23 marzo 2019
Aggiornato 13:30
Il ministro Gentiloni a Bruxelles in disaccordo con la Merkel

Primo accordo Tsipras-Renzi: no a nuove sanzioni contro Putin

La situazione nell'Ucraina dell'Est precipita. A Bruxelles si tiene il Consiglio Ue straordinario per decidere come intervenire sulla delicata questione. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, si dice convinto che la strada giusta non è quella delle ulteriori sanzioni alla Russia: è necessario che l'Europa inviti «la Russia, con fermezza, ad attuare il Protocollo di Minsk».

BRUXELLES - «Non credo che l'Europa debba prendere decisioni premature in materia di ulteriori sanzioni in settori economici rispetto a quelle già in corso». È così che il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni si pronuncia al suo arrivo a Bruxelles per il Consiglio Ue straordinario sulla situazione in Ucraina. Il ministro è, però, fermo rispetto a quanto sta avvenendo nell'Ucraina dell'Est, dove la situazione sta precipitando: «Credo che l’Europa debba condannare in modo molto fermo quello che è successo in questi giorni», ovvero le azioni «da parte dei separatisti nelle regioni orientali dell’Ucraina; credo – ha aggiunto – che debba invitare la Russia, con fermezza, ad attuare il Protocollo di Minsk».

ANCORA RESTRIZIONI PER LA RUSSIA - Una bozza di conclusioni circolata nei giorni scorsi e convalidata dal rappresentante del governo francese prima del vertice di Bruxelles «proroga delle misure restrittive contro persone e società che minacciano o minano la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina» fino a dicembre del 2015, quando le misure restrittive erano state emanate nel marzo del 2014. qualora non venissero rinnovate troverebbero scadenza nel marzo del 2015. Sembra che, inoltre, la bozza presenti una richiesta all'Alto Rappresentante e alla Commissione europea: «entro una settimana una proposta di decisione con una lista aggiuntiva» di persone e società da sottoporre alle limitazioni avanzate, e che i servizi della Commissione e il Servizio di azione esterna dell’Ue (Eeas) inizino «un ulteriore lavoro preparatorio su qualsiasi azione appropriata, in particolare su nuove misure restrittive, volta a garantire una rapida e completa attuazione degli accordi di Minsk».

RENZI COME TSIPRAS - Le parole del ministro degli Esteri italiano, dunque, sembrano andare nella stessa direzione di quelle espresse nei giorni scorsi dal neo primo ministro greco, Alexis Tsipras. Fermamente convinto della inadeguata politica seguita dall'Unione europea, il leader di Syriza si dice convinto che non sia questa la via da prendere nei confronti della Russia di Putin e riiuta la dichiarazione congiunta degli altri 28 Paesi europei a favore delle «ulteriori misure restrittive» da perpetrare ai danni della Russia.

ANGELA E BARACK CONTRO PUTIN - A pensarla diversamente, però, sono la cancelliera Angela Merkel e, oltreoceano, il presidente statunitense Barack Obama. Secondo i due leader mondiali, per rispondere all'inasprirsi della situazione nell'Ucraina dell'est, la sola via da battere è quella del pugno duro nei confronti del Paese aggressore, la Russia, appunto. Diverse le telefonate tra i due, preoccupati per l'evolversi della vicenda nell'est dell'Europa. A tormentare Merkel e Obama è in particolare, il «significativo aumento della violenza nell’Ucraina dell’est, il sostegno della Russia ai separatisti e il mancato rispetto degli accordi di Minsk».

PRONTI A SANZIONARE - La soluzione è una soltanto: intervenire innanzitutto apportando aiuti all'Ucraina, perché è necessario un «robusto pacchetto di aiuti finanziari all’Ucraina», perfettamente d'accordo, però, sull'obbligatorietà di evidenziare i crimini che Putin perpetra nei confronti dell'Ucraina: «la Russia deve essere responsabile delle sue azioni». In conseguenza di ciò, le due potenze si muoverebbero sin da subito per provvedere alla disposizione di nuove sanzioni, col supporto degli altri Stati membri dell'Unione europea