26 agosto 2019
Aggiornato 07:30

Yonghong Li indagato per falso in bilancio: rischia anche il Milan

Il misterioso uomo d’affari cinese inguaia il Milan. Lui è indagato dalla Procura per falso in bilancio, ma sulla cessione del club adesso indaga anche la giustizia sportiva.

L'ex presidente del Milan Yonghong Li
L'ex presidente del Milan Yonghong Li ANSA

MILANO - I tifosi del Milan avrebbero voglia di cancellare con un colpo di spugna il nome di Yonghong Li dalla ultracentenaria storia del club rossonero, ma potrebbe essere ancora prematuro farlo. Proprio nelle stesse ore in cui il Tas di Losanna accoglieva il ricorso del Milan, infatti, la Guardia di Finanza di Milano si è presentata nelle sedi degli advisor che si sono occupati dell’acquisto del club rossonero da parte di Yonghong Li, per acquisire documenti sulla compravendita, sui bilanci e sui fallimenti delle società cinesi dell’ormai ex patron milanista. Le indagini puntano a far luce sull’origine dell’enorme quantità di denaro che l’uomo d’affari cinese ha versato nelle casse della Fininvest - oltre che quelli serviti per il Milan in questi quindici mesi di governo cinese - e di cui, ancor oggi, si ignora la provenienza. Secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione, la procura starebbe preparando rogatorie in Cina e Hong Kong per ricostruire provenienza e movimentazioni dei flussi finanziari utilizzati per acquistare il club rossonero.

Responsabilità diretta
A Yonghong Li si contestano «dichiarazioni non veritiere in relazione alla continuità aziendale», per questo è iscritto nel registro degli indagati per falso in bilancio.
La notizia inquietante per i tifosi rossoneri è che sulla vicenda potrebbe voler far luce anche la giustizia sportiva. Sembra infatti che due settimane fa, il procuratore federale Giuseppe Pecoraro abbia chiesto ai magistrati milanesi di visionare tutti gli atti e a breve deciderà se aprire o meno un’indagine sportiva. In questo deprecabile caso, il Milan sarebbe coinvolto per responsabilità diretta e rischierebbe tanto.

Causa a Elliott
Il mefistofelico protagonista di tutta questa scabrosa vicenda, dal canto suo, sembra davvero poco propenso ad arrendersi all’evidenza dei fatti e ad aver perso il Milan e il suo investimento di centinaia di milioni per un mancato aumento di capitale di appena 32 milioni di euro. Ecco perchè il passaggio di proprietà da Yonghong Li ad Elliott potrebbe avere strascichi legali. Assistito dallo studio legale anglo-americano Eversheds Sutherland, infatti, l’ex presidente rossonero ha avviato un contenzioso con Elliott il cui scopo è quello di rientrare almeno in parte della sua enorme perdita.

La lettere di Li
«Ero convinto che Elliott fosse un investitore fidato - le parole di mister Li diffuse un paio di giorni fa e indirizzate al nuovo proprietario del Milan -. Ho commesso un errore e l'ho scoperto solo strada facendo e a mio grande discapito. L’acquisto dell'A.C. Milan non è stata né una decisione incauta né tantomeno dettata da una mia infatuazione passeggera; deriva dalla mia passione per la squadra e dalla mia convinzione circa il potenziale economico di un investimento in una delle più nobili squadre di calcio al mondo. Fino al 30 giugno 2018 - prosegue - ho versato quasi 880 milioni a favore dell'A.C. Milan, dei quali solo 280 milioni finanziati attraverso Elliott, mentre ho provveduto personalmente per la restante parte».