2 agosto 2021
Aggiornato 07:30
Il ministro degli esteri Gentiloni prevede un via libera fra sette giorni

Dalla UE il «SI» ad affondare i barconi, ora si muova l'ONU

Francia, Gran Bretagna, Spagna e Lituania nel Consiglio di Sicurezza appoggiano la richiesta di intervento in Libia degli Italiani. Ora bisogna convincere Usa, Russia e Cina.

ROMA - Giornata cruciale per il dramma immigrazione che rischia di trasformarsi in una  bomba in grado di destabilizzare l’Italia. Se non lo ha già fatto. Per prima cosa il ministero degli Interni ha reso noti i dati sullo
stato dell’arte degli ultimi arrivi e sono impressionanti. Sono circa 40 mila le domande d’asilo presentate in Italia che devono ancora essere esaminate.

I CENTRI DI ACCOGLIENZA SOFFOCANO - In attesa delle risposte il sistema di accoglienza è comunque al limite del collasso. Le persone alloggiate nei centri e nelle strutture temporanee sono ormai quasi 75 mila. Ai quali vanno aggiunti 12 mila minori. Per capire l’entità di queste cifre bisogna prima fare un giretto intorno alle stazioni delle grandi città, come dei piccoli centri, dove generalmente si aggirano tutti quelli che hanno già trovato una via di fuga dai centri accoglienza, e che vagolano in cerca di un inserimento, di un lavoro, di un approdo che, indipendentemente dalla buona volontà degli italiani, finisce per questa gente per essere rischioso e difficile perlomeno quanto la traversata (a parte, naturalmente quei poveretti che ci hanno rimesso la vita).

DIRITTO D’ASILO A GO-GO - Secondo i dati del ministero degli Interni le domande di asilo che nel 2014 sono state respinte, poiché i richiedenti non aveva i requisiti richiesti, sono state di circa il 40 per cento. Nel 2014, spiega il ministero, ci sono stati infatti circa 14 mila dinieghi e la stessa percentuale sembra confermata anche per i primi mesi di quest’anno, visto che su 14.636 casi verificati, ben 6.927 sono stati giudicati non idonei. Le cifre dicono poco ce non ci si aggiunge subito dopo una domanda? Che fine hanno fatto coloro ai quali l’Italia ha ritenuto di non potere dare asilo, poiché non corrispondevano a quanto richiesto dagli accordi internazionali e dal trattato di Dublino? Mistero.

L’ACCOGLIENZA VIRALE DI ALFANO - L’unico segnale del governo su questo punto è l’appello a Regioni, Comuni e piccole comunità ad aprire le porte. «Serve una distribuzione più equa dell'accoglienza degli
immigrati il cui carico non può essere solo sulle Regioni del sud anche se so bene che non tutte le Regioni condividono questa posizione», è stato l’ultimo appello del presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, che non fatto che ripetere l’appello del ministro Alfano. Chiamparino però ha fatto sapere ad Alfano di non avare altri armi a disposizione per convincere gli altri Governatori riottosi al di là di un generico richiamo a fare di più. Una idea più precisa dell’ordine di misura di quel «di più» invocato da Chiamparino l’ha data, sempre in giornata il Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera, ammiraglio Felicio Angrisano, nel corso di un'audizione davanti al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. «Finora abbiamo salvato mezzo milione di persone. 34.500 solo dal primo gennaio», ha informato l’ammiraglio Angrisano. Con queste cifre sul groppone (senza contare gli arrivi odierni) a quale santo si può votare l’Italia? Da quanto ha riferito il ministro degli Esteri alle commissioni riunite di Camera e Senato, l’Europa non ne vuole sapere di accollarsi nemmeno una piccola parte degli immigrati che sbarcano da noi e da
questo punto di vista ha lasciato l’Italia in balia dei barconi. L’unica cosa che ha ottenuto Renzi sono stati un po’ di soldi da distribuire che hanno avuto l’unico effetto di invogliare a venire da noi anche chi era indeciso. Oltre, naturalmente a rinnovare l’appetito di quegli italiani che hanno capito che l’immigrazione può essere un comodo modo per fare soldi (vedi «mafia Capitale», ma non solo).

