla presidenza della prossima Commissione europea non ha semplificato le trattative in corso fra i governi degli Stati membri e le «famiglie» politiche continentali per decidere le altre nomine al vertice delle istituzioni Ue, a cominciare dall'Alto Rappresentante per la Politica estera.

Dalla scissione di SEL nasce LED

Nasce con questi presupposti Libertà e Diritti-Socialisti europei, il nuovo contenitore nato dai parlamentari che hanno lasciato Sel. A presentarlo in conferenza stampa la portavoce Titti Di Salvo, insieme a Gennaro Migliore e Claudio Fava.

Schulz verso la presidenza dell'Europarlamento

E' quanto, almeno, fa capire l'ex presidente dell'Assemblea di Strasburgo, Martin Schulz, dimessosi da qualche giorno per tornare a guidare il gruppo del Pse all'Europarlamento, in modo da partecipare ai negoziati sulle nomine fra i capi di governo e le maggiori famiglie politiche europee.

Anche Civiltà Cattolica benedice Renzi

Il quindicinale dei gesuiti: "Al di là di ogni previsione, il voto espresso dall'Italia è il più europeista e mette il premier nella condizione di assumere un ruolo di protagonista e alternativo alla proposta di rigore della Germania. Il leader del più grande partito democratico europeo è chiamato anche a riscrivere il riformismo sociale e l'identità del Pse"

Renzi: Ora «cambiare verso» all'Europa

L’Italia ora è più forte in Europa e potrà chiedere un cambio di passo nelle politiche comunitarie, a maggior ragione dopo la batosta dei partiti di governo nella stragrande maggioranza dei paesi Ue. Ma anche nel grande risiko che si apre nelle nomine tra Bruxelles e Strasburgo da martedì il Belpaese chiede maggiore rispetto.

Gli «euroscettici» irrompono a Strasburgo

Oltre 140 parlamentari proveranno a scatenare un «terremoto politico» a Strasburgo, almeno pari a quello registrato in alcuni paesi, Francia e Regno Unito in primis. Un vero e proprio boom è stato quello del Front National di Marine Le Pen in Francia, risultato il primo partito con il 25,40%, davanti all'Ump dell'ex presidente Sarkozy

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