17 settembre 2019
Aggiornato 12:00
Banche

Padoan: «Servono norme per chiarire le responsabilità dei manager»

Il ministro dell'Economia del governo Gentiloni è intervenuto in audizione in commissione Finanze del Senato per tirare le fila delle crisi superate dal sistema bancario nazionale

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, chiede norme che chiariscano le responsabilità dei manager bancari.
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, chiede norme che chiariscano le responsabilità dei manager bancari. ANSA

ROMA - Pier Carlo Padoan chiede un cambio di passo nella gestione dei crediti deteriorati. Oggi il ministro dell'Economia del governo Gentiloni ha firmato il decreto che istituisce il comitato per l'educazione finanziaria e a dirigerlo è stata chiamata Annamaria Lusardi, autorità indiscussa a livello globale in materia di educazione finanziaria. Il numero uno del Mef, in audizione in commissione Finanze del Senato, si è detto certo che l'attività del Comitato saprà colmare le lacune del sistema e migliorare la stabilità del sistema bancario italiano. Il decreto dovrà essere controfirmato dal Miur e dal Mise. Padoan si è detto inoltre «favorevole» all'introduzione di una «norma per azioni di responsabilità che chiarisca che le responsabilità gravi in questo campo sono particolarmente importanti e che debbono essere prima di tutto evitate, ma se del caso sanzionate». Padoan, riferendosi al sistema sanzionatorio, ha definito «fondamentale» il «trattamento di chi ha avuto responsabilità gravi».

Una gran parte del rischio bancario è stata abolita
Il numero uno del Mef si è detto altresì «convinto, ma non sono il solo", che con la soluzione concreta e relativamente rapida dei due casi di maggiore criticità, cioè Mps e le banche venete, «una gran parte del rischio percepito è stato tolto dal tavolo e questo lo abbiamo visto in molti modi, sicuramente dall'andamento del listino azionario che è tra quelli che ha guadagnato di più». Monte Paschi Siena, in particolare, che «ha messo in piedi un piano realistico», potrà dare un «contributo molto importante al sistema economico italiano».

Sul caso Mps e le banche venete
Ne è convinto il ministro dell'Economia, che ha ricordato come «sia il momento che il livello» del timing per la ricollocazione sul mercato dell'Istituto siano «estremamente delicati» e ha assicurato che la scelta sarà fatta nel modo «più efficiente possibile».La vicenda delle due banche venete inoltre spinge a ripensare il rapporto tra liquidazione e risoluzione. «In questa fase transitoria è opportuno mantenere la flessibilità oggi garantita che consente di accompagnare l'uscita dal mercato delle banche con aiuti pubblici, da valutare caso per caso, idonea a garantire la liquidazione ordinata», ha detto il ministro dell'Economia in audizione davanti alla commissione Finanze del Senato.

A volte l'intervento privato non basta
Per Padoan «le condizioni di accesso alla ricapitalizzazione precauzionale sono già estremamente restrittive» e l'opzione della ricapitalizzazione precauzionale deve rimanere «pienamente disponibile soprattutto in relazione agli esercizi di stress avverso». "Ci sono situazioni - ha sottolineato il ministro - in cui l'efficienza e la capacità di aggiustamento delle singole banche non sono suscettibili a garantire l'aggiustamento. Ci sono casi in cui l'intervento privato non basta». Nel caso delle banche venete una liquidazione «atomistica» e non ordinata avrebbe comportato una stretta creditizia da 22 miliardi di euro, un impatto su 55mila imprese e conseguenti ricadute occupazionali e entro 7 giorni il sistema bancario avrebbe dovuto mettere a disposizione 13 miliardi per i depositi da rimborsare.