6 dicembre 2019
Aggiornato 05:30

Vulpis: «0% che Berlusconi venda ai cinesi»

In esclusiva per il Diario Rossonero l’analisi del direttore di SportEconomy sui possibili sviluppi della trattativa tra Fininvest e Sino-Europe Sports: «Sono convinto che almeno nel primo anno Berlusconi terrà per sè i 200 milioni e continuerà a gestire il Milan. Se la squadra dovesse rimanere ancora fuori dalla Champions, le cose potrebbero cambiare».

Il presidente del Milan Silvio Berlusconi
Il presidente del Milan Silvio Berlusconi ANSA

MILANO - La telenovela closing Milan continua, ma stavolta la puntata è davvero succulenta. Mentre in casa Fininvest è attesa da Sino-Europe Sports la famosa terza rata da 100 milioni che scatenerebbe - con un immediato effetto valanga - tutta una serie di effetti collaterali, dalla stesura di un nuovo contratto ad un'ennesima apertura di fiducia nei confronti del bistrattato Yonghong Li, non accenna a diradarsi il nuvolone su tutta questa operazione, frenata da slittamenti, ritardi, impedimenti, come probabilmente mai nella storia del calcio e dello sport in generale. Ne parliamo con Marcel Vulpis, direttore dell’agenzia SportEconomy, grazie al quale proviamo a fare chiarezza sulla faccenda. 

Zero trasparenza
«Tutti i rallentamenti registrati finora in questa raccolta fondi da parte cinese - le parole di Vulpis in esclusiva al Diario Rossonero - non rappresentano un fatto positivo. Sono ormai troppi mesi che questa storia del closing non trova fine. Quello che manca è innanzitutto l’aspetto della trasparenza da parte del consorzio Sino-Europe Sports, perchè se dalla Fininvest è tollerabile questo silenzio in virtù un patto di «Not disclosure agreement» (patto di riservatezza), dal fronte cinese sarebbe indispensabile un po’ di chiarezza. Magari spiegando cosa sta accadendo, descrivendo tutti i vari step dell’operazione, quanto meno per tranquillizzare gli osservatori, la controparte e soprattutto i tifosi del Milan».

Bocciati G&G e Mr. Bee
Si ricomincia a parlare di opzioni alternative in caso saltasse l’operazione con Sino-Europe Sports, in special modo di un eventuale ritorno sulle scena del closing della premiata ditta Galatioto-Gancikoff e perfino di Bee Taechaubol. Il tuo pensiero in proposito: «Direi che possiamo tranquillamente escludere in partenza entrambe le opzioni. Sia la coppia G&G, sia l’imprenditore thailandese hanno avuto la loro occasione, l’hanno gestita male e sprecata. Non credo proprio che possano legittimamente ripresentarsi con un’altra offerta».

Rosso si, ma non subito
E cosa pensi dell’ultima novità legata al nome di Renzo Rosso, patron di Diesel (già sponsor del Milan) e grande tifoso rossonero?: «Di sicuro Rosso ha il patrimonio personale per poter intervenire sia nel breve che nel medio periodo e poter contribuire al rilancio del Milan, ma l’aspetto da tenere in considerazione è un altro. Io credo che Berlusconi in cuor suo non abbia mai voluto vendere il Milan. Ecco perchè prevedo che Fininvest finisca per incassare questi primi 200 milioni versati dai cinesi, dopodichè è possibile, ma non così scontato, che si cerchi un nuovo acquirente oppure un nuovo finanziatore. Però dovremo capire quali saranno le reali volontà del patron rossonero, perchè, a parte la parentesi di Bee Taechaubol quando sembrava che davvero Berlusconi potesse accettare un socio di minoranza accanto a sè, non mi sembra che l’idea dell’ex premier sia questa. Mi spiego meglio, ad oggi credo che le reali opzioni siano due: o si vende il Milan per intero oppure Silvio Berlusconi resta al comando della sua creatura, esattamente come ha fatto negli ultimi 31 anni».

100% su Berlusconi
E allora veniamo alle tue previsioni per la conclusione di questa strampalata trattativa. Ipotizzando tre opzioni, i cinesi di Sino-Europe Sports che acquistano il Milan, Berlusconi che tiene i soldi e anche il club, Renzo Rosso che entra i gioco con una nuova proposta, qual è a a tuo avviso l’ipotesi più probabile? «Nel primo anno darei il 100% all'opzione Berlusconi possa restare proprietario del Milan. Dopo un anno, soprattutto se i rossoneri dovessero continuare a restare fuori dalla Champions, credo che Fininvest sarà costretta a cercare nuovi acquirenti, magari anche Renzo Rosso. Per tornare ai cinesi, a meno di un miracolo sono pronto ad escludere categoricamente che SES riesca a chiudere. Ecco, ad oggi la vera notizia sarebbe che l’operazione con Yonghong Li andasse in porto».