DALL’EUROPA UN «Sì» AD AFFONDARE I BARCONI - Quindi buio completo? Non proprio. «Abbiamo ottenuto dall'Unione europea un impegno per la lotta alla tratta di esseri umani, anche con l'affondamento dei barconi degli scafisti. Su questo punto il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini ha ottenuto un mandato ad agire, ma è necessaria una risoluzione del Consiglio di sicurezza per poter agire in un quadro normativo di sicurezza», ha spiegato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, davanti alle commissioni Esteri riunite di Senato e Camera. Quindi la notizia è che l’Italia, secondo quanto ha riferito Gentiloni, sta lavorando con i suoi partner che siedono nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite «per una risoluzione basata sul capitolo 7 della carta Onu» capace di fornire «una cornice internazionale di certezza dal punto di vista legale per le operazioni» di «identificazione, sequestro e distruzione dei barconi» prima che siano utilizzati dagli scafisti. Il documento potrebbe essere pronto per la riunione del Consiglio il prossimo 18 maggio in modo da consentire le prime azioni già nel mese di giugno. La proposta, sotto forma di bozza di risoluzione, ha già ricevuto «il consenso dei quattro Paesi europei» del Consiglio di Sicurezza (Francia, Regno Unito, Spagna e Lituania), mentre sono in corso «contatti accentuati» con altri Stati membri (Usa, Russia e Cina) con potere di veto.

COSA PREVEDE L’ONU - Il capitolo 7 della carta Onu può prevedere, in ultima analisi, anche l'uso della forza. L'articolo 41 del capitolo in questione implica che il Consiglio di Sicurezza «può decidere quali misure, non implicanti l'impiego della forza armata, debbano essere adottate per dare effetto alle sue decisioni, e può invitare i membri delle Nazioni Unite ad applicare tali misure».
«Queste possono comprendere un'interruzione totale o parziale delle relazioni economiche e delle comunicazioni ferroviarie, marittime, aeree, postali, telegrafiche, radio e altre, e la rottura delle relazioni diplomatiche». Ma - si aggiunge nell'articolo 42 del capitolo 7 della carta Onu - «se il Consiglio di Sicurezza ritiene che le misure previste nell'articolo 41 siano inadeguate o si siano dimostrate inadeguate, esso può intraprendere, con forze aeree, navali o terrestri, ogni azione che sia necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale. Tale azione può comprendere dimostrazioni, blocchi ed altre operazioni mediante forze aeree, navali o terrestri di Membri delle Nazioni».

GASPARRI APPROVA - «Penso che riusciremo a capire se la strada che non è in discesa porterà a un risultato nel corso della prossima settimana, o nei prossimi dieci giorni», ha precisato il titolare della Farnesina
suscitando una approvazione su questo modo di procedere anche dal capo gruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri. «Contro l'immigrazione clandestina non serve buonismo, ne si possono fare, come Alfano, appelli per requisire alloggi, alberghi e case private a beneficio di chi entra illegalmente nel nostro Paese. Bisogna contrastare sul mare i trafficanti. Bloccando i natanti e distruggendoli quando non vi sono persone a bordo. Ma tutti i traffici vanno dissuasi attraverso una politica drastica. Quello che sta avvenendo in Italia è inaccettabile», ha spiegato Gasparri.

L’ULTIMA PAROLA ALL’ONU - Quindi ora la parola passa all’Onu. Da come deciderà il Palazzo di Vetro saremo in grado di  capire se il nostro Paese serve solo quando c’è da mandare i nostri soldati a rischiare la
pelle dove hanno deciso gli Stati Uniti, o se anche la sopravvivenza dei cittadini italiani, che pagano quelle missioni, vale qualcosa nello scenario globale.