25 maggio 2022
Aggiornato 02:00
Fonti UE

Crisi Ucraina, ecco cosa innescherebbe le «severe sanzioni» contro la Russia

Le sanzioni europee scatteranno solo nel caso in cui vi fosse un attacco militare portato al territorio ucraino da truppe russe. Non basterebbero, insomma, gli attacchi delle forze separatiste filorusse

Il Presidente russo, Vladimir Putin
Il Presidente russo, Vladimir Putin Foto: kremlin.ru

BRUXELLES - Fonti qualificate dell'Ue hanno spiegato a Bruxelles quali circostanze innescherebbero il meccanismo delle «severe sanzioni» contro la Russia che l'Unione ha preparato, in coordinamento anche con gli alleati della Nato, in risposta a un'eventuale ulteriore aggressione di Mosca contro l'Ucraina. Le sanzioni, hanno precisato le fonti, scatteranno solo nel caso in cui vi fosse un attacco militare portato al territorio ucraino da truppe russe. Non basterebbero, insomma, gli attacchi delle forze separatiste filorusse che hanno già in parte occupato la regione del Donbass (Ucraina orientale).

Gli attacchi e le violenze ripresi in questi giorni nel Donbass, in violazione degli accordi sul cessate il fuoco, non sono una cosa nuova, hanno osservato le fonti, confermando che da parte europea si considera che i responsabili di questi atti siano «le forze secessioniste» appoggiate dalla Russia. Secondo le fonti, le forze ucraine sotto il controllo di Kiev, invece, «stanno semplicemente tenendo le posizioni».

Nel Donbass, comunque, c'è una missione di osservatori dell'Osce (l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) che potrà verificare le responsabilità degli atti di aggressione. Ma comunque, hanno affermato le fonti, «non ci saranno provocazioni da parte dell'esercito ucraino, questo deve essere molto chiaro».

Un'altra questione che preoccupa non poco gli europei è la disinformazione da parte della Russia, con una retorica che sta diventando particolarmente aggressiva. Particolarmente grave è considerata l'accusa a Kiev di intenzioni genocidarie nei confronti delle comunità ucraine di etnia russa. «Questa non è più disinformazione, ma un atto di guerra», con l'evidente intento di «giustificare l'ingiustificabile», hanno sottolineato le fonti.

D'altra parte, però, è molto più difficile un'operazione di disinformazione di tipo «false flag», ovvero l'attuazione di una provocazione militare attribuita all'avversario, per giustificare un'aggressione come risposta al falso attacco. Questo poteva succedere, ed è successo «in passato», ma «non può più accadere oggi, con i social media, le videocamere degli smartphone, le immagini satellitari a disposizione di tutti. Abbiamo le informazioni e la capacità di raccoglierle per sapere esattamente che cosa è accaduto», hanno rilevato le fonti.

Comunque, hanno aggiunto, in caso di attacco russo, verrebbe innescato immediatamente il meccanismo delle sanzioni, con la convocazione del Consiglio Affari esteri dell'Ue che attiverebbe (all'unanimità) le misure; e ci vorrebbero «giorni, non settimane» per attuarle, visto che è già stata presa la decisione politica «al massimo livello».

La crisi russo-ucraina sarà al centro della riunione del Consiglio Affari esteri dell'Ue lunedì prossimo a Bruxelles, a cui è invitato a partecipare il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba.