26 marzo 2019
Aggiornato 15:00
Forza Italia

Berlusconi: voto No contro «una dittatura di Renzi o di Grillo»

Il Cavaliere è contro la modifica della Costituzione, mentre i vertici di Mediaset sono per il Sì per paura «della possibile ritorsione di chi è al potere» ha spiegato lui stesso, ospite a Porta a Porta, di Bruno Vespa su Rai1

ROMA – Silvio Berlusconi voterà No al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, mentre i vertici di Mediaset Sì; il perché lo ha spiegato lo stesso Cavaliere, ospite a Porta a Porta, di Bruno Vespa su Rai1.

«Mediaset vota Sì per paura di ripercussioni»
Le dichiarazioni dei vertici del Biscione, a partire da Fedele Confalonieri, a favore della riforma costituzionale sono figlie «della possibile ritorsione di chi è al potere. Ho avuto discussioni a questo livello, ho dovuto accettare che essendoci in queste aziende una maggioranza di risparmiatori e investitori, certe dichiarazioni sono attribuibili alla difesa di questi risparmiatori», ha detto il leader di Forza Italia. Ma le ritorsioni, ha chiesto Bruno Vespa, sarebbero da parte di Renzi? «Lasciamo perdere Renzi... se il governo attuale dovesse vincere ci sarebbero ripercussioni negative per le nostre aziende e anche per altre aziende».

Con il Sì «rischio deriva autoritaria nel Paese»
Quanto alla sua scelta, Berlusconi ha risposto ironicamente al giornalista che gli ha chiesto perché bisogna opporsi alle modifiche della Costituzione: «Sa che me lo domando anch'io...». Poi, serio, ha spiegato: «Per una serie di ragioni molto serie: questo referendum è inefficace, non riduce i costi politica, non riduce a sufficienza il numero dei parlamentari. Ma soprattutto può aprire alla possibilità di una deriva autoritaria nel nostro Paese». Il motivo, secondo l'ex premier sta nel «sistema elettorale congiunto al referendum» che in «un'Italia ormai tripolare un polo che prende il 30% corrisponde» in virtù della basse affluenza «al 15% degli aventi diritto». E con il voto di «un italiano su sei, ad esempio il signor Grillo, già padrone del suo partito diventerebbe capo del governo, della Camera, potrebbe eleggere il Presidente della Repubblica, e diventerebbe in breve il capo degli italiani».

«Una dittatura, di Renzi e del Pd o di Grillo e del M5s»
Berlusconi ha detto poi di non fidarsi della promessa del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di modificare l'Italicum: «Se questo accadrà benissimo, ma oggi è soltanto una promessa e questo governo di promesse ne ha fatte tante e non le ha mantenute. Magari l'intenzione c'è, ma poi possono succedere tante cose. Magari uno scioglimento delle Camere, si andrebbe a votare con questa legge, e ci troveremmo dentro una dittatura, di Renzi e del Pd o di Grillo e del M5s».

Da escludere elezioni anticipate
In ogni caso per il Cavaliere sono da escludere elezioni anticipate, anche se il Sì dovesse uscire sconfitto, perché «nessun parlamentare italiano è sicuro di tornare in Parlamento la prossima volta: staranno attaccatissimi alla loro poltrona parlamentare e non consentiranno che si ponga fine alla legislatura». Inoltre, ha aggiunto il numero uno di Fi: «Credo che non sarà breve il tempo per arrivare ad un legge elettorale» e l'attuale esecutivo continuerà a rimanere in sella «perché continuerebbe ad avere una maggioranza in Parlamento: per il premio di maggioranza incostituzionale alla Camera e per il tradimento di alcuni senatori».

«Centrodestra si presenterà unito»
Per quanto riguarda il centrodestra l'ex inquilino di palazzo Chigi si è detto sicuro che «in caso di elezioni che diano ancora peso alle coalizioni, si presenterà tutto unito e con un programma chiaro: meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sulla casa, sul lavoro». Berlusconi ha assicurato che il programma del centrodestra «discusso con Meloni e Salvini è stato approvato al 95%. Ne abbiamo parlato anche recentemente anche per quanto riguarda e tutto il resto». Poi una battuta sulla dichiarazione di Renzi che ha definito un'accozzaglia il fronte del No: «Con lui ci sono gli Alfano, i Verdini, i Cicchitto... non mi sembra sia il Real Madrid francamente».

Mattarella un bravo presidente
Durante l'intervista Berlusconi ha anche parlato del presidente della Repubblica, la cui elezione «è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso» fra Fi e l'attuale maggioranza, riconoscendo che Sergio Mattarella «si sta comportando da Presidente, come ci attenderemo che un presidente si comporti. Contro di lui non abbiamo nulla. E' stato il modo in cui si è buttato all'aria i patti e invece di un Presidente consiviso abbiamo avuto un Presidente scelto solo da Renzi».