19 luglio 2019
Aggiornato 09:30

Il Milan di Brocchi-Berlusconi prende forma

Il neo allenatore rossonero ha respinto con vigore le illazioni sulla sua eccessiva accondiscenza nei confronti del presidente. Le scelte di formazioni di Brocchi però vanno tutte in tal senso: Mexes titolare in difesa, Locatelli a centrocampo e Bonaventura dietro le punte. Per la gioia di Silvio Berlusconi, finalmente accontentato.

MILANO - «Non sono uno yes-man, ma conosco il rispetto e ho sempre rispettato i miei superiori, in tutta la mia vita». Così Cristian Brocchi, nel corso di un’affollatissima conferenza stampa organizzata per la sua presentazione, rispondeva alle legittime domande di chi sollevava il problema delle prevedibili ingerenze di Silvio Berlusconi nella scelte delle formazioni.
«Per me la condivisione e il confronto dovrebbero far parte della vita di tutti - le parole del neo allenatore del Milan -. Con il presidente ho un rapporto di scambio di vedute e sarà così anche con Galliani e il mio staff. Da tutti c'è da prendere e qualcuno può sempre darti qualcosa a cui non avevi pensato».

Il rilancio di Mexes
Nessun motivo per dubitare della buona fede dell’ex centrocampista rossonero, ma le indicazioni tecnico-tattiche arrivate dai primi allenamento del nuovo Milan targato Brocchi aprono qualche spiraglio alla dietrologia.
Partiamo dalla difesa, dove uno dei primi a beneficiare dell’insediamento a Milanello del nuovo tecnico pare essere Philippe Mexes, finora giubilato senza appello da Mihajlovic. Malgrado la stima incondizionata di Silvio Berlusconi e tutti i tentativi fatti dal presidente per rilanciarlo, a cominciare dal doppio veto alla cessione del francese, prima la scorsa estata, poi a gennaio, il serbo gli ha sempre preferito Alex, Zapata e perfino Rodrigo Ely. Uno smacco inaccettabile per l’imperatore di Arcore. Oggi Mexes potrebbe tornare titolare, e non solo per il finale di stagione.

Il pupillo Locatelli
Anche nella zona centrale del campo, i primi allenamento di Brocchi hanno espresso indicazioni ben precise riguardo quella che potrebbe essere la nuova formazione titolare del Milan: A centrocampo, infatti, il nuovo allenatore rossonero ha provato un trio formato da Montolivo al centro, supportato ai lati da Kucka e - udite udite - Manuel Locatelli, guarda un po’ un pupillo di Berlusconi.

Jack trequartista
E per finire l’attacco che potrebbe riservare le maggiori sorprese rispetto all’ultimo Milan di Mihajlovic. Fedele alle indicazioni - da leggere «imposizioni» per i maligni - presidenziali, Brocchi ha già annunciato di voler abiurare il 4-4-2 serbo per puntare ad un più berlusconiano 4-3-1-2. E indovinate chi andrà a fare il trequartista dietro le due punte Bacca e Balotelli?
Piccolo suggerimento per i più distratti, leggete questo stralcio di un’intervista al presidente del Milan, di fine febbraio 2016: «Per me il ruolo di Bonaventura, che è un fuoriclasse assoluto e che quest’anno è stato il migliore giocatore del Milan, è quello di mezzala classica dietro le due punte. Oggi Mihajlovic gioca con il 4-4-2 e su questo abbiamo qualche dibattito ogni tanto, ma Bonaventura è sulla strada per diventare un grandissimo trequartista».

Nessuno dica yes-man
Sarà un caso, ma il nuovo Milan di Brocchi giocherà con l’ex atalantino a fare da raccordo tra centrocampo e attacco, malgrado le sue prestazioni in quel ruolo (anche Mihajlovic a inizio stagione ci aveva provato) siano state sempre tutt’altro che lusinghiere. Ma tant’è, per compiacere il capo si fa questo ed altro: si tirano fuori dalla naftalina vecchi campioni, si lanciano giovanissimi marchiati a fuoco da dichiarazioni berlusconiane pesanti come macigni («abbiamo in casa il nuovo Pirlo») e si cambia ruolo ad uno dei migliori giocatori della rosa ben sapendo che la scelta potrebbe essere rischiosa per gli equilibri tattici della squadra.
Ma che nessuno accusi Brocchi di essere uno yes-man, ci mancherebbe altro.