15 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

Dalla scissione di SEL nasce LED

Nasce con questi presupposti Libertà e Diritti-Socialisti europei, il nuovo contenitore nato dai parlamentari che hanno lasciato Sel. A presentarlo in conferenza stampa la portavoce Titti Di Salvo, insieme a Gennaro Migliore e Claudio Fava.

ROMA - La certezza è che «non sarà mai un partito»; la speranza è che possa diventare lo stimolo per la creazione del «campo unitario» di una sinistra «di governo». Nasce con questi presupposti Libertà e Diritti-Socialisti europei, il nuovo contenitore nato dai parlamentari che hanno lasciato Sel. A presentarlo in conferenza stampa la portavoce Titti Di Salvo, insieme a Gennaro Migliore e Claudio Fava. In sala anche gli altri 6 deputati che daranno vita al gruppo, in attesa del decimo onorevole che «tecnicamente» consentirà la nascita del gruppo.

Processo unitario nel campo progressista
«Abbiamo dato vita a un'associazione e a un gruppo parlamentare», spiega Di Salvo, sottolineando come le parole scelte per identificarli, Libertà e diritti-Socialisti europei, «rendono evidente la visione del Paese: un Paese per donne, per giovani, della cultura. Scegliamo anche un campo, quello dei Socialisti europei. Queste sono le ragioni di questa iniziativa politica perche si avvii e si consolidi un processo unitario nel campo progressista che possa guidare il Paese fuori dalla crisi definitivamente».

Non sarà un nuovo partito
Le fa eco Migliore: «Noi abbiamo in testa una cosa molto semplice, ridare alla sinistra una unità di azione e anche di organizzazione. Lavoriamo per questo, vogliamo costruire una grande unità nell'ambito del socialismo europeo. Siamo impegnati in Italia nel sostenere le ragioni di una sinistra che si confronta col governo e non innalza la bandiera del pregiudizio. Il motivo della scelta è evidente: in Sel questo spazio non era più sufficiente». Sicuramente «non sarà un nuovo partito: è un luogo aperto, speriamo possano arrivare esponenti di altre formazioni, non dichiariamo nessuna incompatibilità». Intanto, «non è solo un'operazione di parlamentari, come qualcuno prova a raccontarla: ci sono sindaci, consiglieri regionali e comunali. I segnali sono incoraggianti», in attesa dell'assemblea nazionale di settembre che tirerà le prime somme al termine della prima fase della campagna di tesseramento.

Nasciamo per unire, non per frammentare
Perchè soprattutto, rivendica Migliore, «nasciamo per unire, non per frammentare ancora: la frammentazione politica è stata un grande problema, noi vogliamo ricostruire invece un pluralismo dove la sinistra abbia la sua voce». Ovviamente facendo i conti con il partito egemone nel campo del centrosinistra: «Il Pd è il partito principale del centrosinistra, ha rappresentato una speranza contro i populismi, è interlocutore necessario, obbligato e fondamentale: avremo una collaborazione stretta e anche un confronto serrato». Nella speranza, conclude Fava, che «il Pd raccolga la proposta di un luogo di rappresentanza, di confronto culturale e scelga di cambiare il quadro esistente».