18 gennaio 2020
Aggiornato 07:00
Calcio - Serie A

Incubo Milan, ma Inzaghi resta al proprio posto

Nemmeno la terza sconfitta consecutiva, maturata a Napoli grazie anche alla folle espulsione di De Sciglio dopo 42 secondi di gioco, induce il Milan a esonerare Inzaghi: «Resterà fino al termine della stagione». E i tifosi rossoneri intanto abbandonano la squadra.

NAPOLI - Quando ad un certo punto di Napoli-Milan il settore ospiti dello stadio San Paolo, occupato per la circostanza da pochi eroici tifosi rossoneri, si è svuotato del tutto si è avuta l’ennesima e forse definitiva conferma dello scollamento irrevocabile tra squadra e tifoseria.
Non che servisse molto altro, dopo la stagione indecorosa disputata dai ragazzi di Inzaghi e soprattutto le due ultime vergognose prestazioni a Udine e in casa contro il Genoa, per scoperchiare il pentolone della contestazione permanente, ma la terza sconfitta consecutiva, giunta peraltro dopo una partita disputata quanto meno con un pizzico di orgoglio, ha segnato il passo di non ritorno.

FOLLE ESPULSIONE DI DE SCIGLIO DOPO 42’’ - Inzaghi alla vigilia del match era stato profetico, annunciando un Milan diverso contro i partenopei: «Il Napoli in casa è probabilmente la squadra più forte del campionato e giocare contro squadre forti può aiutarci».
Le ultime parole famose, pronti via, Insigne imbecca Hamsik sulla sinistra, De Sciglio lo abbatte senza ritegno, calcio di rigore e espulsione dopo 42 secondi di gioco, record assoluto per il campionato italiano. A parziale consolazione dei rossoneri, in questa stagione assolutamente fallimentare, la consolazione di aver trovato un fenomeno tra i pali. E infatti Diego Lopez fissa negli occhi Gonzalo Higuain, suo ex compagno di squadra al Real Madrid, lo invita con lo sguardo a tirare sulla sua destra e vola a sventare la minaccia, la prima di giornata.

MILAN PERICOLOSO NEL PRIMO TEMPO - Da quel momento è tutto un susseguirsi di azioni da gol per il Napoli di Benitez anche se l’occasione più clamorosa del primo tempo capita sulla testa di Bonaventura, che servito al bacio da Bocchetti, manda la palla ad accarezzare sfacciatamente il palo alla destra di Andujar. Partita finalmente alla pari? Macché, il secondo tempo, complice anche la stanchezza accumulata dai dieci soldatini rossoneri, si rivela un assalto a Fort Apache, fino alla capitolazione definitiva. A bucare il muro eretto da Paletta e Alex è capitan Hamsik che a metà ripresa porta in vantaggio gli azzurri. 

BENITEZ, ANCORA 3 GOL IN 6 MINUTI AL MILAN - Da quel momento (era il 25’) passano appena 6 minuti e il Napoli si ritrova avanti per 3-0, grazie alle reti segnate al 29’ da Higuain e 31’ da Gabbiadini.
Corsi e ricorsi storici. Ricordate in quale infausta circostanza una squadra di Benitez riuscì a segnare 3 gol al Milan in un lasso di tempo così esiguo?
Era il 25 maggio 2005 e i rossoneri si giocavano la finale di Champions League contro il Liverpool e, in vantaggio per 3-0 alla fine del primo tempo, si fecero raggiungere dai Reds nei 6 minuti più assurdi della storia del calcio. Oggi, grazie a questa sconfitta al San Paolo, i tifosi milanisti hanno rivissuto con angoscia l’incubo più atroce dell’era berlusconiana.

INZAGHI: SPAZIO AI GIOVANI - E adesso al Milan si volta pagina. Naturalmente non dal punto di vista della guida tecnica, Inzaghi non si tocca, a maggior ragione dopo la conferma ufficiale arrivata al termine di Napoli-Milan dall’ufficio stampa rossonero: «Resterà fino al termine della stagione». La novità è che, messe da parte anche le ultimissime velleità europee alla luce di un distacco dalle pretendenti ormai esorbitante, Pippo Inzaghi annuncia cambiamenti: «Adesso avremo quattro partite per poter dare spazio ai ragazzi del settore giovanile che se lo meritano, come abbiamo fatto questa sera con Felicioli (subentrato a Bonaventura a 6 minuti dal termine ndr.)».

Alla buon’ora, direbbe qualcuno.