26 giugno 2019
Aggiornato 19:30
Boom dei voucher

Voucher, il governo si dice pronto a intervenire per combattere il lavoro nero

In Italia il boom dei voucher non si ferma ed è la foglia di fico dietro cui si nasconde e cresce il lavoro nero. Il governo Gentiloni sta vagliando alcune misure per ridurre l'abuso dei buoni lavoro

ROMA – La bolla dei voucher non si è sgonfiata, anzi ha continuato a crescere. Nei primi dieci mesi del 2016 si è registrato un incremento dei buoni lavoro pari al 32,3%. Ora una stretta è necessaria e il governo Gentiloni intende intervenire per limitarne l'abuso, ma non ha molte carte da giocarsi per vincere la partita contro l'aumento del lavoro nero.

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E' ancora boom dei voucher
Il boom dei voucher non si ferma. Non solo la bolla dei buoni lavoro non si è sgonfiata, ma ha continuato a crescere. Nei primi dieci mesi del 2016 sono stati venduti 121,5 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2015 pari al 32,3%. Vale la pena di ricordare che rispetto al 2014 la crescita del 2015 era già stata esorbitante (pari al 67,6%). I dati mostrano un evidente abuso dello strumento, nato per incentivare l'occupazione ma divenuto la foglia di fico dietro la quale si nasconde (e cresce) in Italia il lavoro nero.

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La foglia di fico dietro cui si nasconde il lavoro nero
L'appello arriva direttamente dal presidente dell'Agenzia nazionale per il lavoro (Anpal), Maurizio Del Conte, che in un'intervista al Corriere della Sera afferma che c'è stato un uso distorsivo dei voucher ed ora è necessaria una stretta. «I numeri sono abnormi e dimostrano che c'è stato un abuso», sottolinea Del Conte, che però si dice contrario al referendum sull'articolo 18 perché «paradossalmente farebbe aumentare i licenziamenti e renderebbe il lavoro più precario». Il legislatore deve avere la coscienza di tornare sui suoi passi quando si accorge che gli effetti sono opposti a quelli previsti, come nel caso dei voucher che «vengono utilizzati al posto di contratti più stabili» e duraturi.

I possibili interventi del governo
Dello stesso avviso è anche il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, che in una lettera aperta al quotidiano "La Stampa" ricorda quanto «il disagio giovanile, indubbiamente legato anche all'aumento grave delle diseguaglianze sociali e della povertà», sia il vero tema che il Governo deve affrontare con urgenza nell'agenda del 2017 coinvolgendo i grandi soggetti collettivi, «senza aspettare come un fatto salvifico, le prossime elezioni o le necessarie correzioni alla proliferazione selvaggia dei voucher». Un nodo, però, di non facile risoluzione. Per intervenire limitando l'abuso dei voucher i margini di manovra sono molto ristretti.

Una lama a doppio taglio
Una possibile soluzione sarebbe quella di abbassare il tetto (recentemente alzato a 7mila euro) massimo degli introiti del lavoratore a 5mila euro. Ma non basta. Sarà necessario anche aumentare i controlli e inasprire le sanzioni. Attualmente chi non rispetta l'obbligo di comunicazione nei 60 minuti prima dell’inizio della prestazione deve pagare una sanzione amministrativa che va da 400 a 2.400 euro, moltiplicata per ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. L'obiettivo è quello di stanare quei datori di lavoro che rimpiazzano i contratti con i buoni lavoro, pagando con i voucher solo una parte della prestazione e in nero le ore di lavoro extra. Non sarà facile però evitare una nuova impennata del lavoro nero, che potrebbe essere favorita proprio da interventi governativi mirati a contenere l'abuso dei buoni lavoro.