23 ottobre 2021
Aggiornato 00:30
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La «truffa» degli aiuti alla Grecia spiegata chiaramente da D'Alema, tra una risatina e l'altra

Ospite a RaiNews24, Massimo D'Alema ha spiegato molto banalmente il meccanismo di funzionamento perverso degli aiuti europei

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ROMA - Ospite a RaiNews24, Massimo D'Alema ha spiegato molto banalmente, tra una risatina e l'altra – come da suo solito – il meccanismo di funzionamento perverso degli aiuti europei. C'è una moneta unica, certo, ma differenti livelli di competitività. Un esempio? In Germania «il costo del denaro è bassissimo, anzi addirittura l'interesse è negativo. Quindi le banche tedesche raccolgono denaro dai risparmiatori tedeschi, cosa che per loro ha un costo bassissimo, quasi nullo, e comprano i titoli della Grecia, che paga il 15% di tassi di interesse, e guadagnano una montagna di soldi».

Rubare ai poveri per dare ai ricchi
Quindi, in soldoni, prosegue D'Alema, «da un Paese povero come la Grecia enormi risorse di denaro vengono trasferite verso un Paese ricco come la Germania attraverso la differenza dei tassi di interesse». La conseguenza semplice di tutto ciò? «Il Paese povero diventa sempre più povero e quello ricco sempre più ricco. Quando il povero non ce la fa più interviene l'Unione europea».

Altro che pagare le pensioni dei greci...
Abbiamo dato alla Grecia 250 miliardi di euro, «non per le pensioni dei greci» puntualizza l'ex presidente del Consiglio, «ma per pagare gli interessi alle banche francesi, tedesche e molto parzialmente italiane». 220 miliardi di questi 250 sono andati direttamente alle banche prestatrici. «Quindi quando si dice che noi non paghiamo le pensioni ai greci non è vero, noi paghiamo le banche. Il denaro fa un giro lungo certo, ma i greci non ne sentono neanche l'odore». Un meccanismo che, evidentemente, conclude D'Alema, «non può reggere a lungo».