17 ottobre 2019
Aggiornato 08:00

Milan, è l’ora dell’agonia

Il timore evocato da mister Mihajlovic alla vigilia si è drammaticamente materializzato dopo la sconfitta interna contro il Bologna. Bonaventura, uno dei pochissimi a salvarsi, ci mette la faccia; il tecnico rossonero, Cerci e quasi tutti gli altri calciatori del Milan la perdono irrimediabilmente.

TOP

1) BONAVENTURA – Nomination numero uno al miglior giocatore rossonero di questo campionato, non tanto per la sua prestazione contro il Bologna, comunque dignitosa al cospetto dello squallore cosmico offerto invece dai suoi compagni di squadra, ma per aver avuto il coraggio di metterci la faccia e presentarsi davanti alle telecamere con un’ammissione tanto onesta quanto dolorosa: «Inutile aspettarsi chissà cosa, noi siamo questi». Un’affermazione che probabilmente non avrà fatto piacere alla trimurti milanista formata da Berlusconi padre e figlia e dal deus ex machina della parte sportiva, l’ad Galliani. Ma ancora una volta Bonaventura si è distinto per eleganza, classe e soprattutto integrità intellettuale. CLONATELO

2) ALEX – Risulta difficile individuare dei Top in una prestazione tanto scellerata come quella rossonera contro il Bologna, però il brasiliano Alex merita una citazione per essere stato il primo a salvare la baracca sulla pericolosa incursione dell’ex Destro ad inizio partita e l’ultimo ad arrendersi alle folate imperiose dei felsinei nel finale di gara. Impossibile resistere da solo, ma almeno c’ha provato. Mezzo voto in meno per aver respinto l’invito di Montolivo ad andare sotto la curva a salutare la tifoseria inferocita. Ma come si fa a prendere ordini da un capitano così poco autoritario e soprattutto autorevole? AMMUTINATO

3) DONNARUMMA – Il baby fenomeno rossonero ci mette del suo per far capire già dall’inizio che quella contro il Bologna sarà una giornata tutt’altro che allegra. Una sua uscita sconsiderata mette Destro a tu per tu con la porta sguarnita, ma per fortuna ci pensa Alex a liberare. Poi però si riscatta e nel secondo tempo impedisce all’ex centravanti rossonero di fare il bis a pochi metri dalla porta e condannare definitivamente il povero derelitto Milan. SALVATE IL SOLDATO GIGIO

FLOP 

1) CERCI – In certi casi il dubbio che attanaglia gli osservatori è il seguente: è più colpevole il calciatore protagonista di scelleratezze inenarrabili oppure chi ha avuto l’ardire sconsiderato di farlo giocare? Noi propendiamo per un ex-aequo ed infatti le prime due nomination negative sono proprio per Alessio Cerci e Sinisa Mihajlovic. Partiamo dalla freccia di Valmontone, capace di santificare la sua prestazione indecente con una serie di obbrobri in grado di far inorridire anche il suo tifoso più fedele. Quella palla non servita a Bacca a porta vuota merita da sola di finire nella hip parade delle nefandezze stagionali. Spiace solo non aver visto il tecnico Mihajlovic entrare in campo e prendere il suo giocatore a calci nel sedere fino all’imbocco degli spogliatoi. Ma stavolta non per gioco come già fatto con Mexes dopo il suo gol spettacolare nel derby cinese dell’estate scorsa. CACCIATELO

2) MIHAJLOVIC - Vederlo sbracato sulla panchina del Milan a cinque minuti dalla fine della partita contro il Bologna, incapace non solo di reagire, ma perfino di sollevarsi per insultare i suoi giocatori, è stata la rappresentazione più angosciante per i tifosi rossoneri. Se è rimasto solo questo della vis pugnandi del sergente di ferro, allora si può davvero star freschi a Milanello. Inutile ribadire il solito concetto: questa squadra gioca male, ma davvero male. Continua a reggersi sulle invenzioni dei singoli, sugli errori degli avversari e sulla casualità. Come dice giustamente il direttore Sconcerti: «Il Milan è una squadra di giocate, non di gioco». Troppo poco, dopo sei mesi di lavoro sulla panchina rossonera, per meritare una riconferma. DAD MAN WALKING

3) BACCA – L’avevamo celebrato come l’implacabile. L’uomo capace di segnare 8 reti in campionato con appena 13 conclusioni nello specchio della porta. Turbato da cotante lodi, Carlos Bacca deve aver deciso di far capire a tutti che anche lui è fallibile, sbagliando una  quantità industriale di palle gol, compresa quella alla fine del primo tempo quando solo davanti a Mirante, con l’intera porta spalancata davanti a sè, ha colpito il portiere bolognese nemmeno fosse l’orsetto della giostra. CECCHINO.