23 settembre 2018
Aggiornato 04:30

Dall'Italia all'Europa: dove rischiamo di ritrovarci Gentiloni (e Draghi)

Cacciato dal governo, l'ex premier italiano sarebbe il candidato favorito dei socialisti per la Commissione europea. Mentre il capo della Bce finirebbe all'Fmi
Paolo Gentiloni durante il suo intervento alla Festa dell'Unità
Paolo Gentiloni durante il suo intervento alla Festa dell'Unità (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA – Gli italiani, con le ultime elezioni politiche, gli avevano dato il benservito dal governo del nostro Paese: eppure, dopo le prossime politiche, rischiano di ritrovarselo su una poltrona ancora più alta, quella della Commissione europea. Paolo Gentiloni, infatti, sarebbe il candidato prescelto del Partito socialista europeo per la successione di Jean Claude Juncker, l'attuale presidente che ha già annunciato di non ricandidarsi alla prossima tornata elettorale.

Un aiuto dal Portogallo
Il Partito popolare, che attualmente gode ancora di un discreto seguito a livello europeo (nonostante l'avanzata sempre più evidente dei sovranisti), intende fare avanti il tedesco Manfred Weber. I socialisti, invece, punterebbero proprio sull'ex premier italiano, spinto, secondo il quotidiano La Stampa, dal presidente portoghese Antonio Costa, uno dei pochi uomini di centrosinistra ancora al governo in Europa. Al piddino questa carica così prestigiosa, già ricoperta in passato da Romano Prodi, in effetti, non dispiacerebbe affatto. Peccato che ci siano almeno due ostacoli tra lui e la guida dell'Unione. Il primo: i sondaggi elettorali, che danno pochissime chance di successo al suo Pse nella prossima consultazione. Il secondo: che per candidare un italiano alla presidenza della Commissione serve l'assenso del governo italiano, che essendo a maggioranza Lega-M5s difficilmente potrebbe dare il via libera ad uno dei leader del Pd.

Nuovo sbocco per il banchiere
Intanto c'è anche un altro nostro connazionale, però, che punta a rilanciarsi con un ruolo importante: è Mario Draghi, in scadenza dalla presidenza della Banca centrale europea nel prossimo ottobre 2019. Secondo l'indiscrezione de Il Giornale, infatti, l'idea allo studio sarebbe quella di un clamoroso scambio di posizioni tra la Bce e un'altra delle maggiori istituzioni economiche mondiali, il Fondo monetario internazionale. L'attuale boss dell'Fmi, Christine Lagarde, anch'essa a fine mandato, potrebbe dunque trasferirsi a Francoforte e Draghi, invece, traslocare al Fondo prendendo il suo posto. Niente male, come chance per riciclarsi...