19 marzo 2019
Aggiornato 05:00

Milan, come cambia il mercato con l’arrivo di Montella

Pressoché definite le questioni legate alla cessione della società ai cinesi e al nuovo allenatore, adesso non resta che costruire la squadra alle dipendenze di Vincenzo Montella. Tra i volti nuovi e i deja vu inseguiti da Galliani nessun nome che esalti la fantasia dei tifosi rossoneri.

MILANO - «Abbiamo fatto l'Italia. Ora si tratta di fare gli italiani». Recitava così la famosa frase forse impropriamente attribuita a Massimo d’Azeglio, all’indomani della proclamazione dell’Unità d’Italia. Oggi, in maniera più prosaica e sensibilmente più leggera, viene quasi naturale rievocarla pensando al Milan. Definita in maniera pressoché irrevocabile la cessione da parte della famiglia Berlusconi del pacchetto di maggioranza del club ad una cordata di imprenditori cinesi ed individuato in Vincenzo Montella anche la prossima guida tecnica, ora non resta che fare la squadra.

Via alle grandi manovre
Impresa non da poco considerando lo stato generale di confusione che regna dalle parti di via Aldo Rossi. Adesso però quanto meno si sa che toccherà al nuovo tecnico Montella dare indicazioni sulle varie operazioni di mercato da portare a termine, chi confermare a Milanello, chi cedere in fretta e chi - eventualmente - acquistare. E appare certo anche che a gestire questo traffico in entrata e in uscita dal centro sportivo di Carnago sarà ancora una volta Adriano Galliani, supportato però da Nicholas Gancikoff, rappresentante della cordata dei prossimi nuovi proprietari asiatici.
E allora via alle grandi manovre. Nulla che però lasci pensare a stravolgimenti esaltanti per il sempre più stranito popolo rossonero. Malgrado i tantissimi milioni messi a disposizione dagli imprenditori cinesi per la ricostruzione del Milan, i nomi che si leggono sono tutt’altro che entusiasmanti, a conferma che il rilancio in grande stile dell’ex club più titolato al mondo al momento è ancora puro miraggio.

Difesa
Definito il roster rossonero per le fasce con Abate, Antonelli, Vangioni e - si spera - il confermato De Sciglio, manca ancora una figura per far coppia con Romagnoli al centro della difesa, con Zapata e Paletta buoni per la panchina. I due profili individuati per il reparto arretrato sono quelli dell’elvetico Léo Lacroix, gigantesco centrale del Sion (197cm per 92 kg), un classe ’92 ancora relativamente giovane ma non certo un potenziale fuoriclasse, tanto da restare fuori perfino dai 23 convocati dal ct svizzero Petkovic per gli Europei in Francia; e di Nenad Tomovic, quasi trentenne difensore serbo della Fiorentina, pupillo di Montella e assistito dallo stesso procuratore dell’Areoplanino, Alessandro Lucci. Entrambi non propriamente acquisti di prima fascia.

Centrocampo e attacco
In mezzo al campo, il settore dove il Milan necessiterebbe della più robusta iniezione di qualità, si continua a parlare del romanista Paredes e da ieri sono tornati in auge due nomi strettamente legati al nuovo allenatore rossonero Montella: si tratta di Adem Ljajic, fin qui promesso sposo al Torino di Mihajlovic, e di Roberto Soriano, entrambi già alle dipendenze del tecnico campano, rispettivamente alla Fiorentina e alla Sampdoria.
In attacco le dolenti note continuano perché malgrado il buon acquisto di Gianluca Lapadula e le previste cessioni di Bacca, Luiz Adriano e probabilmente anche di M’Baye Niang, l’unico nome di cui si continua a parlare è quello del centravanti del Genoa Pavoletti. Un po’ pochino per solleticare le ambizioni ormai appassite dei tifosi rossoneri.
Se è questa la rivoluzione annunciata dai cinesi, tanto valeva restare con Berlusconi.