31 ottobre 2020
Aggiornato 20:30
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Il paradosso dei tassi bassi: il loro costo occulto mette a rischio l'economia mondiale

Il paradosso che affligge l'economia mondiale è quello di un prezzo del denaro troppo basso. Le banche centrali perseguono l'obiettivo della stabilità dei prezzi, ma ora la trappola della liquidità è dietro l'angolo. Gli effetti collaterali negativi dei tassi rasoterra, infatti, sono tanti e rischiano di uccidere la crescita economica

ROMA – Da qualche anno i tassi d'interesse sono diventati così bassi da essere in alcuni casi negativi, come quelli dei rendimenti delle obbligazioni governative tedesche, italiane e giapponesi. Ma come si è arrivati a questo paradosso economico-finanziario e quali conseguenze avrà sul nostro futuro la stagione dei tassi rasoterra che stiamo attraversando?

Il paradosso che affligge l'economia mondiale
Un grande paradosso affligge oggi l'economia mondiale. I tassi sono diventati così bassi da determinare rendimenti negativi per molti titoli sovrani, e non solo. Bastano alcuni esempi per capire l'entità del fenomeno: i Btp offrono tassi negativi fino a due anni, i Bund tedeschi fino a 9 anni e i JGB giapponesi fino a 10 anni. E, come ha sottolineato recentemente il presidente della BCE, Mario Draghi, il problema dei tassi bassi non riguarda solo l'Europa, ma è di «natura globale» e rischia di impantanare tutta l'economia mondiale.

La Fed ha rinviato l'aumento dei tassi
Nonostante molti analisti auspicassero il contrario, la Fed ha recentemente rimandato ancora l'aumento di quelli americani, che si trovavano ai minimi storici dal dicembre del 2008, quando la banca centrale degli Stati Uniti d'America corse ai ripari per far fronte alla peggiore crisi finanziaria dalla Grande depressione. Il suo esempio, il mese scorso, è stato quindi seguito dalla BoJ, la banca centrale giapponese, e infine dalla Reserve Bank of Australia che ha deciso di abbassarli fino al nuovo minimo storico. Perciò, in sostanza, le banche centrali internazionali hanno deciso di temporeggiare.

L'obiettivo della stabilità dei prezzi
Ma come siamo arrivati a questo punto e perché le banche centrali non intervengono? Tra gli obiettivi principali delle banche centrali c'è quello di mantenere la stabilità dei prezzi e per farlo devono assicurarsi che l'inflazione non si allontani troppo dal suo punto di equilibro, che è vicino al 2%. Quando questo obiettivo non viene raggiunto, devono mettere in atto manovre monetarie espansive per correggere il tiro: cioè tagliare i tassi e, qualora non fosse sufficiente questa operazione, ricorrere al quantitative easing. E' esattamente quello che è successo in America e in Europa.

La trappola della liquidità
Nonostante gli sforzi fatti dalla BCE per rilanciare l'economia, però, in Europa siamo ancora molto lontani dal raggiungere un tasso di inflazione vicino al 2%, mentre nel frattempo il costo del denaro è stato azzerato o reso addirittura negativo da queste politiche ultraespansive. E tassi di interesse rasoterra non sono affatto privi di pericolosi effetti collaterali. Sebbene si propongano di rilanciare l'economia, se crollano troppo ottengono esattamente il risultato opposto: come delle sabbie mobili sono capaci di risucchiare la crescita economica, facendola sprofondare nella trappola della liquidità.

Gli effetti collaterali dei tassi rasoterra
In buona sostanza, significa che gli operatori economici prediligono la liquidità al risparmio, perché sono scoraggiati dall'investire il denaro in quanto non rende niente. Come evidenzia Paul H. Kupiec sul Wall Street Journal, tassi troppo bassi hanno diverse conseguenze negative sul comportamento dei soggetti economici: li induce a rimandare i consumi (causando recessione e disoccupazione), a fare investimenti più rischiosi e pericolosi (perché sono gli unici remunerativi), a non risparmiare più per la pensione (perché tanto i risparmi accumulati non crescono) e minano così la responsabilità personale e collettiva.

Perché l'economia ha bisogno di tassi più alti
Un'indagine sul credito al consumo realizzata della Federal Reserve Board nel 2013, cioè dopo quasi cinque anni di tassi vicino allo zero, ha infatti rilevato un significativo calo della partecipazione popolare a piani privati di pensionamento, a quelli per l'assicurazione sulla vita o per l'assistenza sanitaria a lungo termine. Ecco l'enorme costo occulto dei tassi interesse troppo bassi: minano la costruzione del nostro stesso futuro. Oltre a risultare inefficace, questa medicina rischia di uccidere definitivamente il paziente. L'economia mondiale ha bisogno che i tassi tornino a salire, anche per poter far fronte – nella peggiore delle ipotesi – a un'altra crisi finanziaria globale che, secondo alcuni, potrebbe non essere troppo lontana. Se dovesse verificarsi oggi, le banche centrale si troverebbero completamente sprovviste di munizioni per affrontarla.