18 settembre 2019
Aggiornato 01:00
Crisi Bpvi e Veneto Banca

Salvataggio banche venete, Bankitalia: «Era necessario per evitare un grave shock»

Dopo la stipula del contratto di acquisto con cui Intesa San Paolo si è impegnata a comprare la parte sana della Popolare di Vicenza e Veneto Banca, la Banca d'Italia è intervenuta nel dibattito politico-economico

L'amministratore delegato di Veneto Banca, Fabrizio Viola, è pronto alla procedura coatta amministrativa.
L'amministratore delegato di Veneto Banca, Fabrizio Viola, è pronto alla procedura coatta amministrativa. ANSA

MILANO – Intesa San Paolo ha acquistato al prezzo simbolico di un euro la parte sana delle due banche venete. I debiti e le sofferenze delle ex popolari saranno trasferiti in una bad bank dall'incerto destino. E tutta l'operazione verrà finanziata con denaro pubblico. Ma per Bankitalia il salvataggio di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca «è un'operazione necessaria e inevitabile, con costi contenuti per lo Stato». Lo ha affermato il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Fabio Panetta, secondo cui bisognava evitare a tutti i costi uno shock finanziario e uno shock per l'economia reale, che avrebbero avuto gravi conseguenze sul territorio. In particolare, sarebbero stati coinvolti nella crisi i finanziamenti in corso verso circa 20mila imprese piccole e medie e ci sarebbe stato un impatto su circa 600mila persone.

L'arringa di Bankitalia
Secondo Bankitalia, si è anche «evitato uno shock ulteriore ai risparmiatori che avevano investito nelle due banche».Stando infatti alle notizie che arrivano dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, non avrà luogo alcun bail in. L'operazione, ha aggiunto Panetta in un briefing in Via Nazionale, «è totalmente nell'ambito delle norme comunitarie, così come emerge dalle valutazioni delle autorità europee».Secondo il numero uno di via Nazionale, Intesa Sanpaolo «ha le dimensioni, la struttura e il management per rendere redditizia la parte buona» di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca. L'istituto guidato da Carlo Messina «ha le economie di scala, una migliore percezione degli operatori di mercato e si indebita a costi più bassi».

Verso il salvataggio di Mps
Nell'operazione di salvataggio di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca «lo Stato potrebbe non perdere nulla, forse ci guadagna, e se perde qualcosa sarebbe un costo ridotto logico da sopportare». Lo Stato, infatti, sempre secondo Panetta, «anticipa una somma e ne aspetta il rientro» . L'esborso, intanto, è pari a ben 4,8 miliardi di euro. Buone notizie intanto sembrano giungere da Siena perché secondo il responsabile della Vigilanza della Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo, l'operazione di salvataggio di Mps è ormai prossima alla conclusione. «Per Mps siamo alla fine, manca solo il consenso formale della direzione generale Ue per la concorrenza. La cartolarizzazione - ha concluso Barbagallo durante un briefing in via Nazionale - è stata possibile grazie all'intervento di Altante. Questa operazione ha chiuso il cerchio».