19 agosto 2019
Aggiornato 18:00
La denuncia di Grillo contro l'Ape

Grillo: «L'Ape? E' il derivato più tossico della storia»

L'anticipo pensionistico è la novità più importante del piano previdenza del governo Renzi, ma secondo un sondaggio Ispos non piace affatto agli italiani. E soprattutto al fondatore del M5S, per il quale è il derivato più tossico che sia mai stato inventato

ROMA L'anticipo pensionistico è la novità più importante del piano previdenza del governo Renzi. Ma non fa impazzire gli italiani. Non solo perché la cosiddetta Ape «social» sarà un miraggio per la maggior parte di loro, ma soprattutto perché rischia di trasformarsi nel «derivato più tossico che sia mai stato inventato». Come denuncia Beppe Grillo dal suo blog.

L'Ape non piace agli italiani
L'Ape non piace agli italiani. Un sondaggio di Ipsos condotto per la trasmissione diMartidì alza il sipario sulla misura più contestata e discussa del momento. L'anticipo pensionistico è la novità più importante introdotta dal piano previdenza del governo Renzi, ma gli italiani sono piuttosto diffidenti. Il 66% degli intervistati considera l'Ape «un bluff, poco utile nel concreto». E oltre il 70% dice di non fidarsi della possibilità di aprire un prestito con una banca per poter andare in pensione con qualche anno di anticipo. Il leader e fondatore del Movimento 5 stelle riprende i dati pubblicati da Ipsos e spiega sul suo blog perché l'Ape è il «derivato più tossico che sia mai stato inventato».

Grillo: E' il derivato più tossico della storia
«La pensione anticipata attraverso il prestito implica che il cittadino venga messo nelle condizioni di scommettere sulla propria morte», esordisce Beppe Grillo. L'anticipo pensionistico infatti permette ai futuri pensionati ai quali mancano almeno 3 anni per raggiungere il requisito di vecchiaia, di andare in pensione in anticipo grazie a un prestito bancario da rimborsare mediamente in 20 anni (LEGGI ANCHE "Pensioni, con l'Ape si va in pensione a 63 anni. Ma chi paga?"). Secondo i calcoli della Uil, i lavoratori che decideranno di aderire all'Ape potrebbero avere un taglio netto dell’assegno previdenziale fino a circa il 20%. Questo significa, in parole povere, che se il lavoratore ha una pensione di 1.000 euro dovrà pagare una rata di 199 euro al mese per 13 mensilità per 20 anni (il prestito sarebbe di 39.000 euro).

Il costo dell'anticipo pensionistico
Con una pensione di 2.500 euro netti la rata sarebbe di 499,10 euro al mese, in pratica il 20% dell’assegno originario (il prestito ammonterebbe a 97.500 euro) e «metà della rata andrà alle banche e alle assicurazioni», sottolinea il fondatore del Movimento 5 stelle. «Quasi abbiamo paura a chiederci se il prestito è assicurato oppure no - prosegue Grillo - nel primo caso si tratta di un'orgia assicurativa sostenuta con i soldi pubblici, nel secondo caso del fenomeno più divisivo dopo la legge sul divorzio degli anni '70». Evidentemente gli italiani hanno ragione a diffidare della misura dell'Esecutivo. Per Grillo «l'Ape è una presa in giro» e non risolve il problema di chi vuole riposarsi dopo una vita di lavoro e di contributi pagati.